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Jung Chang

Traduttore: E. Valdrè
Editore: Longanesi
Collana: Il Cammeo
Anno edizione: 2015
Pagine: 527 p. , Brossura
  • EAN: 9788830427136
Usato su Libraccio.it € 10,80

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    giorgio g

    22/02/2015 09.42.46

    Di Chang Jung avevo letto, anni addietro, "Cigni selvatici. Tre figlie della Cina" e "Mao. La storia sconosciuta": avevo apprezzato entrambi i libri, di più il primo che - attraverso le vicende di tre generazioni di donne - ripercorreva un secolo di storia della Cina. Mi sono accostato con interesse a quest'ultima fatica della scrittrice cinese e devo ammettere che non sono rimasto deluso, nonostante la evidente predilezione dell'autrice per la figura dell'Imperatrice vedova Cixi: quasi tutto ciò che lei faceva era ben fatto, ciò che faceva lo sventurato Imperatore Guangxu suo figlio adottivo era errato. A parte questo, il merito principale di Chang Jung è stato di rivelarci il modo di vivere nella Cina dell'Ottocento, divisa tra la minoranza dominante dei Manciù e la maggioranza Han, i complicati rituali di Corte non escluso il doversi nascondere da parte dell'Imperatrice, in quanto femmina, dietro un paravento e da lì esercitare il suo potere, il continuo avvicinarsi - proprio per impulso dell'Imperatrice - alla civiltà occidentale ed alle sue conquiste tecnologiche. Vorrei concludere con le ultime parole del libro in cui si rivela ancora una volta l'intento agiografico dell'autrice: "In termini di innovazioni, sincerità politica e coraggio personale, l'imperatrice vedova Cixi fissò un livello che hanno raggiunto in pochi. A un sistema decrepito e barbaro, alla povertà e al potere assoluto, sostituì la modernità, e introdusse l'umanità, l'apertura mentale e la libertà che fino a quel momento nessuno aveva assaggiato. Ripensando ai tanti decenni spaventosi che sono seguiti alla scomparsa di Cixi, non si può fare a meno di ammirare quella straordinaria statista, malgrado tutti i suoi difetti."

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