Traduttore: N. Gobetti
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 07/10/2014
Pagine: 144 p., Brossura
  • EAN: 9788806207137
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Recensioni dei clienti

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    Miriam C.

    26/03/2018 08:17:37

    Prima opera dell'autore che leggo: si tratta di un romanzo di formazione breve e il protagonista è Marcus, un giovane studente che si sta affacciando alla vita adulta, sullo sfondo l'America degli anni '50 allarmata e percossa dalle atrocità della guerra di Corea. Tantissime le tematiche affrontate: la ribellione del giovane protagonista alle costrizioni imposte dalla società, che per esempio lo vuole catalogare in base a una fede religiosa o imporgli di far parte di una confraternita perché è così che deve essere fatto. Ribellione che si può considerare inizialmente giustificata e condivisibile, ma anche ribellione portata allo stremo che si trasforma in eccessiva e non conveniente. Ed è qui che troviamo una seconda tematica, quella del caso, del destino e di come prese di posizione radicali su questioni oggettivamente quasi banali, dettati da un lato dal buon senso e dall'altro dall'orgoglio, possono condurre alle conseguenze più inaspettate e nefaste. Su tutta la narrazione aleggia un forte disagio, dovuto al sentimento di intolleranza del protagonista e alla sua assoluta determinazione a non scendere a compromessi. Questo disagio si estende anche ad altri personaggi, partendo dai genitori del protagonista stesso e in particolare dal padre con il suo atteggiamento ossessivo di protezione verso il figlio, troviamo disagio tra gli stessi compagni di studi, ma anche e soprattutto in riferimento alle tormentate e problematiche vicende personali della protagonista femminile. Ed è in particolare verso questi personaggi che personalmente avrei voluto un maggiore approfondimento, anche se nel complesso si tratta certamente di un' ottima lettura, appassionante, che offre al lettore diversi spunti di riflessione.

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    Eleonora

    24/07/2017 12:32:37

    Come primo approccio a Philip Roth sono rimasta soddisfatta, ho scelto qualcosa che apparentemente mi sembrava più scorrevole di testi come Pastorale Americana. Nonostante la brevità del romanzo e l'apparente semplicità della storia l'autore riesce a trattare alcuni temi molto sensibili della società americana degli anni 50, il protagonista, Marcus, è un giovane ebreo alle prese con l'inserimento nella vita adulta: l'università, l'amore, le incomprensioni con la famiglia. Roth è abilissimo nel passare da momenti estremamente ironici ad altri di grande drammaticità, come l'eco della guerra in Corea che grava sul protagonista per tutto il romanzo. Consigliato per chi come me vuole avvicinarsi a questo grande autore!

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    francesca

    20/06/2017 17:09:23

    Libro meraviglioso, Roth non delude mai! Consigliatissimo.

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    Giuseppe Russo

    13/01/2016 11:45:15

    Pur presentando delle pagine di altissima densità letteraria (come le coltellate che Marcus e il decano Caudwell si sparano l'uno contro l'altro sotto forma di dialoghi al veleno), manca qualcosa a questo romanzo di Roth. Il giovane Marcus che sta vivendo in modi così sofferti la transizione dall'adolescenza all'età adulta viene dipinto magistralmente nell'insieme delle sue relazioni con i genitori, con gli altri studenti e in genere con l'autorità (motivo fisso nell'opera di Roth: l'oscillazione nel rapporto soggetto-autorità). Ma, rispetto a questo insieme splendidamente raccontato, c'è un vuoto eccessivo nella fase tra l'uscita dal college e la morte in Corea. Come se non contasse nulla, e quindi non meritasse di essere narrata, l'esperienza del protagonista quando, nel suo ciclo di riti di passaggio, avrebbe dovuto vivere anche quello dell'ingresso nel mondo militare negli ultimi mesi dell'amministrazione Truman. E invece è piuttosto evidente che il romanzo avrebbe avuto bisogno di pagine e pagine dedicate anche a quella esperienza, per cui resta questa specie di vuoto diegetico poco sensato.

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    Mina

    30/12/2015 12:08:22

    Non mi è piaciuto molto, l'impostazione di scrittura è molto bassa paragonandola ai recenti libri di Volo. Penso che qualche eguale ci sia....

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    Raffaele

    30/11/2015 23:49:48

    Stupendo!!! Roth non ha eguali.

