Editore: Adelphi
Collana: Fabula
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 18 aprile 2012
Pagine: 107 p., Brossura
  • EAN: 9788845926754
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
Allo psichiatra Otto von Lambert hanno ammazzato la moglie nel deserto del Marocco, presso le rovine di Al-Hakim: chi l'ha violentata lasciando poi che gli sciacalli ne dilaniassero le spoglie? Autentico mostro, von Lambert incarica la giornalista televisiva F. di volare a Marrakech e ricostruire le tappe della scomparsa di Tina e un delitto "di cui lui come medico era l'autore, mentre l'esecutore non rappresentava che un fattore casuale". Si tratta di mettere in piedi una simulazione che consenta un'osservazione postuma e fittizia dei fatti: del resto, un occhio onnipresente e occulto ci scruta, e la realtà è percepibile solo attraverso l'obiettivo glaciale di una telecamera o di un satellite. Ma ciò in cui F. e la sua équipe si imbattono è uno scenario apocalittico: missili confitti nelle sabbie del Sahara, mezzi corazzati arenati come gigantesche testuggini, cadaveri di acciaio radioattivo, in un folle gioco di guerre simulate e abbandonate dopo i test. E via via che la temeraria indagine prosegue, F. si addentra in una storia più grande di lei, precipita nel gorgo di un intrigo internazionale e golpistico, si cala nei labirinti scavati nelle viscere della terra da apprendisti stregoni. Con questo "giallo", che ha la densità di un racconto filosofico, Dürrenmatt ci trascina in un universo alla mercé di occhi elettronici, dove il solo cui sia dato osservare tutto e tutti è un indifferente Dio nascosto.

€ 12,75

€ 15,00

Risparmi € 2,25 (15%)

Venduto e spedito da IBS

13 punti Premium

Disponibile in 3 gg lavorativi

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Giada

    03/12/2018 23:56:49

    Al di là dell'intreccio, pur intrigante, la miglior qualità di questo breve romanzo è l'asciutto virtuosismo stilistico: frasi lunghissime eppure essenziali e secche. Notevole la riflessione sullo sguardo della cinepresa.

  • User Icon

    angelo

    17/05/2018 12:31:44

    Ingredienti: 24 frasi-capitoli per comporre un puzzle labirintico, una moglie depressa morta in condizioni misteriose, una regista incaricata dal marito-psichiatra di far luce sulla vicenda, un gioco di specchi tra sosia, spie, depistaggi e cambi di prospettiva. Consigliato: a chi ama osservare senza essere osservato, a chi non trova un centro di gravità permanente.

  • User Icon

    Massimo Fagarazzi

    25/06/2015 21:06:11

    Un capolavoro assoluto. Libri come questo, scritti con questo stile, questa genialità, questa trama originale e imprevedibile, rendono la passione della lettura una necessità assoluta.

Scrivi una recensione

  Ecco un altro capolavoro, sapientemente tradotto, dello svizzero Dürrenmatt, un noirmetafisico, un romanzo di scambi d'identità, camuffamenti, arditi giochi di specchi e riflessi, ma soprattutto, come spiega eloquentemente il suo sottotitolo, una "novella in ventiquattro frasi sull'osservare chi osserva gli osservatori". Ventiquattro sono infatti i capitoletti in cui si suddivide la narrazione in terza persona, sincopata e apnoica, articolata in periodi unici e senza soluzione di continuità, che raccontano una serie di eventi tumultuosi e apparentemente slegati partendo dalla loro conclusione per creare, dopo avere ripercorso le tappe che l'hanno determinata, un nuovo scenario che ribalta radicalmente l'incipit: una donna è stata uccisa. I soli dati forniti al lettore sono il luogo dell'assassinio, le rovine di Al-Hakim, il nome della vittima, Tina, e quello del marito, l'algido psichiatra Otto von Lambert; gli altri personaggi sono invece solo caratterizzati dalle mansioni che svolgono, dalle loro iniziali o da soprannomi, in uno stile quasi giornalistico mirato a fotografare le azioni più che le sensazioni. La scena si apre sul funerale di Tina, ritrovata violentata, strangolata e deturpata dagli sciacalli in un incerto luogo geografico, al di là del Mediterraneo. Tra i giornalisti è presente F., una regista nota per i suoi ritratti cinematografici: verrà incaricata dal marito psichiatra di scoprire la verità su un omicidio di cui egli si proclama "l'artefice come medico" ma il cui "esecutore non è che un dato casuale", da rendere accessibile alla scienza. Si avverte qui lo sguardo, caro a Dürrenmatt, su un mondo di voyeurismo infinito in cui tutti, dalla vittima/paziente a ogni singolo individuo di questa terra, è continuamente osservato, monitorato, ripreso, fotografo e registrato da altri individui, se non dall'immenso occhio di un Dio indifferente e celato. Giunta sul luogo del delitto, F. si ritrova a confrontarsi con una realtà in cui tutto, benché immortalato in fotogrammi, cambia continuamente di senso. Nel turbinio di immagini, la donna resta avviluppata nelle spire di una storia di cui lei non è il soggetto, ma l'oggetto di un esame costantemente condotto da più angolature e da più individui. Ciò nonostante, il suo abbandono agli eventi o forse il desiderio di scoprire chi sta dietro al "dispositivo d'osservazione", cinepresa, videocamera, macchina fotografica o satellite che sia, la portano a scoprire ciò che è realmente successo. Trasportata in un deserto freddo e costellato da bagliori di scoppi missilistici, strani personaggi dagli epiteti mitologici ma straordinariamente attuali nella loro destrezza tecnologica, come Polifemo, il cameraman zoppo cui si accompagna il veterano Achille, reso idiota da una lesione riportata in guerra, F. si rende conto che i fatti sono diametralmente diversi da come sembravano. La vittima risulta essere una sosia scambiata per Tina, ma non solo: la sua stessa situazione di osservatrice è tremendamente pericolosa. Solo "l'urto violento del presente e un'inusitata voglia di vivere", finalmente libera da elettronici occhi indagatori le permetteranno di uscirne indenne. Sandro Moraldo