In alto e in largo. Seven Second Summits

Hans Kammerlander

Traduttore: V. Montagna
Editore: Corbaccio
Collana: Exploits
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 06/06/2013
Pagine: 192 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788863805840
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    26/11/2013 20:48:39

    veramente una buona lettura, storie di alpinismo e di viaggi, senza abbandonarsi a filosofia impegnativa , meglio cosi'.

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  Scalare le seconde cime dei sette continenti. L'idea balena per la prima volta nella mente del fortissimo alpinista altoatesino durante l'estenuante discesa dal K2 per la via Česen. È il 2001. Kammerlander sgrossa pazientemente la nebulosa idea iniziale dando forma nel 2009 a un progetto le cui linee guida sono nette come gli spigoli degli intagli lignei cui si dedica fin da ragazzo: etica by fair means sia nell'avvicinamento che nell'ascensione, stile alpino (in cordata minima), eco mediatica in sordina, ricostruzione storico-culturale degli itinerari. Sono tutti aspetti di una visione allargata dell'attività alpinistica intesa non più, e non solo, come mera conquista della vetta, come semplice record sportivo, bensì come esplorazione consapevole e curiosa di cime ormai trascurate dall'élite alpinistica. Il volgersi all'alpinismo esplorativo è dunque per Kammerlander (così come è stato per Stefan Glowacz) un punto di svolta e, a un tempo, di non ritorno coincidente con il non facile distacco dalla propria immagine consolidata di alpinista estremo per lunghi tempo al centro del circo mediatico. È un ritorno alle origini, un riappropriarsi appassionato delle motivazioni ispiranti l'alpinismo classico che allo spirito competitivo, pur presente, affiancava sempre quello esplorativo: la parte più difficile del gioco era il confrontarsi con vastità inesplorate per la loro inaccessibilità e di cui si ignoravano limiti e difficoltà. Ogni metro guadagnato era una vittoria. È confortante sapere che ancora oggi persone come Kammerlander scelgano di cimentarsi con questo stile in ambienti ostili e possano rivivere (come nell'ascensione del Dykh-Tau, ovvero della seconda cima europea) le stesse fatiche, angosce e soddisfazioni provate da Albert Frederick Mummery ed Heinrich Zurfluh nel lontano 24 luglio 1888 durante la loro elegante prima ascensione.   Fabio Minocchio