Editore: Mondadori
Edizione: 2
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18 maggio 2016
Pagine: 261 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788804667001
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Descrizione

Roma, inizi di marzo del 44 a.C. Caio Giulio Cesare, il pontefice massimo, il dittatore perpetuo, l'invincibile capo militare che ha assoggettato il mondo alla legge romana, è un uomo di cinquantasei anni, solo in apparenza nel pieno della sua prestanza fisica e psichica. In realtà è stanco e malato, una belva fiaccata e rinchiusa nella gabbia dei propri incubi spaventosi. La missione di cui si sente investito - chiudere la sanguinosa stagione delle guerre fratricide, riconciliare le fazioni, salvare il mondo e la civiltà di Roma vacilla paurosamente sotto i colpi dei complotti di palazzo, orditi da chi vede in lui il tiranno efferato, colpevole, dopo lo strappo del Rubicone, di aver messo per sempre fine alla libertà della repubblica. Cesare è come paralizzato, incapace di reggere sulle spalle il peso di un potere immenso e cerca rifugio nella preparazione dell'ennesima campagna bellica, quella contro i Parti. Ma la logica politica della congiura definitiva incalza implacabile e neppure il sacrificio eroico di Publio Sestio, il più fedele legionario di Cesare, compagno di mille battaglie, che si lancia lungo le strade che portano a Roma in una spasmodica corsa contro il tempo per tentare di salvargli la vita, né la cura devota e amorevole della moglie Calpurnia, le attenzioni dell'amante Servilia e del medico Antistio riusciranno a disinnescarla. I presagi si compiranno, le Idi di marzo deflagreranno e il mondo non sarà più lo stesso.

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Recensioni dei clienti

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    Alessandro

    16/09/2018 20:57:07

    È un romanzo piuttosto breve ma ha una sua profondità. La trama è abbastanza intricata, forse anche troppo, non ci si perde mai però l’autore avrebbe potuto essere più... “incentrato”. L’intera storia di Publio Sestio, ad esempio, è improbabile quanto superflua, del tutto inutile ai fini veri della trama. Tutto sommato però è interessante, con un finale evocativo e molto apprezzabile. Ovviamente la figura di Giulio Cesare domina la scena. L’autore lo fa apparire un uomo stanco, stremato dalla vita e dalle fatiche, ma che a mio giudizio mantiene sempre una certa forza. Paragonandolo a un altro romanzo che tratta lo stesso argomento, “Gli ultimi giorni di Giulio Cesare” di Luca Canali, il lavoro di Manfredi mi è parso meno aulico, inferiore da un punto di vista storico e tecnico, però molto più intrigante. Tuttavia rimane un libro da poco, medio. Gli darei un voto intermedio tra tre e quattro stelle. Vista l’enorme pubblicità fatta all’epoca mi aspettavo di meglio.

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    Alessandro

    16/09/2018 20:57:03

    È un romanzo piuttosto breve ma ha una sua profondità. La trama è abbastanza intricata, forse anche troppo, non ci si perde mai però l’autore avrebbe potuto essere più... “incentrato”. L’intera storia di Publio Sestio, ad esempio, è improbabile quanto superflua, del tutto inutile ai fini veri della trama. Tutto sommato però è interessante, con un finale evocativo e molto apprezzabile. Ovviamente la figura di Giulio Cesare domina la scena. L’autore lo fa apparire un uomo stanco, stremato dalla vita e dalle fatiche, ma che a mio giudizio mantiene sempre una certa forza. Paragonandolo a un altro romanzo che tratta lo stesso argomento, “Gli ultimi giorni di Giulio Cesare” di Luca Canali, il lavoro di Manfredi mi è parso meno aulico, inferiore da un punto di vista storico e tecnico, però molto più intrigante. Tuttavia rimane un libro da poco, medio. Gli darei un voto intermedio tra tre e quattro stelle. Vista l’enorme pubblicità fatta all’epoca mi aspettavo di meglio.

