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Dante L. Bianco

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 152 p. , Brossura
  • EAN: 9788806180867

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    Renzo Montagnoli

    19/08/2016 06.22.01

    Ai più Dante Livio Bianco risulterà uno sconosciuto, ma dopo aver letto questo suo libro e dopo avere imparato che cosa fu veramente la Resistenza finirà con il diventare un personaggio indimenticabile. L'autore sa scrivere in un bello e conciso italiano e, soprattutto, sa quel che vuol dire; vuole mettere nero su bianco quale fu l'esperienza partigiana nel cuneese, una delle zone a più alta densità di "ribelli". Il suo non è un romanzo, ma è uno studio organico, la cui attenta lettura porta a comprendere chiaramente come vennero a nascere le bande, come progredirono, la loro funzione, il loro inserimento nel tessuto sociale. Sono dell'idea che arrivati all'ultima pagina si sappia molto sul movimento partigiano, non se ne abbia solo un'idea, ma una conoscenza approfondita. Divisa in capitoli sistematici l'opera si presta a fornire puntuali risposte alle tante domande. Rammento, in particolare, avendo destato in me maggior interesse, quelli relativi al carattere popolare dei partigiani, all'inevitabile crisi che subentra nei superstiti dopo un rastrellamento, alla militarizzazione e politicizzazione delle formazioni, alla tecnica militare e allo spirito politico-morale. Si noti bene, peraltro, che Dante Livio Bianco non era un professore di storia, ma un avvocato; evidentemente, però, ha avvertito il desiderio e la necessità di ricordare, per primo a lui stesso e agli uomini della sua epoca, e di far conoscere alle generazioni successive un fenomeno, quale quello del partigianato, del tutto nuovo per l'Italia e con ambizioni non solo di liberare il paese dal giogo nazi-fascista, ma anche di gettare le basi per la nascita di una nuova Italia.

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    claudio

    16/03/2016 09.46.30

    Dante Livio Bianco fu uno dei più importanti capi partigiani d'Italia, uno dei più famosi. Avvocato, subito dopo l'8 settembre assieme a una dozzina di altri antifascisti dette origine alla prima banda partigiana nel cuneese. Tenne un diario durante quel lungo e difficile periodo: questo libro è un po' la sintesi di quel diario.

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