Indagine non autorizzata

Carlo Lucarelli

Editore: Mondadori
Collana: Oscar gialli
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18 aprile 2017
Pagine: 210 p., Brossura
  • EAN: 9788804676034
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Disponibile anche in altri formati:
Descrizione

Sulla spiaggia, nei pressi di una villa, viene trovato il cadavere di una prostituta assassinata. Un caso di routine? No, perché in quella villa c'è Lui, Benito Mussolini, che nuota, gioca a tennis, riposa... Non si può turbare la serenità delle sue vacanze: il colpevole va trovato, e subito. Così avviene e i poliziotti della Questura di Rimini, in «perfetto stile fascista», arrestano il presunto colpevole, un piccolo delinquente già noto. Caso chiuso in fretta... forse troppa. È quello che pensa l'ispettore Marino. Che, nell'Italia che ignora la cronaca nera, nel Paese dove «gli ordini sono ordini», inizia una sua personale indagine. Ovviamente non autorizzata...

€ 10,20

€ 12,00

Risparmi € 1,80 (15%)

Venduto e spedito da IBS

10 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Massimo Rossi

    23/09/2018 10:52:41

    Un bel giallo di facile lettura ma non banale in cui l'autore con accurate descrizioni cerca di farci rivivere un particolare periodo storico.

  • User Icon

    Claudio

    21/08/2018 11:42:22

    E’ l’estate del 1936, Benito Mussolini trascorre le vacanze nella sua villa di Riccione e poco distante viene rinvenuto in spiaggia, dietro una duna, il cadavere di una nota prostituta, uccisa con un colpa di pistola di piccolo calibro penetrato in uno dei suoi occhi. Le indagini sono rapide e febbrili e nel corso dello stesso giorno portano all’arresto del colpevole, con tanto di meritato plauso del duce. Tutto semplice, quindi si direbbe, ma uno degli investigatori, l’ispettore Marino, un uomo umile e appassionato del suo lavoro, che vive un momento difficile poiché la moglie l’ha lasciato, non è convinto e, nonostante l’esplicito divieto del commissario, decide di intraprendere un’indagine non ufficiale. Da quel momento si sviluppa una vicenda intricata, con sviluppi che porteranno ad altre morti, in cui i sospettati sono diversi e tutti elementi di spicco del partito fascista. Fra adunate oceaniche e anche incontri intimi Marino procede spesso annaspando, talvolta vittima della sua intraprendenza, ma sempre deciso a far luce su quello che diventa a ogni ora un caso misterioso. C’è tanta carne al fuoco, tanta gente che da questo delitto cerca di ritrarre i massimi vantaggi e così, se anche si riesce poi a scoprire il vero colpevole, questi non verrà assicurato alla giustizia e il nostro ispettore, per una volta, converrà che è meglio tacere, che anche lui potrà avere così la tanto agognata promozione, tanto che nelle ultime pagine lo troviamo trasferito a Roma, in qualità di vicecommissario aggiunto al casellario politico centrale della Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, un posto di tutta tranquillità, ma di rilevante importanza.

  • User Icon

    Fabio

    18/09/2017 09:58:06

    Un bel giallo ambientato nell'Italia fascista,a Rimini nel 1936.Lucarelli descrive molto bene "come eravamo" a quei tempi,un po' ingenui e un po' storditi,persi dietro facili e illusori entusiasmi ,appannati da una retorica che oggi ci sembra ridicola. L'intreccio è costruito molto bene e i personaggi sono umani e credibili,specie il protagonista , Marino,di cui non si fa mai il nome nel corso del romanzo,un perfetto anonimo funzionario,imbranato e triste,che alla fine però si comporterà con stile e coraggio,prendendosi qualche rivincita nella vita e nel lavoro. Lettura sicuramente consigliata.

Scrivi una recensione
C'era odore di pane nell'aria, caldo e croccante, così intenso che copriva ilo sapore salato della brezza fresca che soffiava dal mare. Lo stomaco di Piscitello gorgogliò così forte che uno dei due cani che teneva al guinzaglio voltò la testa, guardandolo con quegli occhi rotondi e lucidi da bambola, e un angolo di lingua rosa tra i denti appuntiti. Che bestie stupide, pensò Piscitello, e che abitudine idiota quella di portare fuori il cane all'alba, tutti i giorni, "a fare i bisognini", come diceva la moglie del comandante, donna stupida anche lei come i suoi cani, con gli stessi occhi lucidi e rotondi. Ma almeno lei restava a letto, la mattina. Si fermò al limitare della spiaggia perché, anche se aveva le fasce che dalle scarpe gli salivano quasi al ginocchio, la sabbia finiva sempre per entrargli dentro. Sganciò il guinzaglio dei cani, che scattarono come due molle verso il mare. Si slacciò il colletto della camicia e poi si tolse il fez, passandosi una mano tra i capelli ricci, già umidi di sudore. Non erano ancora le sei, ma il sole basso di agosto cominciava a farsi sentire sulla divisa della Milizia, nera e pesante. Durante la notte c'era stato un violento temporale, ma l'umidità della pioggia sembrava già interamente evaporata. Socchiuse gli occhi, facendosi schermo con una mano, per seguire con lo sguardo i due cani che correvano sulla sabbia, Hailè e Selassiè, come li aveva chiamati il comandante, che era un eroe della campagna d'Etiopia e si vantava di aver messo il guinzaglio al negus.