L' imperfetta meraviglia

Andrea De Carlo

Editore: Giunti Editore
Collana: Scrittori Giunti
Anno edizione: 2016
Pagine: 368 p., Rilegato
  • EAN: 9788809834446
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Recensioni dei clienti

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    Loris

    27/09/2017 08:08:54

    I personaggi di De Carlo crescono in età anagrafica, ma propongono i consueti dilemmi. Si affidano all’istinto per rivendicare la loro libertà e realizzare la loro creatività, sfuggendo alle gabbie imposte dalle convenzioni sociali e dalle abitudini consolidate. Il tema è declinato in chiave sentimentale, usando l’attrazione tra due persone come detonatore di conflitti latenti. I protagonisti, attraverso le loro professioni, introducono una serie di considerazioni sul mondo glamour del rock e sulla possibilità di avvicinare il lavoro artigianale ad una forma d’arte. Di nuovo, stereotipi e ripetizioni rassicuranti si scontrano con l’ambizione di cercare nuove strade, anche a rischio di perdere il successo acquisito. Il romanzo nel complesso ha un tono leggero, si serve del registro dell’ironia fino ad approdare al grottesco in alcuni passaggi relativi ai membri della band. Il difetto maggiore è una certa prolissità, un’insistenza eccessiva sul monologo interiore dei protagonisti che finisce per avvitarsi nella ripetizione. La freschezza e l’urgenza delle opere giovanili sono distanti, ma forse è solo il lettore a non ritrovarle, cedendo a uno sguardo nostalgico.

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    Marella Giovannelli

    27/01/2017 11:36:27

    L'imperfetta meraviglia ha stimolato in me qualcosa che non mi piace: la lettura a canguro. Peccato perché a tratti il racconto diventa prolisso, ripetitivo e pedante guastando l'impressione finale. Mentre alcune parti sono avvincenti e non fanno rimpiangere il migliore De Carlo, altre sembrano addirittura scritte da un'altra mano. Ci sono pagine e pagine secondo me perfettamente inutili nell'economia del romanzo, appesantiscono il tutto. Il finale sospeso farebbe pensare a un seguito visto che resta aperto a ogni possibilità. Non ho voluto definire quest'opera "scarsa" ma sono rimasta certamente delusa. Eppure l'inizio mi aveva "presa" e certe descrizioni mi sono piaciute moltissimo. Poi, via via, l'Autore pare annodarsi nel superfluo e nel banale perdendo di vista la sostanza e l'originalità. Mi dispiace. Anche gli editor non hanno fatto un gran lavoro.

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    Francesco

    15/01/2017 12:13:23

    Già un romanzo con un refuso nell'incipit non si presenta proprio nel migliore dei modi, se poi uno dei migliori scrittori italiani si ripropone ai lettori con una storiella d'amore superficiale e posticcia di due personaggi poco credibili e senza sfaccettature, viene da pensare che sia iniziata la parabola discendente della perdita di creatività. Il peggiore romanzo di De Carlo.

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    Robmonti

    15/12/2016 20:33:55

    da grande appassionato dei romanzi di Andrea De Carlo appena ho visto l'uscita del nuovo libro mi sono affrettato.."Due di due" "Villa Mataphora" "Cuore Primitivo"...mi hanno fatto vivere ottimi viaggi trovando nelle loro pagine sensazioni già vissute che non avrei saputo sino a quel momento esprimere così bene ; in questo libro , che ho comunque letto velocemente e con facilità , i temi li ho trovati più abbozzati e molte pagine troppo politically correct nel senso di rincorrere un pedante rimprovero alle abitudini ed agli eccessi dei vincitori benestanti (Wally appare una macchietta da cinepanettone); ovviamente la mano dello scrittore non puo' passare dall'ottimo all'inesistente per cui sono arrivato anche piacevolemte alla conclusione che peraltro mi è sembrata un deja vu di un'altra opera recente di De Carlo; prenderò anche il prossimo ma...

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    alex

    13/12/2016 08:19:34

    Questo libro è una grandissima ***ata! Benché questa frase riassuma ottimamente il mio giudizio complessivo ci tengo a fare alcune precisazioni per rendere meno sbrigativa la faccenda. Vogliamo ad esempio parlare delle numerosissime "coincidenze" che fanno incontrare e rincontrare più volte i due protagonisti? Diciamo che De Carlo difetta se non altro di immaginazione. E di frasi tipo "scese a bersi una tazza di thé al gelsomino e zenzero" cosa vogliamo dire? Sembra abbia copiato il post di un blog vegano. Tra mille sbadigli comunque una arriva in fondo... e cosa si becca? Un "gran" finale! Me lo vedo l'editor di De Carlo: "Andrea, dacci un taglio che libri con più di 300 pagine non si vendono bene!". E fu così che il libro ad un certo punto si interruppe.

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    Enrica

    12/12/2016 19:03:32

    Noiosissimo Sconsigliato

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    Giovanni

    29/11/2016 17:48:24

    Sicuramente non è il più bel romanzo di Andrea, ma l'ho letto volentieri.

