Hôtel del ritorno alla natura

Georges Simenon

Traduttore: G. Crico
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 novembre 2014
Pagine: 163 p., Brossura
  • EAN: 9788845929496
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Descrizione
"L'eccezionale capacità visionaria di Georges Simenon ha un'ulteriore conferma ... Da più di due secoli viviamo nel mito della natura allo stato puro, "bonaria e rosea", e oggi più che mai crediamo che l'uomo potrebbe difendersi dall'ammorbamento e dagli spettri dell'estinzione se sapesse adeguarsi, appunto, alla natura. Non è così, ammonisce Simenon. La solitudine, il rifiuto del presente, l'utopia robinsoniana, aprono la strada all'autodistruzione: è impossibile recuperare un candore perduto attraverso i millenni". (Giulio Nascimbeni)

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Recensioni dei clienti

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    Benny B

    06/08/2017 14:23:15

    Spietato. Simenon sempre magnifico nell'acuta indagine psicologica dei personaggi e nelle descrizioni ambientali: qui una natura selvaggia ed incontaminata che diventa ostile dal momento in cui gli esseri umani, poichè si intromettono senza rispetto, ne sfidano le leggi, immutate dall'inizio dei tempi e per questo già perfette, innescando un'aspra lotta alla sopravvivenza. Una bellissima lezione, oltre che sulla bassezza raggiunta dagli uomini quando spinti al loro limite peggiore, anche sulla perfezione della Natura in sè, che proprio di quegli uomini non ha alcun bisogno, parassiti intrusi e dannosi come sono. Simenon non delude mai, per finezza, stile e linguaggio. Bellissima in quest'edizione la copertina, con uno degli splendidi dipinti di Marianne North, grazie Adelphi!

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    morena

    13/12/2015 16:40:02

    Non è uno dei racconti migliori di Simenon ma comunque la lettura è piacevole

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    luca bidoli

    27/07/2015 09:55:15

    Insolito, per alcuni versi, Simenon, che, partendo da una vicenda di cronaca reale, intesse una storia cupa e ossessionata, ambientata in un'isola delle Galapagos, al limite estremo del mondo. Ma il mondo, l'Occidente è ben presente e irrompe, in diversi modi, su lande prima abitate solo da animali. E compie i suoi disastri, consapevoli, cercati, per alcuni versi desiderati o predestinati dalla natura stessa di questi esseri umani, ognuno fuggitiva e ramingo, nell'impossibilità di un riscatto in una sequenza di alienazioni e deliri. Bello, inquietante, senza concessioni : la fine è nota, prevedibile, anzi auspicabile.

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    claudio

    30/01/2015 07:55:01

    L'ambientazione è nelle isole Galapagos dove arriva ogni sei mesi la nave dal continente a portare i rifornimenti. In questa isola vivono uno scienziato tedesco con la sua assistente che hanno volutamente "abbandonato" il mondo e la famiglia Hermann. Improvvisamente la loro vita viene sconvolta dall'arrivo di una fantomatica contessa con due accompagnatori. La vita diventa difficile per i primi abitanti. Finché si arriva ad un finale impietoso.

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    giulio agnoli

    16/01/2015 08:54:28

    Incredibile ma vero...questo autore non mi delude mai! Con lui, non guardo le recensione o i consigli di altri, per comprare un suo libro , tanto so già che, qualunque storia racconti, mi farà stare incollato alla lettura fino alla fine...

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    luciano

    23/11/2014 21:55:33

    Il dottor Muller vive da cinque anni, con la sua assistente Rita, a Floreana, un isola delle Galapagos. Hanno abbandonato Bonn e si sono ritirati in questa isola " per riavvicinarsi allo stato di natura" e, il dottore, per scrivere la sua grande opera, " quella in cui tentava di ricostruire la catena che unisce i diversi mondi. fisico, psicologico, psichico e religioso". Poi sono arrivati, a Floreana, Herrmann con la moglie e il figlio idiota, infine è sbarcata una contessa, che è un'avventuriera bugiarda e ubriacona, con i suoi amanti, per impiantarvi l' " Hotel del Ritorno alla Natura" riservato a ricchi clienti. La natura si mostra meravigliosa con i suoi tramonti sul mare, gli alberi, i fiori e le tartarughe giganti, ma è anche tremenda con le sue piogge torrenziali , con i suoi ruscelli riarsi dalla siccità... In questa situazione è difficile adattarsi, vivere lontano dalla civiltà con i suoi agi, così come era successo ad un certo Burns che, come i protagonisti del racconto, si era stabilito alle Galapagos " con gran clamore pubblicitario e poi, rendendosi conto di non potervi più vivere, aveva preferito annegarsi piuttosto che confessare la sua sconfitta.". Questo racconto, però, non è certo dei migliori scritti da Simenon.

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    Simone

    27/07/2009 10:20:23

    Il Simenon che non ti aspetti. Tagliente, spiazzante, crudele. L'ambientazione è quanto di più lontano da quelle a cui l'autore belga ci ha abituati: uno sperduto isolotto delle Galapagos, tutto rocce e sole cocente. I protagonisti, uno sparuto gruppetto di outsider, delineano ritratti di varia umanità molto arguti. Lettura piacevole.

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    La Recherche

    06/05/2008 17:19:19

    Il libro è narrato con mano felice dal grande scrittore, lo stile è spesso austero ed asciutto, ma riesce ad evocare benissimo le atmosfere torride e primigenie dell’ambientazione, inoltre con pochi particolari perfetti ogni personaggio è descritto in modo mirabile. Prima del finale del romanzo, Simenon ci descrive un tramonto con un lirismo che emoziona; l’epilogo della storia è narrato con un cambio di prospettiva e chiude in modo conciso ed elegante la narrazione. La vicenda, tratta da fatti realmente accaduti, è la risposta a tutti quelli che pensano che basta ritirasi in un luogo sperduto o selvaggio per trovare la felicità assoluta, in realtà non è così, soprattutto se si pensa che la Natura si piega ai nostri desideri, essa sa essere inesorabile con chi non la tiene nella giusta considerazione. Anche perché, come appare nel romanzo, togliendo dalla visuale della vita tutti i fronzoli della società bisogna per forza guardare diritti dentro di noi e fare i conti con quel che vi si trova. La Natura esige rispetto, sia per quanto riguarda l’ambiente e il sapervisi adeguare, sia perchè non ammette bugie, nemmeno quelle raccontate a sé stessi.

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    gianluca guidomei

    08/09/2005 00:28:06

    Grande prova di Simenon che si cimenta con un'ambientazione esotica poco usuale per lui. Eppure riesce da grande maestro qual è, a ricreare la magia, l' incanto, il terrore e la desolazione della vita di una piccola comunità su di un'isola delle Galapagos. Raccontare la trama del libro non ha molta importanza, piuttosto consiglio a tutti di immergersi nell' intricato patchwork di emozioni, passioni, paure, sogni e speranze che percorrono l' opera senza mai perdere di tensione. La vita è tensione, sembra volerci dire Simenon; dominata dalle passioni, stravolta dalle braci dell' amore, dalla voracità latente dell' istinto sessuale, che sconvolge la vita di tutti gli abitanti dell' isola. Una frase mi ha colpito in particolare: "Meglio cadere fra gli artigli di una tigre che risvegliare i sogni di una donna ardente" Chapeau! Gianluca Guidomei sidner@libero.it

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    andrea

    11/10/2004 16:58:40

    un simenon inusuale, cmq lettura scorrevole e il personaggio di muller è ben tratteggiato

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