Interno algerino senza vista. Le inchieste di Nidouc Nidoutec

M. Cristina Faccanoni

Editore: Robin
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 29 novembre 2012
Pagine: 206 p., Brossura
  • EAN: 9788867400560
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Descrizione
Algeri: estate 2010. A chi appartengono quei resti umani rinvenuti per caso nell'antico cimitero ebraico del quartiere di St-Eugène da una coppia di amici, algerino lui, italiana lei, conosciutisi su Facebook? Improvvisatisi detective, Assan e Maria, intraprendono un'indagine parallela a quella del commissario di polizia, Nidouc Nidoutec, ora intralciandola ora orientandola verso la soluzione dell'enigma. La vicenda, che porterà l'ufficiale, duro e impassibile, ma raffinato e dotato di pungente ironia, a ricorrerere, suo malgrado, a procedure per lui inconsuete nelle indagini, si snoda in un'Algeri proiettata nella modernità. Anche se in essa emergono sempre il recente tragico passato come pure la sua storia lontana, non mancano di delinearsi, sullo sfondo degli avvenimenti, i prodromi di quella che sarà la Primavera araba mentre permangono, ancora, indelebili, le tracce del suo tragico recente passato coloniale come di quello della sua storia lontana. Nelle sue strade assolate come nella penombra degli antichi palazzi, i protagonisti si imbattono in un intreccio di simboli, nomi e cifre che li guidano verso la soluzione del crimine. Nel loro procedere tortuoso dalle prospettive enigmatiche, i personaggi - e il lettore con essi - percorrono interni ed esterni inaspettati che li portano a conoscere il retaggio pluri-culturale di quella civiltà millenaria.

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    Antonio Paganelli

    23/11/2015 17:26:57

    Ho letto con piacere il romanzo "Interno algerino senza vista" di Maria Cristina Faccanoni. Nelle pagine iniziali si scopre un delitto. Un poliziotto scrupoloso da una parte e due giovani dall'altra, Assan e Maria,a volte in collaborazione a volte in competizione, indagano sul delitto. Si tratta di un classico giallo in piena regola. L'intensità narrativa è sufficiente per tenere inchiodato il lettore fino alla soluzione dell'enigma, nelle ultime pagine. Il testo è scorrevole e molto ben scritto. Si sente un amore particolare per la terra e gli ambienti descritti, che in qualche modo tradiscono il coinvolgimento dell'autrice. Un buon romanzo che consiglio sia agli amanti del genere sia a chi ama storie ben costruite.

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    francesco trentin

    06/01/2013 17:44:03

    Il romanzo mi ha colpito molto favorevolmente non solo per come l'autrice ha condotto la vicenda poliziesca attraverso personaggi e luoghi che catturano subito l'attenzione del lettore, ma anche per l'interessantissimo spaccato della società algerina di oggi, di cui poco si sa e si parla. Le implicazioni storiche - la viceda, ad esempio, così oscura patita dagi ebrei algerini- e antropologiche, dovute alla conoscenza diretta dell'autore di quell'area, consentono di penetrare in quel mondo e di coglierene certi meccanismi che lo sottendono, il tutto attraverso una lingua ricca e vivace che scorre veloce e invita a proseguire senza sosta la lettura fino al finale a sorpresa. Ho molto apprezzato le descrizioni minuziose, spesso a carattere metaforico, della città di Algeri e dei suoi quartieri meno noti, che restituiscono un'atmosfera che riusciamo a percepire in ogni sua variante, come la presentazione di abitudini familiari e di relazione che - per quanto mi riguarda, almeno- mi ha fatto vedere sotto un altro aspetto quella popolazione. Un libro che non delude.

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