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    Francesco

    16/10/2015 21:36:05

    Bello! Decisamente bello! Classico romanzo alla Philip Roth, ma senza nessuna sbavatura. Si fa leggere tutto d'un fiato. Ideale per cominciare con lo scrittore. Stile scarno ed essenziale, struttura narrativa estremamente solida e compatta, piacevole anche nel trattare i personaggi secondari.

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    Giuseppe Russo

    14/10/2014 17:11:04

    Pur avendo delle pagine di altissima densità letteraria (come i colpi di pistola che Marcus e il decano Caudwell si sparano l'uno contro l'altro sotto forma di dialoghi), manca qualcosa a questo romanzo di Roth. Il giovane Marcus che sta vivendo in modi così sofferti il tentativo di passaggio dall'adolescenza all'età adulta viene dipinto magistralmente nell'insieme delle sue relazioni con i genitori, con gli altri studenti e soprattutto con l'autorità (l'oscillazione nel rapporto soggetto-autorità è una costante nell'opera di Roth). Ma, rispetto a questo insieme splendidamente raccontato, c'è un vuoto eccessivo nella fase tra l'uscita dal college e la morte in Corea. Come se non contasse nulla, e quindi non meritasse di essere narrata, l'esperienza del protagonista quando, nel suo ciclo di riti di passaggio, avrebbe dovuto vivere anche quello dell'ingresso nel mondo militare negli ultimi mesi dell'amministrazione Truman. E invece è piuttosto evidente che il romanzo avrebbe avuto bisogno di pagine e pagine dedicate anche a quella esperienza, per cui resta questa specie di vuoto diegetico poco comprensibile.

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    CARMINE

    27/03/2014 23:54:17

    E' il primo romanzo che leggo di Roth ed è abbastanza consigliabile. Lo stile è semplice pur utilizzando ricche descrizioni negli stati d'animo e nei dialoghi, il romanzo scorre troppo velocemente senza tante frasi a stil di citazioni!! Roth nel personaggio Marcus tratta vari argomenti: la paura di morire in guerra, la voglia di scrollarsi di dosso paure e pregiudizi senza riuscirci, il primo sesso, il bigottismo e la repressione della società e della religione...tutto racchiuso come risposta nella parola vaffanc.. Personalmente il romanzo pecca di intensità..ma comunque meglio di altri romanzi moderni in voga nella librerie e nei social network!!

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    Chiara

    13/05/2013 14:06:31

    Le immagini scorrono chiare, fluide. Alcuni dialoghi risultano vividi e paiono uscire con veemenza dalle pagine. Un libro che consiglio. Consiglio per il tratteggio espanso ed egregio tra disciplina e liberta': disequilibri di una vita che portano a riflettere. Racconto che profuma di giovani scoperte, divise, inverni ed amare primavere... C.

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    angelo

    05/04/2012 23:05:40

    Ingredienti: un ragazzo irrequieto e non disposto a compromessi, un paese puritano dalle regole di ferro, il sogno di un futuro costruito con le proprie mani, il terrore di subire decisioni imposte da altri. Consigliato: a chi vuol tornare adolescente per rivivere gli anni della propria formazione, a chi cerca di far fiorire i propri sogni sul letame sparso da altri. Libro leggero come una farfalla, ma meditativo come un trattato filosofico

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    Carmine_76

    02/01/2012 14:24:41

    Primo libro di Roth letto, mi è piaciuto e lo consiglio sicuramente....

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    Paola

    26/08/2011 23:32:48

    E' il primo libro che leggo di quest'autore e mi e' davvero piaciuto molto.intenso,dinamico,profondo.

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    Guia

    31/07/2011 21:26:00

    Intenso, tumultuoso come i sentimenti di giovane adulto di Marcus e un po' amaro, come la vita. Bello.

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    robi

    31/07/2011 16:12:15

    Ennesimo capolavoro di uno dei migliori scrittori contemporanei. Una scrittura potente, un racconto cinico, struggente, dannatamente amaro. un finale memorabile.

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    EB

    22/04/2011 10:26:49

    Efficace e intenso. Lo stesso potenziale di 'Pastorale americana', benché concentrato entro i limiti di un racconto lungo. Peccato che questo potenziale non si sviluppi nelle dimensioni di quel gran romanzo che si limita solo a promettere.