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    floriano

    23/11/2016 20:06:02

    La perfetta scemenza. De Carlo lascia perplessi per come riesce a passare da opere intriganti ed accattivanti non solo per il plot ma anche per lo studio psicologico dei personaggi quale Villa Metaphora a pubblicazioni come questa, insignificante, banale, caricata di significati per elementi strutturalmente deboli ed anche poco interessanti. Una emerita delusione

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    Samuele

    22/11/2016 16:55:39

    Libro di una banalità imbarazzante, probabilmente adatto ad un target molto giovane.

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    Sara

    13/11/2016 20:35:49

    Il De carlo che mi piaceva da ventenne è purtroppo racchiuso in altri libri. In questo ho si ritrovato lo stile, ma che noia questa storia! Di una banalità disarmante. si salva solo la copertina

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    Giampy

    13/11/2016 16:04:59

    Credevo che De Carlo, con e dopo villa metaphora, avesse ripreso la verve del narratore in grado di elaborare macchinosi intrecci con personaggi complessi e ben studiati. Purtroppo l'imperfetta meraviglia è davvero solo un romanzo rosa, paragonabile ad un Harmony nella media. Storia banale e inesistente, personaggi stereotipati e semplici. Mi spiace davvero, ma mi sono trovato in mano un libro non brutto, ma insignificante. Impossibile non intuire pagina 366 mentre si sta leggendo pagina 20. Peccato De Carlo, sembra proprio tu abbia dovuto farlo per contratto e basta.

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    pedro

    20/10/2016 12:01:54

    Con questo romanzo Andrea De Carlo riporta finalmente a casa i suoi lettori di sempre.

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    Anna

    18/10/2016 17:56:17

    Non mi aspettavo di trovare in queste pagine tanto Groove, evidentemente il personaggio principale, un musicista belloccio e pieno di guai, ha dato nuova linfa alla scrittura di Andrea De Carlo, che ultimamente sembrava un po' spenta. Un rientro alla grande, bravissimo!

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    Rosetta

    18/10/2016 17:53:10

    Andrea De Carlo rimane un autore interessante, ma ha perso quella vena di originalità, di chiarezza narrativa, di testimonianza generazionale che in passato l'ha reso scrittore "di culto". I protagonisti vivono situazioni nuove, contemporanee e sono adulti consapevoli. Un uomo, una donna, due storie alle spalle molto diverse e un futuro imprevedibile, come sempre nei romanzi di De Carlo.

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Un bicchiere di cristallo va in frantumi e mille piccoli pezzi si disperdono sul pavimento. Ogni frammento racchiude la sua brillantezza originaria, pur non avendo più alcun motivo per continuare a brillare come prima.

Milena e Nick non sono stati sorpresi da una catastrofe, loro malgrado devono ammettere entrambi di aver scelto, e perseguito, la loro vita così com’è. Lei, Milena Migliari, dopo alcune delusioni d’amore, ha deciso che è Viviane la sua anima gemella, una donna. Per lei ha lasciato l’Italia e si è trasferita in Provenza, dove ha deciso di dedicarsi anima e cuore alla sua passione: il gelato. Nella gelateria La Merveille Imparfaite Milena sperimenta dei gusti assolutamente inediti, legati ai prodotti locali e al ciclo delle stagioni. Per il Corbezzolo del Maquis, il bruno dorato della Giuggiola di Montauroux, il verde vibrante dell’Uva Spina di Mons Milena si entusiasma e si commuove, così come si entusiasmano i clienti che hanno scoperto le meraviglie della sua gelateria.

Anche Nick Cruickshank ha scelto consapevolmente di fare la sua vita. E la sua vita, in barba a quanto desiderato dalla sua borghesissima madre inglese, è quella da leader e frontman dei Bebonkers, una Rock band di fama mondiale. Nick è la classica stella in caduta libera: giunto al terzo matrimonio riesce a stento a mantenere la lucidità necessaria a ultimare un pranzo con gli amici.

Cosa succede quando questi due sfaccettati, affascinanti, misteriosi personaggi, si incontrano? Due pezzi di vetro, smerigliati e brillanti, si fermano a contemplare la meraviglia imperfetta delle loro vite. Il racconto, va da sé, si divora, in perfetto stile De Carlo, con il volume sparato al massimo.

Dopo aver entusiasmato i lettori di un’intera generazione negli anni Novanta, raccontando la crisi d’identità, il nichilismo, la paura di perdersi, Andrea De Carlo ci consegna due personaggi che hanno conquistato una nuova maturità. Questi sono gli anni del fare, anni in cui si va avanti nonostante la crisi e la fine di tutto. Nel romanzo di Andrea De Carlo si legge sotto traccia questa flebile speranza di superare la fragilità di questi tempi, facendo tesoro della sua profonda lezione. Lo fa utilizzando uno stile di scrittura che ormai è diventato un canone per la narrativa italiana e un vocabolario tanto ricco da denotare una continua e proficua ricerca linguistica. Un romanzo che ci meraviglia.