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L' inverno di Giona - Filippo Tapparelli - copertina

L' inverno di Giona

Filippo Tapparelli

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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2019
In commercio dal: 26 febbraio 2019
Pagine: 190 p., Rilegato
  • EAN: 9788804708070
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L' inverno di Giona

Filippo Tapparelli

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Filippo Tapparelli, qui al suo esordio letterario, ha scritto un giallo onirico lontano da virtuosismi stilistici e intriso di atmosfere di perturbante ambiguità, descritte con una potenza evocativa straordinaria. Vincitore del Premio Calvino 2018.

«Paura, silenzio e infine ribellione. Filippo Tapparelli ha vinto il Premio Calvino con un esordio sorprendete: dove il giovane protagonista si muove tra sogno e (dura) realtà» - Loredana Lipperini, Robinson

"Un romanzo in cui la verità si sfrangia in tanti rivoli, toccando i temi della colpa, del castigo, del lancinante bisogno di affetto e di stima"

"Non ti ho mai conosciuto davvero, padre. Uomo sparito, fantasma di un fantasma. Hai carne di vento, pelle di nebbia. Non ti riconosco eppure sei me centomila volte al giorno."

Siamo su una montagna ostile, fa molto freddo. Giona non ha ricordi. Ha poco più di quattordici anni e vive in un villaggio aspro e desolato insieme al nonno Alvise. Il vecchio, spietato e rigoroso, è l'uomo che domina il paese e impone al ragazzo compiti apparentemente assurdi e punizioni mortificanti. In possesso unicamente di un logoro maglione rosso, Giona esegue con angosciata meticolosità gli ordini del vecchio, sempre gli stessi gesti, fino a quando, un giorno, non riesce a scappare. La fuga si rivelerà per lui un'inesorabile caduta agli inferi, inframmezzata da ricordi della sua famiglia, che sembrano appartenere a una vita precedente, e da apparizioni stravolte. In un clima di allucinata sospensione temporale, il paese è in procinto di crollare su se stesso e la terra sembra sprofondare pian piano sotto i piedi del ragazzo. La verità è quella che appare? Solo un decisivo cambio di passo consentirà al lettore di raggiungere la svolta finale e comprendere davvero che cos'è l'inverno di Giona. Filippo Tapparelli, qui al suo esordio letterario, ha scritto un giallo onirico lontano da virtuosismi stilistici e intriso di atmosfere di perturbante ambiguità, descritte con una potenza evocativa straordinaria.
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  • User Icon

    Alberto

    07/05/2021 04:55:08

    Un libro sorprendente, la storia scorre misteriosa tra realtà, sogno, invenzione e rimozione raccontata tramite una scrittura eccellente. Il finale è potente

  • User Icon

    Stefano

    26/01/2021 16:31:37

    Un piccolo gioiello della letteratura italiana emergente. La narrazione oscilla dal realismo all'onirico, assolvendo al pressoché impossibile compito di tenere il piede in entrambe le staffe: si passa dalla crudezza della vita del protagonista ai ricordi ovattati della sua infanzia, senza percepire alcun cambio di registro, nè varazione dello stile di scrittura. Quest'ultimo è a sua volta il matrimonio perfetto tra prosa e poesia. Alcuni passaggi sono talmente suggestivi da costringere il lettore a fermarsi, tornare indietro e far riecheggiare la parole nella testa una alla volta, per assaporarle a fondo. La trama può apparire poco avvincente all'inizio, ma lentamente finisce col conquistare. Non tanto per la banale brama di conclusione, quanto per il dilemma che cresce pagina dopo pagina: da che parte voglio stare? Sto identificandomi in Giona o nel suo antagonista? Perché è così difficile prendere posizione? Un dilemma che non è affatto un escamotage per creare incertezza nel lettore, ma la colonna portante della storia. Perché è proprio scoprendo chi è Giona, cosa lo ha portato a vivere in quello speduto paese di montangna, dal quale sembra impossibile fuggire, che il lettore potrà finalmente collocare ogni frase, ogni emozione ed ogni pensiero all'interno dell'intreccio narrativo. Perché ciò che fuori è dentro, e ciò che è dentro è fuori.

