Categorie
Traduttore: D. Brolli
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
Pagine: 260 p.
  • EAN: 9788806147327

€ 6,59

€ 7,75

Risparmi € 1,16 (15%)

Venduto e spedito da IBS

7 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile



Dick, Philip K., In terra ostile, Einaudi , 1999
Dick, Philip K., L'uomo dai denti tutti uguali, Fanucci, 1999
scheda di Vin‡on, P. L'Indice del 2000, n. 03

Quello che oggi è il più celebrato degli scrittori di fantascienza - l'autore, per intenderci, di Blade Runner (1968; Fanucci 1996) - tentò invano, per tutto il corso degli anni cinquanta, di farsi valere come scrittore senza complementi di specificazione; ma è solo ora - sulla scia del culto tributatogli - che i suoi romanzi mainstream cominciano a vedere la luce anche in Italia. Dopo Confessioni di un artista di merda (Fanucci, 1996) è adesso la volta di In terra ostile e L'uomo dai denti tutti uguali, scritti rispettivamente nel 1958 e nel 1960.
In Milton Lumky Territory (questo il titolo originale del primo) si racconta la storia di Bruce "Skip" Stevens, che, andando a trovare una sua vecchia fiamma nella speranza di poter passare la notte con lei, incontra un'altra donna, accetta di gestire il suo negozio, lascia il lavoro, si trasferisce a casa sua, la sposa e si mette in viaggio alla ricerca di merce da vendere: uno stock di macchine per scrivere. Trama risibile, se non fosse che - primo - lei è stata la sua insegnante alla scuola media e - secondo - i viaggiatori di commercio sono animali territoriali. E quello in cui Bruce ha sconfinato è il territorio di Milton Lumky (che infatti soffre di nefrite e deve aver avuto dei problemi a marcarne i confini). E non è affatto una stranezza che il romanzo sia intitolato a lui e racconti la storia dell'altro, perché il sospetto, alla fine, è che sia Milt a reggere i fili del gioco.
La territorialità è anche la molla che in
L'uomo dai denti tutti uguali fa scattare il conflitto tra i due protagonisti: Leo Runcible (agente immobiliare) e Walter Dombrosio (progettista industriale). Ma in questo caso ne nasce una trama costellata di colpi di scena e concatenazioni di avvenimenti. L'escalation del conflitto tra Leo e Walt ne genera tutta una serie di altri (in primo luogo quello tra Walt e la moglie Sherry), ma il vero motore dell'azione è in realtà il conflitto delle interpretazioni che i vari personaggi danno dei fatti. Se Janet (la moglie di Leo) è accecata da una vera e propria paranoia alcolica, Sherry lo è dalla psicanalisi; e se Leo è accecato dal tornaconto economico, Michael Wharton (insegnante elementare e archeologo dilettante) lo è da quello scientifico. Così, quando nel terreno di Leo viene trovato il teschio di un uomo dai denti tutti uguali, nessuno si ricorda della passione di Walt per gli scherzi. Ma si sa: ride bene chi ride ultimo. E qui, alla fine, non ride nessuno.
Se amate la fantascienza di Dick ritroverete in questi romanzi le stesse domande portanti (che cos'è un individuo? che cos'è la realtà?), se non conoscete Dick scoprirete uno scrittore, senza complementi di specificazione.

Paolo Vinçon

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    crespo

    03/01/2008 13.34.48

    Dick meritava il nobel per la letteratura, ma per altri (molti) romanzi. Dato che pensava di essere uno scrittore di serie b perché scriveva fantascienza, ha ben pensato di prendere arte ed ingegno e riporli in un cassetto per scriere un libro di serie A, A come Anonimo, Annoiato, e chi più ne A più ne metta.

  • User Icon

    Diego

    10/07/2007 15.51.01

    In "In Milton Lumky territory" (tit. originale dell'opera) viene narrata la storia di un uomo che casualmente incontra la sua maestra delle elementari e, quasi per un gioco del destino, instaura con lei una relazione sentimentale. L'amico della donna, un certo Milton Lumky, uomo frustrato (vorrebbe che tra lui e la donna ci fosse qualcosa di più dell'amicizia) vede di cattivo occhio l'intrusione, da parte del protagonista, nel suo "territorio" e cerca in qualche modo di boigottarlo in un affare che sta cercando di condurre in porto...Su queste premesse il romanzo scorre via rapidamente, senza mostrare eccessive sorprese nello svolgimente della trama e con una morale conclusiva abbastanza depressiva. La cosa più interessante del libro sono i personaggi, infatti benchè lo stile non sia dei più raffinati e l'intreccio pure non è molto appassionante, è interessante capire l'attrazione morbosa del protagonista nei confronti della sua ex-maestra e le ragioni del rancore serbato da Lumky nei riguardi del protagonista. Buona lettura

  • User Icon

    oro

    31/10/2004 20.03.53

    Sono d'accordo con Andrea: Dick e' un grande; ma se do il massimo dei voti a questo bel libro cosa possiamo dare a capolavori come UBIK o LA SVASTICA SUL SOLE? Non e' un libro di fantascienza, ma nonostante questo Dick con la sua scrittura lucididissima riesce a creare una TENSIONE ININTERROTTA come solo lui, in attesa che la situazione precipiti in qualche avvenimento inspiegabile, come di solito nei suoi libri. E invece no, SUCCEDE POCO O NIENTE, e' solo un bel libro dove si racconta benissimo una storia qualunque, sembra facile, ma Dick si rivela un FUORICLASSE anche in questo.

  • User Icon

    Andrea

    24/05/2004 12.23.30

    Non c'è niente da fare... Dick è un grande... anche con una trama banalissima come in questo libro...: un rappresentante di macchine da scrivere che gira per una provincia americana, il tutto visto col grandangolo della scrittura paranoica, che non manca mai di dare ansia a chi legge..

  • User Icon

    Argante72

    26/04/2004 15.59.14

    Non è un libro di fantascienza, ma la visione del mondo di Dick appare anche qui in tutta la sua potenza. Anche nelle situazioni più semplici e scontate si nasconde un elemento inquietante....

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione