Ho sposato un comunista

Philip Roth

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 07/06/2005
  • EAN: 9788806173289
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Recensioni dei clienti

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    Giuseppe Russo

    28/04/2014 17:02:35

    Splendido affresco settoriale degli USA negli anni del maccartismo affamato di vittime da immolare. Il settore della società selezionato è quello meglio conosciuto da Roth: l'ambiente degli intellettuali liberal della East Coast, alcuni dei quali mostrano la tendenza a scivolare verso una sponda apertamente socialista, ma la maggior parte dei quali predilige una breve e occasionale militanza politica nella sinistra estrema, per poi riabbracciare posizioni borghesi. Lo stesso protagonista, Ira Ringold, rievocato per 300 pagine dalla memoria del fratello Murray ma mai parlante in prima persona nel testo, nonostante la graniticità delle proprie convinzioni, mostra la "colpevole" tendenza all'imborghesimento, col suo repertorio di case, mogli, amanti e sete di affermazione sociale. Ed è proprio il fallimento di questa parabola a farne una figura così tragica. Semplicemente stupendi i due monologhi nei quali le sue certezze vengono ferocemente demolite da due ex commilitoni, Goldstine (pp. 91-92) e Leo (pp. 209-213): sono due momenti di altissima letteratura, da soli in grado di riconciliare chiunque col potere della scrittura umana all'inizio del quinto millennio della sua storia.

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    Luco85

    14/06/2013 19:48:40

    Sono un grande fan di Roth, che ritengo il miglior scrittore vivente. Tuttavia penso che questo libro non regga il confronto con gli altri; troppi riferimenti a fatti e persone americane, i concetti sono ridondanti e ripetuti più e più volte. Non sono riuscito ad "affezionarmi" ne alla storia ne al personaggio di Ira (a mio avviso un insieme di stereotipi).

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    Irene

    10/04/2013 12:03:26

    Mi associo al giudizio non molto positivo, anche se evidentemente sono controcorrente. Ma il libro è innegabilmente pesante e difficile da seguire per chi non conosce nei dettagli la vita americana di quegli anni: sono frequenti i riferimenti ad attori, scrittori, uomini politici di cui io (ma non credo di essere un'eccezione...) non avevo mai sentito parlare. La mia conclusione è che sia un libro destinato al pubblico americano. Il lettore italiano (oppure più modestamente, la sottoscritta, se tanti lo apprezzano!) non ha semplicemente gli strumenti per capirlo. Sarà anche un capolavoro, ma non per me.

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    Maduri

    17/03/2013 17:54:45

    Ho letto molti libri di Roth, ma questo mi è rimasto sullo stomaco. Sopratutto l'ultima parte l'ho trovata prolissa e confusa. In definitiva è un libro veramente pesante che non mi ha coinvolto. Roth, come sottolinea in uno dei passaggi più interessanti, ci vuole parlare di concetti e movimenti di pensiero "generali" partendo dal particolare. Parla del periodo del maccartismo parlando della vita di chi lo ha vissuto, ma a mio parere si perde in dettagli e piccole problemi famigliari che non ci fa capire il vero dramma di chi ha vissuto sulla sua pelle quegli anni. Inoltre il punto di vista è assai poco immediato. C'è un narratore, Zuckerman, che parla con il fratello del protagonista oramai anziano in un continuo dialogo. A mio parere troppi passaggi che allontanano il lettore dai protagonisti e dagli eventi. Sicuramente mi sbaglio, visti i riconoscimenti che ha avuto questo libro, ma mi sembra uno dei romanzi meno coinvolgenti d Roth. Con lui per un po' ho chiuso.

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    Pietro

    16/04/2012 20:53:45

    Lo so, sono arrivato tardi alle letture di Roth ma, penso di esserci arrivato nel momento giusto. Un capolavoro che in tanti aspetti riflette su ciò che accade ancora oggi.

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    Raffaele

    15/09/2011 10:50:36

    Tra i migliori di Roth, un tema di grande interesse uno stile narrativo unico ed una trama splendida con alcuni riferimenti personali. Un magnifico romanzo.

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    Giulia

    05/07/2010 12:09:35

    Bel libro, che consiglio. Una storia privata di passioni travolgenti, di sentimenti umani spietati, di compromessi e di ipocrisie. Sottile nel descrivere l'intimo dei personaggi, ma anche il sistema politico e sociale di una borghesia americana imbarazzante. C'è tutto in questo libro: il privato e il sociale, il micro e il macro ed una scrittura lucida e dinamica. Sicuramente leggerò qualcos'altro di Roth!

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    Biagio Mastrangelo

    05/10/2009 14:45:01

    Una riflessione lucida e spietata sugli anni del maccartismo. Grande romanzo, da leggere. Da amare.

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    tommaso bola

    16/06/2009 01:25:26

    Un capolavoro assoluto. Uno dei più bei libri che abbia mai letto. La tecnica narrativa dell'autore lascia esterefatti, la cura del dettaglio tecnico, la presentazione dei personaggi, tutto rientra in un ingranaggio perfetto. Di particolare interesse le riflessioni sulla schiavitù della bontà, dopo che ideologia, religione e comunismo sono diventati lettera morta. Le riflessioni sul ruolo della letteratura presentate attraverso il professor Glucksman sono un gioiello di testo argomentativo.

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    Anny

    25/03/2008 08:06:31

    Incredibile, splendido Roth! La sua capacità narrativa cattura il lettore, qualunque cosa racconti; la sua ironia è affilata e bonaria allo stesso tempo; le sue riflessioni sulla vita e sulle sorti dell'uomo sono laceranti, ma tragicamente reali.

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    Ravanetti Luigi

    02/09/2005 20:44:42

    Philip Roth è un gigante, non ci sono dubbi. Questa volta ci parla dell'ipocrisia dell'America del maccartismo, dove l'arrivismo era scambiato per patriottismo e dove la stessa Costituzione degli Stati Uniti veniva sistematicamente elusa dal comportamento della società e delle istituzioni. Splendide le pagine in cui viene ricordato il funerale di Nixon, tra l'ipocrisia e il finto patriottismo di ex Presidenti e Senatori. E c'è anche una dichiarazione di poetica dell'autore: la letteratura è agli antipodi della politica....

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