Italiani dovete morire

Alfio Caruso

Editore: TEA
Collana: Saggistica TEA
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24 maggio 2012
Pagine: 309 p., Brossura
  • EAN: 9788850228553
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Descrizione

Il volume ripercorre l'orrendo massacro perpetrato dalla Wehrmacht contro la divisione Acqui nell'isola di Cefalonia, all'indomani dell'armistizio che l'8 settembre 1943 lasciò l'esercito italiano abbandonato a se stesso. Nelle battaglie morirono 9406 soldati: oltre 1300 caddero durante gli accaniti combattimenti che si svilupparono in tutta l'isola, in particolare tra il 15 e il 22 settembre, oltre 5000 vennero passati per le armi o fucilati dopo la resa, altri 3000, fatti prigionieri, scomparvero in mare a bordo di tre navi che urtarono delle mine.

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    Sergio

    18/04/2007 09:07:32

    Un altro capolavoro narrativo di Alfio Caruso, basato su una delle pagine più gloriose del tanto bistrattato esercito italiano che nel momento della verità non ha mai avuto niente da invidare ad altri più blasonati di altre nazioni. Ma quanti oggi nel nostro paese possono affermare di conoscere il dramma di questi "veri" italiani? E che valore ha oggi il loro sacrificio? I loro ideali di dignità e onore valgono ancora qualcosa? Un grazie a Caruso che nei sui libri contribuisce sempre a rendere viva la memoria degli eroi che hanno contribuito a costruire l'italia.

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    franca filippini

    25/10/2005 11:31:29

    ho letto Italiani dovete morire mentre ero in vacanza a Cefalonia l'ho trovato estremamente interessante ed emozionante. Rivedere la Casa Rossa ad Argostoli, contare i passi fino alla Buca posta vicino agli ulivi e vedere ancora i buchi dei proiettili nei tronchi degli alberi lì vicino, mi ha fatto piangere. Con me c'erano anche i miei figli e credo che vedere i luoghi dove i nostri connazionali sono stati uccisi da chi fino al giorno prima era amico, sia stato istruttivo più di tante ore di lezione. Perchè l'essere umano può essere tanto crudele?

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    Graziano

    13/10/2002 13:54:18

    Un libro di alto valore storico. In un mondo dove stanno soffiando tanti venti di guerra consiglierei questa lettura per meditare.

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    Graziano Porcari

    22/09/2002 12:43:43

    Solitamente quando un libro non mi coinvolge smetto di leggerlo.In questo caso ho pensato di interromperne la lettura perchè troppo coinvolto emotivamente.Cosa dire...un libro che andava assolutamente scritto e che speriamo contribuisca a tenere vivo il ricordo di quei giorni.

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    Marco Marcianò

    01/09/2002 23:27:50

    Un libro bellissimo che spiega realmente cos'è la guerra e cosa è stata per quei poveri figli di mamma come li chiamava il generale Antonio Gandin, che il suo unico errore fu cercare di salvare i suoi poveri ragazzi che anche se male armati sprezzanti del pericolo si gettarono contro il nemico...

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    Luca Marini

    13/08/2002 19:02:28

    Meraviglioso!!! Commovente!!! Imparziale!!! Appassionante!!! Coinvolgente!!! Cosa chiedere di più ad un libro di storia?

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    Giuseppe Tortorici

    29/05/2002 22:10:44

    non sono un "macinatore" di libri, ma è con tanta passione che stò leggendo questo. Non ho riserve a dire le profonde sensazioni che la sua lettura mi stà facendo provare. E' una storia triste del nostro passato e voglio ringraziare l'autore per averla riportata a galla con tanta veemenza e circostanziati passi, descritti anche con toccanti frasi ma sempre fedeli alla verità storica. In questo mondo di bassi valori quei ragazzi dell'Acqui meritano un monumento in ogni città d'Italia. Complimenti vivissimi.

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    Paolo

    31/10/2001 17:30:57

    Un libro ottimo che parla di questi martiri della Resistenza. Sì, i primi "partigiani" sono questi ragazzi che insofferenti già a tempi dell'alleanza all'arroganza nazista si sono immolati per non cedere armi ed onore.

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    antonio frate

    09/09/2001 21:26:15

    mi associo al coro di grazie per aver riportato alla memoria il sacrificio di tanti italiani,ben presto dimenticati.La versione di molti fatti è stata personalmente confermatami dal Caporale maggiore Giovanni Iannacci (che lei chiama Sergente M. a pag.212 del libro)del 33°Artiglieria.Egli è tuttora vivo e risiede in Ururi(CB).Mi può dire da quali altre fonti(dopo il libro di p.Formato)ha attinto il materiale delle sue ricostruzioni? Grazie -dr.Antonio Frate (tra l'altro collaboratore della rivista bilingue KAMASTRA-KOMOSTRE che ospiterà un'intervista al Jannacci)

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    Alessandro Mattioli

    13/07/2001 12:11:44

    questo bellissimo libro sottolinea l'eroicita' italiana a chi, apostrofandoci come vili e mangiaspaghetti,ha voluto dimenticare o ancor peggio nascondere l'ardore italiano alla caduta del fascismo.La ACQUI unita contro gli invasori tedeschi dell'Italia, lasciato da parte ogni credo politico,ha onorato il suo paese che ha preferito DIMENTICARE.Ma la codardia dei suoi regnanti, la vilta' dei gerarchi fascisti non può e non deve essere dimenticata bensì insegnata e spiegata nelle scuole.Questi sono i temi per i libri scolastici non lae capacità di Berlusconi....! Grazie ad Alfio Caruso per questo libro bello e commovente che non si schiera ma onora e ricorda il sacrificio di quanti sono morti per la loro ITALIA. GRAZIE

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    Basilio Milatos

    08/01/2001 12:51:08

    Il libro è splendido. Si legge d'un fiato, navigando tra emozione e commozione lungo una vicenda che davvero dovrebbe essere celebre e gloriosa più tante altre della storia del Paese. Una vicenda storica, umana, sociale, politica ricostruita con passione civile me senza mai cadere nella retorica. Spero che questa "battaglia per la memoria" continui, nel rispetto dei morti ma soprattutto nel rispetto di un Paese per se stesso e per la sua storia. Spero che Alfio Caruso abbia voglia di proseguire la strada intrapresa, anche se un libro come il suo nell'Italia di oggi difficilmente sarà di "di massa", difficilmente avrà le luci dei riflettori. Anche perchè l'intellighentia culturale predominante non lo consentirà facilmente. Complimenti a lui e anche alla casa editrice.

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