Jackie (DVD)

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La splendida Natalie Portman nelle vesti della First Lady più amata di sempre

«Una prova straordinaria di Natalie Portman.»Il Corriere della Sera

«Un magnifico ritratto psicologico»La Stampa

«Natalie portman nei panni – perfetti e su misura – di Jackie.»Vanity Fair

«Colpisce, del film di Larrain, non solo l'eleganza della regia o la bravura degli interpreti (Natalie Portman virtuosistica), ma la sottigliezza politica.»L'Espresso

Quando il Presidente Kennedy venne assassinato, la First Lady Jacqueline Kennedy sotto choc e sconvolta dal dolore, nel corso della settimana successiva, fu costretta ad affrontare cose che non avrebbe mai potuto immaginare.

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    Veronica

    11/05/2020 22:05:33

    Per come recita Portman meritava un altro Oscar, film per lei perfetto, recitazione impeccabile, film interessante . Veronica

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    Stefano

    22/09/2019 13:36:13

    Ci troviamo davanti a un biopic atipico, molto lontano dai tanti (spesso anonimi) film in stile La teoria del tutto o The Imitation Game. Non si tratta di una mera riproposizione di fatti che tutti conoscono, né di una semplice celebrazione del personaggio di Jackie Kennedy. Jackie è un film molto personale, in cui il punto di vista del regista (e dello sceneggiatore) prende il sopravvento. Va affiancato ai più grandi biopic degli ultimi anni, quelli come The Social Network o il recente Steve Jobs di Danny Boyle. Quello che potrebbe sembrare il tema principale, l’elaborazione del lutto, è soltanto il punto di partenza di una riflessione che si sviluppa su più livelli. Motivo per il quale Jackie è il classico film che va visto e rivisto, per apprezzare a fondo le varie sfumature.

Tra la verità e la favola c'è Jackie. Quella di Pablo Larraín, isolata in una giornata d'autunno, dopo l'assassinio del consorte e prima del ritiro dalla vita pubblica.

Trama

Sono passati cinque giorni dalla morte di John Kennedy e la stampa bussa alla porta di Jackie per chiedere il (reso)conto. Una relazione particolareggiata dei fatti di Dallas. Sigaretta dopo sigaretta, Jackie ristabilirà la verità e stabilirà la sua storia attraverso le domande di Theodore H. White, giornalista politico di "Life". Una favola che il suo interlocutore redige e Jackie rilegge, rettifica, manipola, perfeziona per dire al mondo di Camelot, dell'arme, la dama e il cavaliere che fecero l'impresa e la Storia fino al declino della loro buona stella.

Forse pensate che l’ennesimo film sulla vita di Jacqueline Kennedy sia l’ultima cosa di cui avete bisogno. Buone notizie! Jackie è tutt’altra cosa. Non ha nulla del biopic convenzionale: racconta ciò che è successo a una delle donne più famose del pianeta (interpretata da Natalie Portman, in una performance per cui avrebbe meritato l’Oscar) a partire dal momento in cui appoggia in grembo la testa del marito appena assassinato. Se vi siete mai domandati in che modo una tragedia personale e il conseguente, intenso scrutinio pubblico abbiano reso d’acciaio una donna mite e riservata come Jackie, è tutto raccontato in questo ritratto che azzecca ogni singola sfumatura.

Diretto dal filmmaker cileno Pablo Larraín, il film rappresenta un mondo che è andato fuori equilibrio, attraverso un mosaico di scene che dipingono lo stato mentale di una donna sottoposta a una pressione intollerabile. C’è la morte di JFK, l’ospedale, il volo per lasciare Dallas con Lyndon Johnson che presta giuramento per diventare il nuovo Presidente, e il vestito e il cappellino rosa sporchi di sangue, di cui Jackie riesce infine a liberarsi, senza tuttavia poter abbandonare il terribile ricordo. E ancora, l’alcol, le pillole, ma anche la determinazione a non essere mai una pedina nel gioco di qualcun altro. Alimentato da una Portman sovrumana, il film di Larraín dà più valore all’emozione che ai fatti documentati. E proprio per questo, è difficile da definire, e ancor più da dimenticare.

Recensione di Peter Travers

Tra la verità e la favola c'è Jackie. Larraín mette in scena una straordinaria creazione di finzione consacrandola alla relazione intercorrente tra corpo e abito.

Trama
Sono passati cinque giorni dalla morte di John Kennedy e la stampa bussa alla porta di Jackie per chiedere il (reso)conto. Una relazione particolareggiata dei fatti di Dallas. Sigaretta dopo sigaretta, Jackie ristabilirà la verità e stabilirà la sua storia attraverso le domande di Theodore H. White, giornalista politico di "Life". Una favola che il suo interlocutore redige e Jackie rilegge, rettifica, manipola, perfeziona per dire al mondo di Camelot, dell'arme, la dama e il cavaliere che fecero l'impresa e la Storia fino al declino della loro buona stella.

2017 - BAFTA - Migliori Costumi - Madeline Fontaine

  • Produzione: Lucky Red, 2017
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 100 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1) - Inglese (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano; Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 16:9 1.66:1
  • Area2
  • Natalie Portman Cover

    Nome d'arte di Natalie Hershlag, attrice statunitense di origini israeliane. Scoperta giovanissima da un agente alla ricerca di una modella bambina, debutta sul grande schermo all’età di tredici anni con il ruolo di Mathilda, la ragazzina scampata alla strage che ha sterminato la sua famiglia e che viene protetta da un solitario assassino in Léon (1994) di L. Besson. Dopo alcune apparizioni marginali in Heat - La sfida (1995) di M. Mann, Tutti dicono I love you (1996) di W. Allen e Mars Attacks! (1996) di T. Burton, raggiunge fama mondiale interpretando Amidala, la giovane e dolce regina di Naboo nella saga Guerre stellari (Star Wars - Episodio I: La minaccia fantasma, 1999, Star Wars - Episodio II: L’attacco dei cloni, 2002, e Star Wars - Episodio III: La vendetta dei Sith, 2005, tutti di... Approfondisci
  • Peter Sarsgaard Cover

    Propr. John P. S., attore statunitense. Tra i più dotati interpreti della sua generazione – l'espressione ambigua e sfuggente su un volto ordinario – è ricercato sia nei film a ricco budget delle major, dove recita spesso melliflui villain (su tutti lo sceriffo dalla doppia faccia in Flightplan - Mistero in volo, 2005, di R. Schwentke) sia nelle piccole produzioni indipendenti che lo tengono a battesimo (è una delle vittime del serial killer condannato a morte in Dead Man Walking - Condannato a morte, 1995, di T. Robbins). In questo ambito S. trova ruoli sicuramente più stimolanti: il violento omofobo seviziatore in Boys Don't Cry (1999) di K. Peirce, il giovane direttore di giornale de L'inventore di favole - Shattered Glass (2003, per il quale ottiene una nomination al Golden Globe) di B.... Approfondisci
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