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Israele, un nome eterno. Lo Stato d'Israele, il sionismo e lo sterminio degli ebrei d'Europa (1933-2007)

Georges Bensoussan

Traduttore: L. Verrani
Editore: UTET
Anno edizione: 2009
Pagine: XIII-203 p., Rilegato
  • EAN: 9788802081373
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Da alcuni anni i lavori di Bensoussan, orientati soprattutto al binomio Israele-Shoah, intese l'una e l'altra come i due estremi di un'identità complessa e stratificata, hanno trovato traduzione nel nostro paese. Dopo la pubblicazione della sua monumentale opera sulla storia politica e intellettuale del sionismo, l'uscita ora in italiano di questo agile testo, dedicato alla rielaborazione delle tematiche olocaustiche in Israele, ci aiuta a cogliere le linee di discontinuità che si accompagnano all'assunzione nel discorso pubblico di un passato così tragico. Pur non appartenendo alla cerchia degli storici post-sionisti, Bensoussan è infatti interno al dibattito che essi hanno alimentato, in particolar modo quando si adopera alla disamina critica delle categorie culturali che hanno accompagnato la costruzione dell'immaginario del movimento sionista e poi dello stato degli ebrei. Ed è a partire da questa esigenza che l'autore si adopera per sfatare l'idea corrente secondo la quale la Shoah sarebbe il "prius logico e fattuale" d'Israele. Gli è ben chiaro quanto l'identificarsi o l'essere identificato come il titolare della memoria delle vittime dei campi di sterminio sia oggi anche una risorsa legittimante sul piano politico. Non di meno, poiché la correlazione causale tra assassinio di massa e affermazione di una nuova società politica è del tutto impropria, egli si pone l'obiettivo di descrivere la problematica rimozione e la successiva acquisizione che hanno accompagnato i rapporti d'Israele con quella parte di diaspora che è stata cancellata dalla terra. Così facendo ci restituisce le stagioni della discussione su un oggetto che è non solo storiografico, ma anche e soprattutto civile.
Claudio Vercelli