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    pavamau

    11/05/2020 12:45:46

    Forse il più bel libro Italiano degli ultimi anni. Consigliatissimo

  • User Icon

    Diego

    03/04/2020 16:09:48

    Magnetico, forte, empatico. Un misto di emozioni che non ti abbandonano dall'inizio alla fine. Il mistero affascina, la storia conquista. Vuoi sapere cosa si nasconde dietro la facciata e quando lo scopri resti letteralmente senza parole. Scritto con una penna che tutto fa pensare tranne che ad un autore emergente. Da leggere.

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    Filo

    01/04/2020 15:38:14

    Puntavo da diverso tempo questo libro così ho approfittato di questa situazione di libertà limitata per dedicarmi ad una lettura attenta e calma. O almeno così credevo. L'ho iniziato e ho staccato la testa quando l'ho finito. Storia bellissima, penna magistrale. C'è poco da dire, questo libro va letto e riletto.

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    Bruno Izzo

    21/03/2020 16:11:40

    Il tema di “L’inverno di Giona” è l’eterno dilemma tra bene e male in cui ciascuno quotidianamente oscilla, e perciò di conseguenza il romanzo parla di fare e subire, di giusto e sbagliato, di sanità e pazzia, è un romanzo multiplo quello di Filippo Tapparelli, è una storia di moltitudine di emozioni e perciò emoziona ai più, piace a tanti, avvince tantissimi, incolla chiunque alle pagine, si presta a diverse letture e rivisitazioni, e, però il tutto riconduce, con semplicità e maestria, all’estrema essenzialità dell’esistenza umana. Non è più un bambino, non è ancora uomo, Giona: e nella sua breve esistenza, cresciuto dal suo unico parente, il nonno Alvise, non ha mai provato nulla più di un sacco di botte elargitegli con spietato intento pedagogico dal vecchio, e nemmeno un ricordo. A un bambino, però non gli si può accollare un martirio. Un bambino non martirizza, un bambino aiuta, aiutare però stanca; e allora il giovane anela il riposo, il riparo; dopotutto un giovane altro non è che un seme, e i semi riposano al meglio sotto la neve, durante l’inverno, l’inverno di Giona. In attesa della primavera.

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    Alessia

    18/03/2020 19:03:43

    E niente, c'è poco da dire: io di questo romanzo me ne sono innamorata. Non è un semplice libro, è emozione pura, è sensazione che cresce e che resta e che colpisce pagina dopo pagina. Ti si scolpisce proprio dentro infatti una volta che lo hai letto non lo dimentichi. Ho approfittato di questi giorni chiusa in casa per dedicarmici senza la fretta della routine quotidiana e c'è poco da dire, leggetelo perché è davvero bello.

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    Niccolò

    12/03/2020 12:04:34

    L’Inverno di Giona è una di quelle storie che mentre leggi ti accorgi avere molteplici piani di lettura e cioè molte più verità di quante ad una prima lettura cogli. Ecco perché man mano che scopri del paese, man mano che scopri di Giona e di Alvise non ne sei mai sazio. Ed ecco ancora perché quando lo hai finito resti lì: nel paese con tutti i suoi protagonisti, Norina e Carbone compresi. È un libro in cui a far da sovrani sono la sensibilità, l’empatia, le emozioni, la natura, i sensi. Hai la sensazione di esserne avvolto, da quella nebbia, così come hai la sensazione di toccarle quelle rocce e di attraversarli quei boschi. Ma non è soltanto questo L’inverno di Giona. È un libro che ti disorienta, che ti tira un pugno nello stomaco, che ti inganna, confonde e fa arrovellare. Arrivi all’ultima pagina e dici: cavolo, tutte le certezze che avevo si sono sgretolate, la soluzione è qui ma non è così scontata o palese. È una partita che si gioca su più piani ma che spacca con forza. La penna ha tanto da dire e tanto da offrire. Da leggere e da rileggere in attesa di altre storie di Tapparelli.

