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Homo viator. Il pellegrinaggio medievale
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Homo viator. Il pellegrinaggio medievale - Franco Cardini,Luigi Russo - copertina
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Descrizione


Il viaggio, la ricerca del centro, il ritorno alla patria dimenticata o perduta, la caccia al tesoro e al segreto; l'ascesa del monte, la discesa nel pozzo o nella caverna, il passaggio del fiume o del mare. Sono alcuni fra i "grandi archetipi" miti che si ritrovano, con infinite varianti, nelle letterature, nelle religioni, nelle leggende di tutti i tempi e di tutti i popoli del mondo. Il mondo cristiano ha espresso nella concezione dell'homo viator, del viaggiatore, il simbolo della ricerca spirituale che - per il fatto di essere intima e spirituale - nondimeno si esprime talvolta anche nei termini d'un reale ed effettivo spostamento da un luogo all'altro. Ma, in definitiva, non si va in pellegrinaggio. Si è pellegrini: lo si è sempre e comunque. La vita è un pellegrinaggio. I viaggi e i pellegrinaggi che facciamo nell'arco della nostra vita altro non sono se non metafore di essa. Mettersi in viaggio significa mettersi in gioco. Viaggio è, in estrema sintesi, Libertà.
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Dettagli

2019
15 ottobre 2019
300 p., Brossura
9788899661588

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Dave
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Il termine “pellegrino” deriva dal verbo latino peragere, che è quanto mai ricco di significati: da quello di “muoversi con inquietudine, senza tregua” a quello di “condurre a termine” (e quindi “perfezionare”, ma anche “morire”). Il peregrinus non è dunque semplicemente l’advena o l’hospes, lo “straniero” o lo “sconosciuto”. La parola peregrinus esprime l’estraneità e al tempo stesso l’estraniamento e lo spaesamento. Il pellegrino è tale in quanto straniero nella terra nella quale giunge; ma al tempo stesso l’espressione che lo qualifica è ambigua al punto tale da poter significare il contrario: in realtà egli potrebbe essere straniero nella sua terra d’origine, e la sua vera patria essere appunto la sua mèta. Il cristiano è cittadino del cielo, la sua vita è un pellegrinaggio perché egli parte dall’esilio e desidera tornare in patria. Si può certo vagare senza mèta.

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Franco Cardini

1940, Firenze

Franco Cardini è professore ordinario di Storia medievale presso l'Università di Firenze, e come giornalista collabora alle pagine culturali di vari quotidiani. Professore Emerito dell'Istituto Italiano di Scienze Umane alla Scuola Normale Superiore di Pisa, da mezzo secolo si occupa di crociate, pellegrinaggi, rapporti tra Europa cristiana e Islam, anche trascorrendo lunghi periodi di studio e insegnamento all'estero. Ha fatto parte dei consigli d'amministrazione di Cinecittà e della Rai. La sua produzione di saggi storici, sia specialistici che divulgativi, è copiosissima. Tra questi ricordiamo L'avventura di un povero crociato (Mondadori, 1998), Giovanna D'Arco (Mondadori, 1999), I Re Magi. Storia e leggende (Marsilio, 2000), Il Medioevo (Giunti Junior, 2001),...

Luigi Russo

(Delia, Caltanissetta, 1892 - Marina di Pietrasanta, Lucca, 1961) critico italiano. Fu professore di letteratura italiana nelle università di Firenze e di Pisa; nel 1946 fondò la rivista «Belfagor». Tra i critici di formazione crociana si distinse per l’impegno storicistico che lo portò a superare la rigida contrapposizione «poesia-non poesia» del suo maestro attraverso una complessa ricostruzione delle poetiche dei singoli autori e un’attenzione costante, di impronta desanctisiana, ai rapporti tra letteratura e società. Della sua sterminata produzione si ricordano: Giovanni Verga (1919), I narratori (1923), Abba e la letteratura garibaldina (1925), Francesco De Sanctis e la cultura napoletana (1928), La critica letteraria contemporanea (3 voll., 1942-43), Machiavelli (1945) e i 4 volumi dei...

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