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Eric Laithwaite

Editore: Dedalo
Collana: La scienza nuova
Anno edizione: 1996
Pagine: 320 p. , ill.
  • EAN: 9788822002051

scheda di Tamagnone, M., L'Indice 1997, n. 5

Laithwaite, professore emerito di ingegneria presso l'Imperial College ed esperto di fisica, è anche un appassionato cultore di biologia. Ciò lo conduce a indagare argomenti di confine: in particolare nel libro vengono studiate le forme e le strutture che esistono nel mondo naturale, che spesso sono state riscoperte o reinventate dall'uomo nelle più diverse applicazioni tecnologiche. Il libro è riccamente illustrato e scritto in stile piano e talvolta scanzonato, ed è di assai piacevole lettura. Esso conduce a osservare con maggiore attenzione il mondo naturale che ci circonda, che spesso ha trovato soluzioni più efficienti di quelle umane ai problemi dell'ingegneria. Un capitolo particolarmente interessante è quello dedicato all'analisi dei sensi della percezione e della comunicazione umana, dove l'autore espone la tesi che la nostra razza dispone di strumenti rozzi e inadeguati, ma che ci hanno comunque consentito di sfruttare, attraverso la tecnologia, i principi di funzionamento della natura e di piegarli a nostro vantaggio. Laithwaite ritiene che gli uomini potrebbero costruire, con i mezzi di cui dispongono, un paradiso al di là di ogni immaginazione, se solo rispettassero le "regole del gioco". Un altro capitolo del libro dove l'autore coniuga magistralmente le sue competenze di fisico con quelle di biologo è quello dedicato a "crescita e decadimento", dove attraverso esempi comprensibili viene mostrato come in natura si ritrovino rapporti matematici semplici alla base di numerosi processi di sviluppo e di crescita. Altro pregio del libro è quello della varietà dei temi toccati: infatti, oltre a trattare gli argomenti principali, Laithwaite non manca di esprimere il proprio punto di vista sui temi più controversi e discussi della cosmologia, dell'economia e della religione.