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    Emilio

    12/03/2020 11:08:50

    L'atmosfera è cupa, la nebbia fa da sovrana. Lui ha appena quattordici anni ma non ha memoria. Lui è un uomo anziano ma non ha pietà. Non conosce il sentimento in questa vita fatta di dolore e privazioni. Il paese è il suo regno, è il luogo dove regna indiscusso e dove tutti lo temono. Scappa pure, Giona. Scappa. Nessuno ti aiuterà, non potrai fuggire da me, non devi riacquistare la memoria. Sei uno sciocco se pensi che ti lascerò andare, questa è una caccia. Lo è, è una caccia. Ma è anche una ricerca. Una ricerca intima, personale, introspettiva. Una ricerca di se stessi, nelle proprie paure, nelle proprie debolezze. Perché questo è L'Inverno di Giona: una cura. L'obiettivo di Filippo Tapparelli è quello di toccare i cuori e le anime con un testo sensoriale e una storia intima, dolorosa e delicata al contempo. Al tutto si aggiunge una penna dalla prosa ricca e ricercata che conduce passo passo e che è capace di tenere viva l'attenzione del lettore sino alla fine, sino a quell'epilogo inaspettato. Da leggere.

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    Lina

    28/01/2020 12:16:20

    Sono rari i casi in cui un autore riesce a toccare corde così intime da lasciare il segno in modo indelebile, ancor di più è difficile se si tratta di un autore cosiddetto emergente. Lo stile di questo libro rasenta la poesia tanto è forte la capacità introspettiva che racchiude è tanto è forte la sua capacità evocativa. Caro Filippo, mi hai sorpresa e spiazzata, mi hai fatto provare delle emozioni fortissime, mi hai commossa e fatta riflettere. Mi hai anche fatto sperare perché finalmente dopo tanto tempo ho ritrovato un autore che cura qualità e sostanza e che non preconfeziona storie su misura. Voglio rileggerti, voglio scoprire altre tue storie. Il tuo è un esordio di altissimo livello e te lo meriti proprio di stare sugli scaffali delle librerie. Bravissimo.

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    Elisa

    28/01/2020 12:00:45

    Ottimo autoregalo. L’Inverno di Giona mi ha tenuta incollata alle sue pagine sin dal principio. Mi ha catturata, mi si è scritto sulla pelle, mi ha coinvolta al punto tale che non sono riuscita a staccarmene fino a che non l’ho concluso (in un paio di giorni). L’ho letteralmente divorato. Scrittura coinvolgente e scorrevole. Sintassi perfetta e chiara, capacità descrittiva di alto livello, introspezione profonda e coinvolgente. Ti scava dentro. Prosa poetica, trama solida e accattivante. Da leggere.

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    Giulio

    21/01/2020 09:52:38

    Il romanzo d’esordio di Filippo Tapparelli è un libro che parla alla mente e al cuore soprattutto perché riesce a far intravedere uno stretto rapporto tra passato, presente e futuro anche dove queste tre condizioni sembrino tra loro disgiunte e perfino non recuperabili. Il percorso che ha luogo ha inizio attraverso la fragilità della memoria. Da qui segue la ricerca di una verità altrettanto fragile, dura e delicata al contempo. Ovviamente, il percorso non è affatto facile. Giona, il protagonista quattordicenne, vive in questo paese dove a regnare è la nebbia e la sensazione è quella di un terreno che si sta sgretolando a vista d’occhio, con Alvise un anziano che tutti indistintamente temono e che detta le sue regole prive di qualsiasi forma di affetto. Il ritmo narrativo si evolve in funzione all’evolversi dei fatti e man mano che le vicende si sviluppano ecco che i tasselli ricompongono il disegno più grande architettato dall’autore. A ciò si aggiunge uno stile narrativo raffinato che rievoca le emozioni e le sensazioni e che per questo dona al lettore una prosa di rara bellezza. L’inverno di Giona è un libro bellissimo nel quale è immediata l’empatia che proviamo con i protagonisti. È un libro che resta e che non si dimentica. È un libro che si distingue dalla massa, che fa sì che il lettore rifletta e si ponga domande e che lascia tante emozioni. Da leggere.