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    elda

    21/04/2011 16:16:51

    Molto ben scritto, è un romanzo breve ed intenso che induce alla riflessione. Un libro tremendamente amaro che mi ha pervaso il cuore di una tristezza infinita. L'ho apprezzato ma non posso affermare di averlo amato.

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    Luca

    19/11/2010 16:36:30

    Roth è, semplicemente, Roth: capolavoro!

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    Nat

    18/07/2010 13:10:03

    Il primo (e non sarà l'ultimo) libro di roth che leggo. Per puro caso ascoltai un'intervista al direttore del corriere della sera che lo consigliò alla radio. Sono rimasto letteralmente estasiato da questo libro tanto da considerarlo il migliore che io abbia mai letto. E alla fine ammetto che mi sono anche emozionato. Lo consiglio davvero a chiunque e non vedo già l'ora di comprare un altro suo libro.

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    thereader

    02/06/2010 22:05:02

    Bellissimo. Da leggere con qualsiasi chiave di lettura si desideri (ovvero dal semplice gusto di leggere un romanzo all'andare ricercare significati secondari...)

Vedi tutte le 54 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Indignazione è un pugno sferrato allo stomaco del lettore. Romanzo breve, organizzato come una bomba a orologeria. Un Philip Roth assolutamente imperdibile.

Nel 1951 Marcus Messner, figlio di un macellaio kosher del New Jersey, si iscrive al college conservatore di Winesburg, nell’Ohio. Ha frequentato per quasi un anno l’università della sua città, Newark, ma quando il rapporto con il padre ansiogeno diventa per lui insostenibile, decide di prendere le distanze dalla famiglia. Marcus Messner è un ottimo studente, il migliore del suo corso. Lo studio è il suo primo pensiero. Durante il week end lavora come cameriere in un bar vicino al college per non pesare troppo sulle finanze dei suoi genitori. Un bravo ragazzo, Marcus Messner, che ha imparato il valore dell’onestà e del sacrificio lavorando nella macelleria del padre, dopo la scuola, nell’ultimo anno di liceo. Romanzo breve, poco più di centotrenta pagine, organizzato come una bomba a orologeria: sin dalle prime pagine si attende la fine, la tragedia. 


Cosa provoca questa aspettativa in noi? Il senso di paura che pervade le pagine del romanzo. La paura si vince con l’intelligenza e con la ragione secondo il filosofo Bertrand Russell, di cui l’ateo Marcus si dichiara adepto. La paura è figlia delle religioni organizzate. Nel college conservatore e tradizionalista di Winesburg Marcus deve sopravvivere a un sistema che non intende lasciar fuori nessuno. Tanto meno chi come lui è dotato di capacità intellettive superiori alla media. Per quanto possa sembrare paradossale, Marcus si trova impossibilitato a rimanere incolume e innoquo ai bordi della comunità. 

Avrebbe voluto solo studiare e lavorare. 
Avrebbe voluto non entrare in nessuna confraternita. 
Non frequentare la chiesa. 
Laurearsi in fretta e con il massimo dei voti. 
Fare l'amore con una ragazza prima di morire.
Evitare di morire in guerra come tanti suoi coetanei in quel 1951.
E tutto questo grazie a una continua ricerca del perfezionismo e dell’eccellenza personale. La sua resistenza a oltranza e il sistema cannibale entrano però presto in collisione, incapaci di coesistere nella stessa galassia.

Il meccanismo narrativo scelto da Philip Roth, provoca una germinazione di stimoli concettuali sul senso della paura e della morte di cui dicevamo prima. La compressione temporale della vicenda (tutto si svolge in un anno circa) e l'esigua presenza di flashback, non possono che causare una mutilazione del protagonista. È una regia crudele e atroce come una guerra. Ci sono i canoni rothiani: educazione ebraica, la presenza ingombrante della famiglia, il senso di colpa, l'erotismo, la fiducia nella ragione, la denuncia dell'antisemitismo. Ma Marcus non è Alexander Portnoy: non riusciamo a intenerici e a ridere. Questa volta siamo catturati da un senso di indignazione per la sorte di Marcus, un laureato ante litteram, che non vuole piegarsi al sistema e soccombe come un eroe moderno.


Recensione di Francesco Marchetti