L' intrepido

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Regia: Gianni Amelio
Paese: Italia
Anno: 2013
Supporto: DVD
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Immaginiamo che esista un nuovo mestiere e che si chiami "rimpiazzo". Immaginiamo che un uomo senza lavoro lo pratichi ogni giorno, questo mestiere. E dunque che lavori davvero oltre misura e che sia un uomo a suo modo felice. Lui non fa altro che prendere, anche solo per qualche ora, il posto di chi si assenta, per ragioni più o meno serie, dalla propria occupazione ufficiale. Si accontenta di poco, il nostro eroe, ma i soldi non sono tutto nella vita: c'è il bisogno di tenersi in forma, di non lasciarsi andare in un momento, come si dice, di crisi buia. Immaginiamo poi che esista un ragazzo di vent'anni, suo figlio, che suona il sax come un dio e dunque è fortunato perché fa l'artista. E immaginiamo Lucia, inquieta e guardinga, che nasconde un segreto dietro la sua voglia di farsi avanti nella vita. Ce la faranno ad arrivare sani e salvi alla prossima puntata?
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    Clark

    11/05/2020 12:53:02

    L’intrepido, a cui il regista Gianni Amelio si è ispirato nel 2013 per dare il titolo all’omonimo film, fa pensare a una rivista di fumetti degli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, in cui erano illustrate le storie di eroi comuni e meno comuni; ma rievoca anche gli eroi di guerra, quelli che avevano sempre l’ultima parola, anche in punto di morte. L’intrepido di Gianni Amelio, dotato sul set della straordinaria mimica di Antonio Albanese, non ci parla tuttavia di eroi in tempo di guerra, semmai racconta di eroi in tempo di vuoto. È la vicenda del protagonista, Antonio, che di mestiere fa il rimpiazzo: sostituisce temporaneamente persone che, per un motivo o un altro, non possono essere presenti al loro posto di lavoro (qualsiasi lavoro), perciò ne indossa gli abiti, ne acquisisce la personalità, talvolta assume persino le loro sembianze. Dunque, si carica del peso della vita di altre persone, diventa il corpo di un’altra persona e per uno così, il cui cognome fa Pane (semplice, buono e genuino), considerando che la sua vita è una vera e propria consacrazione, la conversione del pane onomastico in Pane Eucaristico è la più coerente e al contempo inattesa delle conclusioni. Antonio, con dignità, nella sua miseria, si occupa delle miserie degli altri, è il buon samaritano che soccorre chi è nel bisogno. Antonio (di)mostra la dimensione teologale della (sua) vita, a dispetto di quanto nel film esprime Lucia: «Se il mondo fosse popolato da persone come te non ci sarebbe più speranza». Nell’ultimo rimpiazzo Antonio sostituirà Ivo, suo figlio, ne reggerà il peso in alcune sue gravose difficoltà (quasi caricandosene vicariamente la croce sulle proprie spalle), effonderà su di lui il respiro. E in questa sequenza, leggera e potente al contempo, si delineano i tratti dell’icona rublioviana della Trinità.

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    cristina

    05/01/2014 16:03:22

    Altre delusione per me questo film di Amelio, subito dopo "Il primo uomo". Il film nasce da un'idea originale e attualissima e parte bene, in maniera coinvolgente. Ma sembra appunto diviso in due: la seconda parte risente di una sceneggiatura quasi inesistente, i personaggi si muovono a caso, non c'è più una storia, un movente a tirare le fila, e il film diventa didascalico e stucchevole. La recitazione di Albanese diventa posticcia e teatrale, ancor di più quella del personaggio di suo figlio, giovane artista in crisi esistenziale (un personaggio per me irritante e cocciutamente stupido). Amelio vuol far sentire la propria perizia registica, forse per ovviare ad una trama inconsistente. Personalmente non riesco più a vedere un film in cui si ammicca allo spettatore (nel finale poi, peggio che peggio!) e in cui ci propinano una dissolvenza a vortice.

Amelio ci ricorda quanto sia indispensabile non rinchiudersi nel pessimismo

Trama
Antonio Pane vive a Milano e ha un lavoro particolare: fa il 'rimpiazzo' cioè sostituisce gli assenti in qualsiasi tipo di attività; un giorno può essere muratore, in quello successivo tramviere e così via. Antonio è un uomo fondamentalmente solo: la moglie lo ha lasciato per unirsi a un uomo dalle fortune decisamente più certe e il figlio studia sassofono contralto al Conservatorio e cerca in qualche modo di aiutare il genitore. Un giorno, a un esame di Stato, Antonio conosce una giovane donna, Lucia, a cui offre un aiuto disinteressato.

  • Produzione: 01 - Home Entertainment, 2014
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Durata: 104 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Contenuti: commenti tecnici: commento audio del regista; scene inedite in lingua originale: scene tagliate con commento; trailers; provini; foto
  • Gianni Amelio Cover

    Gianni Amelio si è laureato in Filosofia. Inizia a lavorare come aiuto regista e operatore negli anni Sessanta. Il debutto come regista risale al 1970 quando dirige la pellicola La fine del gioco, programma sperimentale della RAI. Gianni Amelio, nel corso della sua carriera ha vinto numerosi premi internazionali. Tra i film che ha diretto ricordiamo Colpire al cuore, Porte aperte, Il ladro di bambini, Lamerica, Cosí ridevano, e Le chiavi di casa; Tra i suoi libri: Lamerica (Einaudi, 1997), diario di lavorazione del film omonimo, Così ridevano (Lindau, 1999), Il vizio del cinema. Vedere, amare, fare un film (Einaudi, 2004), Le chiavi di Casa (marsilio, 2004), La stella che non c'è (Marsilio 2006), Un film che si chiama desiderio (Einaudi, 2010), L'ora... Approfondisci
  • Antonio Albanese Cover

    Antonio Albanese ha pubblicato tra l'altro Diario di un anarchico foggiano (Baldini & Castoldi) e, presso Einaudi Stile libero, Giú al Nord (con Michele Serra ed Enzo Santin, 1999). Nel 2005 ha pubblicato per Stile libero Extra Cchiù pilu pe' tutti e nel 2006 ha pubblicato per Stile libero Dvd Personaggi. (Dal sito Einaudi) Approfondisci
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