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    Davide

    20/01/2020 11:02:27

    Quella di Filippo Tapparelli è una storia che non lascia indifferenti. Lo stile narrativo è poetico e raffinato, le immagini sono rese vivide nella mente, le vicende si susseguono in un continuo di riflessioni che riguardano non più soltanto i protagonisti ma anche il lettore stesso che è chiamato a guardarsi nel buio più profondo. Il mistero intriga, conquista. E' un libro che è una cura, un viaggio, un percorso di presa di coscienza e crescita. Un esordio, quello di Tapparelli che non passa inosservato e che anzi dimostra le sue grandi capacità di narratore. Mi auguro di rileggerlo quanto prima perché è uno scrittore che fa letteratura e che merita davvero di stare in libreria.

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    Mattia

    20/01/2020 10:46:36

    Senso, emozione, introspezione. Ogni pagina di questo libro è sensorialità. L'autore te la trascrive sulla pelle. Senti i boschi, senti la pioggia, vedi la nebbia. Senti Giona, vivi le sue emozioni, le fai tue. Senti Alvise, lo temi. Senti il paese. Lo senti sgretolare così come senti l'assenza di quel ricordo che è costante ricerca. Poi, a metà narrazione tutto cambia. Cambia il registro narrativo; il puzzle si ricompone. E forse, allora, piano piano queste stagioni impari a capirle. Impari a non temere più il gelo dell'inverno, inizi a credere in una primavera che piano piano sboccia con i suoi fiori. Da leggere, senza indugio.

  • User Icon

    Libero

    13/01/2020 14:59:30

    Prima di scrivere qualche parola su questo libro ho dovuto rileggerlo perché dopo la prima lettura non riuscivo a staccarmene e perché non ero sicuro di averlo davvero assorbito tutto. Sentivo che la mia avventura con Giona non era ancora giunta al termine. Che dire, libro forte, toccante, ricco di emozione e al tempo stesso ben orchestrato dal punto di vista del mistero. Felice di averlo letto, felice di aver scoperto Filippo Tapparelli, entusiasta di consigliarlo. Non potevo iniziare meglio il 2020. Da leggere.

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    Raffaele

    10/01/2020 12:17:47

    Filippo Tapparelli una bella scoperta. Romanzo bellissimo che si fa leggere tutto di un fiato e che fa riflettere su tanti temi e su molteplici tematiche. Giona e Alvise colpiscono per la loro forza introspettiva e per le grandi emozioni che trasmettono. Lo stile narrativo è pregiato e poetico. Questo libro è un continuo di emozione. Prima un pugno nello stomaco, poi una cura. E' un libro sensoriale. Man mano che prosegue è una scoperta. Lo abbiamo letto quale lettura condivisa in un circolo di lettura, quando ci siamo incontrati per parlarne ne abbiamo anche letto alcuni passi ad alta voce e tanta è stata la commozione. Lettura da non perdere. Consigliato

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    Rosa Bene

    03/01/2020 13:19:14

    Un libro graffiante, toccante e ricco di emozioni. Un libro che ci racconta di un inverno che tutti ci portiamo dentro, di un inverno che spesso non lascia spazio ad altre stagioni, di un inverno che gela i legami e rende vacui i ricordi. Un libro che è una ricerca, un libro che è un viaggio. Un viaggio con Giona. Un viaggio con Alvise. Un viaggio con Norina che è ovunque. Un libro che è scritto con una prosa eccelsa e una penna che accarezza e al contempo scuote. Un libro che resta. Un libro che deve essere letto.

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    Martina

    29/12/2019 21:06:34

    Un libro che commuove per forza della storia e per introspezione. Entri in Giona e nella sua mente, la ricerca è continua. Il viaggio ininterrotto. A tutto si aggiunge una prosa meticolosa, preziosa, erudita. Un libro da leggere.