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    n.d.

    14/10/2017 10:33:26

    Ottimo

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    n.d.

    22/09/2017 20:47:25

    Letto per la seconda volta. E' il periodo storico più famoso del periodo romano. Manfredi è, credo, il migliore autore in grado di interpretare quel periodo storico ed ha grandi capacità nel trasferirci le personalità dei grandi uomini del tempo con il loro eccessivo sforzo di vivere la vita per il potere, a ricercare una posizione sociale migliore e più in vista a qualunque costo: congiure, tradimenti, eccessi.\nI suoi romanzi sono permeati da storicità vera, i documenti storici sono la base dei suoi romanzi. Leggendo riviviamo in pieno l'epoca romana.

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    marta

    23/09/2016 18:40:11

    Forse non il migliore libri di questo eccellente scrittore. Si puo dire che ho letto quasi tutti i suoi libri ma questo proprio ha difficoltá a ingranare. Sará stata la mia mancanza di una conoscenza dettagliata del periodo , ma i troppi nomi mi hanno messo piu volte in coonfusione. Si puó dire che da metá sono riuscita a seguire i vari fronti e giungere alla fine in cui arrivati al giorno fatidico non ci sono piu stati sbalzi da una parte all'altra e lí ho ritrovato il mio autore preferito.

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    Gorgo

    27/01/2011 20:50:31

    Manfredi mi frega sempre. Non ho preclusioni per la narrativa popolare, e poi mi incuriosiscono i soggetti di Manfredi, la storia antica; perciò ci ricasco ogni volta. Le prime pagine mi sembrano sempre eccellenti, in perfetto equilibrio fra romanzesco e didascalico, fra Hollywood e rigore storico, ma l'incantesimo presto si dilegua e arriva la delusione. Qui i personaggi, tutti i congiurati e i para-congiurati della Storia, in sole 150 pp. sono presenti dal primo all'ultimo e tutti rigorosamente privi di caratterizzazione; la congiura è già pronta, non c'è intreccio ma scene che espongono le ragioni dei vari cospiratori, da un lato, e amici di Cesare che origliano e cercano di sapere, dall'altro; i pochi personaggi dotati di personalità (Cesare, Servilia ecc) sono comunque monocordi; il linguaggio a volte inutilmente magniloquente. Funziona invece, tutto sommato, la sottotrama, la parte del libro completamente inventata a dare un po' di suspence e soprattutto di azione (un po' come in "L'ultima legione"): fughe notturne e brutti incontri sui valichi degli Appennini (più o meno dove abita Manfredi) sotto la pioggia o in mezzo a fitte nevicate, un rafting senza canotto né pagaie lungo un torrente sotterraneo, bozzetti di vita delle "mansiones" e delle "stationes" disseminate lungo le "stratae" romane (e qui si vede l'esperto di "topografia del mondo antico"). Il lettore interessato alla storia antica, naturalmente, può poi apprendere particolari interessanti su quegli infamoni dei congiurati, quasi tutti pompeiani già graziati da Cesare, e sull'ineffabile Marco Antonio; ed è tutto. Manfredi ha azzardato una scommessa rischiosa: riassumere in poche pagine tomi e tomi di studi specialistici, e vicende, ritratti che sono stati oggetto di vere e proprie saghe (v. Iggulden). Un bel coraggio, sostenuto da indubbia cultura, alcune buone idee e dall'infallibile meccanismo del successo ad auto-alimentazione. Indubbiamente una bella sfida. Persa.

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    Redcoat78

    16/09/2010 17:13:33

    Primo approccio a V.M.M. con questo libro. Non possiamo parlare di un capolavoro ma in ogni caso la lettura scorre piacevole fin dalla prima pagina. Ovviamente il finale è già scritto dalla storia ma V.M.M. è sempre abile ad addentrarsi nell'epoca romana e nelle consuetudini del tempo. Si vede che la conoscenza storica dell'autore è ben articolata e approfondita. Consigliato!

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