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    Lisa

    10/12/2019 23:46:02

    Il veronese Filippo Tapparelli fa il suo esordio in libreria con un’opera prima che non può passare inosservata. Dalle note chiaramente introspettive e una dimensione sempre sospesa tra onirico è reale, Giona, con il suo maglione rosso rammendato e pieno di buchi, Giona con la sua fragilità, arriva e conquista. Le vicende lo vedono soggiogato a un nonno che fa propria la disciplina della durezza e della non compassione. Sulle retrovie le nebbie di un paese, passatemi il gioco di parole, nebuloso, vacuo. Ma cos’è l’inverno per Giona? Qual è il suo inverno? In cosa è davvero precipitato? Perché è costretto a fuggire, a scappare da Alvise? Perché non ricorda e perché il nonno non vuole che ricordi? Un viaggio, quello che ha luogo, che si snoda attraverso una prosa scorrevole ma profonda, una prosa fluida ma raffinata e che ha la grande facoltà di condurre nelle intimità più radicate. Una lettura intrapresa su consiglio di un’amica lettrice e che a mia volta non posso che consigliare! Coinvolgente ed esplosivo. “Il dolore si somma al dolore. Il colpo mi sbilancia.” L’inverno di Giona, Filippo Tapparelli

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    Cristian

    05/12/2019 00:08:25

    “È così tanto tempo che tengo la testa chinata a cucire che mi sembra di non averla mai avuta sollevata. Vivrò il resto dei miei giorni a rimirarmi le punte dei piedi. Imparerò tutto sulle ginocchia, sui sassi e sui pavimenti degli scantinati…” L’inverno di Giona apre le sue danze con due protagonisti che sanno a farsi amare e che riescono a conquistare grazie alla loro eterogeneità e alla loro forza evocativa. Sin dall’incipit chi legge è incuriosito dalla vicenda. Da un lato abbiamo Alvise, un anziano che educa il giovane con metodi duri e assenza di affetto, dall’altro Giona, un ragazzo adolescente di quasi quattordici anni. A far da cornice un paese fatto di nebbia e vacuità, una bambina, un gatto di nome Carbone, un gruppo di abitanti. Tutti sono terrorizzati dal vecchio, tutti lo temono, alcuno si ribella. Avvinto dalle vicende di dolore che scandiscono l’opera, il lettore prosegue e piano piano ricostruisce il puzzle che si cela dietro le apparenze. Perché quel che appare o che crediamo essere il fulcro del testo in verità non è altro che una punta dell’iceberg di quel che si cela sotto la superficie. E Tapparelli, con questo stile raffinato ed elaborato, ricercato e prezioso, poetico e delicato, che rievoca e rende vivide le immagini, che sa essere sensoriale ed emozionale, accompagna passo passo in questa ricerca e ricostruzione. Una ricostruzione che tocca anche l’intimità dell’avventuriero che, come Giona, affronta le proprie paure. Un romanzo d’esordio a dir poco sorprendente. Originale, profondo e ricco di tanti spunti di riflessione. Un romanzo che resta.

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    IRENE

    03/12/2019 11:29:25

    Quel che lascia una buona lettura è un qualcosa di inestimabile perché ha la capacità di entrarti nel profondo per non uscirne più. Questo è quel che mi è capitato con "L'inverno di Giona", l'ho letto, ho viaggiato con lui e, ancora oggi, seppur lo abbia finito, il viaggio continua. Mi ha presa per mano e mi ha condotta. Storia forte e scrittura pazzesca. Bravissimo a Filippo Tapparelli!

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    Andrea

    26/11/2019 22:40:24

    L’inverno di Giona prima incuriosisce, poi scuote. Più lo leggi, più lo leggeresti. Più vai avanti e più diventa il tuo viaggio personale. Una storia che merita di essere raccontata, una storia che vale la pena leggere. Una storia che tocca cuore, mente, anima. Una storia che non si dimentica. A dare voce a tutto ciò, una penna erudita e preziosa. Raffinata. Rara. Consigliato.

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    Marzia

    26/11/2019 22:26:36

    SONO RIMASTA TANTO ENTUSIASTA DI QUESTO LIBRO. L’Ho comprato dopo aver letto le varie recensioni e NE SONO RIMASTA MOLTO COLPITA. L’AUTORE DIMOSTRA UNA SENSIBILITÀ FUORI DAL COMUNE E DESTINA AI SUOI LETTORI UN TESTO CHE RESTA. Nulla è come appare, tutto è molto di più. È una volta che lo finisci, resti lì. NEL PAESE. CON GIONA, NORINA, ALVISE, CARBONE.

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    Eleonora

    26/11/2019 22:13:37

    Un libro la cui precisione stilistica e il cui coraggio non possono che colpire e affascinare. Tapparelli tratta tematiche fortissime e lo fa con grande maestria e capacità. Lo consiglio caldamente.

  • User Icon

    Teresa

    24/11/2019 13:23:33

    Libro che ho deciso di leggere grazie alle varie recensioni che ho letto e che ringrazio. Me lo sono gustato con calma, assaporandone i vari passaggi e le varie sfumature. Mi ha spinto ad interrogarmi sulle mie paure e suoi miei legami. È stato un viaggio introspettivo a trecentosessanta gradi. È stato una scoperta bellissima. Da leggere.

  • User Icon

    Cristina

    23/11/2019 22:03:30

    Un testo che si differenzia per precisione stilistica e grande capacità immaginativa. Un libro sensoriale, di percezione.

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    Enrica

    23/11/2019 21:51:58

    “E Norina, sopra ogni cosa. Lei si muove sempre negli angoli, ai margini del campo visivo. Sta tra le pieghe del vento. Non riesco mai a catturare del tutto la sua immagine e, quando parla, lo fa sempre nelle pause. Norina vive nelle pause, non nelle parole. Esiste negli spazi vuoti tra un respiro e l’altro” Cit. L’inverno di Giona, Filippo Tapparelli. Un libro di grande umanità e intensità. Letto tutto d’un fiato.

  • User Icon

    Romain

    22/11/2019 23:21:16

    Un romanzo che è pura poesia. Scritto in modo ineccepibile il libro sa toccare le corde più profonde e intime di ciascuno di noi e con questa scrittura così raffinata e pregiata rievoca immagini, luoghi, sensazioni. Le emozioni sono vivide, concrete, reali. Ci allontaniamo dalla casa con Giona, scappiamo da Alvise, cerchiamo la verità, camminiamo per il bosco alla ricerca della memoria, semplicemente siamo un tutt’uno con il romanzo. Le tematiche sono attuali e mai scontate. Un libro che si differenzia dalla massa, che sa sconvolgere, che sa farsi amare, che arriva, scuote e mette a nudo. Veramente bello.

  • User Icon

    Sabri

    21/11/2019 11:28:21

    Libro molto bello, costruito bene, attuale e di grande sensibilità. Scritto in modo magistrale, di una raffinatezza inusuale. Complimenti all’autore, non vedo l’ora di leggerlo ancora.

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    Giuly

    20/11/2019 11:53:25

    Quello di Filippo Tapparelli è un libro sensoriale, di percezione. Le pagine scorrono rapide in un viaggio di introspezione che porta alla ricerca di una verità che non è immediatamente percepibile. E' un testo che calca tanto sulle immagini che sono riportate nella mente dalle parole dello scrittore, un libro in cui forte è l'empatia e dove a prevalere e ad essere sovrane sono le emozioni. Di ogni genere. Leggere questo libro significa essere catapultati in un mondo interiore fatto di luci e ombre in cui ti riscopri. Una scoperta veramente bella. La scrittura di Tapparelli è semplicemente poesia tanto è raffinata.

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  • Filippo Tapparelli Cover

    Lavora in un’azienda veronese. In passato è stato istruttore di scherma, pilota di parapendio e artista di strada. Ha studiato letteratura inglese e russa all’università. L'inverno di giona (Mondadori 2019) è il suo primo romanzo. Approfondisci
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