Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Pagine: 214 p., Rilegato
  • EAN: 9788804601982
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Recensioni dei clienti

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    Purtroppo non funziona

    18/09/2017 09:15:10

    A mio avviso è il libro meno riuscito dei suoi. C'è qualcosa che non funziona: frasi eccessivamente ermetiche, la scelta dei tempi verbali è a lungo andare irritante, manca totalmente la caratterizzazione di personaggi, di tutti, persino della protagonista, di cui alla fine non si evince nessuna personalità, nessun sentimento. E' un racconto, senza phatos, di una donna e dei suoi fidanzati, che si trasferisce in diverse città e di due/tre eventi famigliari che le sono accaduti. Insomma, non è una storia da ricordare, peccato perché "non vi lascerò orfani" e "un'acustica perfetta" mi avevano lasciata più soddisfatta.

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    Gianna

    29/08/2017 14:25:32

    È il primo libro che leggo dell'autrice, l'ho seguita in televisione, le sue interviste il suo giornalismo mi hanno da subito affascinato poiché riusciva a dare corpo ed anima ai personaggi con cui interloquiva trasmettendo forti emozioni. Partendo da questo presupposto ho avuto per il libro grosse aspettative che almeno in parte non sono state soddisfatte. La lettura scorre veloce, si salta avanti ed indietro nel tempo, la vita di Eugenia affascina tanto è difficile, pesante e varia, ma quello che mi è mancato forse è un'emozione forte che corre sulle pagine per scuotere il lettore. Lo consiglio perché la storia di Eugenia è  nelle sue difficoltà nei suoi dolori e nelle sue gioie anche la vita di ognuno di noi.

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    Etta_due

    22/05/2017 13:49:40

    La protagonista è uno dei miei personaggi preferiti tra quelli “incontrati” nei libri che ho letto negli ultimi anni. La storia non è un gran che sia chiaro, ma è una storia di insofferenza, di conflitto interiore e, a volte, di frustrazione, ma il sorriso lo strappa e la dolcezza la trova. Vale la pena leggerlo, anche perché è ben scritto, scorrevole e leggero.

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    Alberto Albertoni

    29/12/2016 16:51:50

    Un romanzo poetico, profondo e molto visivo; Romanzo poetico, profondo e scorrevole; il plot può sembrare semplice, invece come nella vita niente è semplice, dipende dall'angolazione visiva.

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    Gianluca

    19/02/2014 15:05:46

    La storia non è eccezionale ma si lascia leggere con molta tranquillità. La Bignardi, come sappiamo, scrive bene ed è scorrevole. Non lo definirei un libro pesante bensì un libro con poco da raccontare anche se qualche frase degna di nota che porta a riflettere l'ho trovata. Lo consiglio come lettura non impegnativa, nulla di più.

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    luciano

    28/08/2013 20:37:58

    Un libro che ho letto perchè l'acustica perfetta mi era piaciuto molto. Purtroppo tutto un altro libro senza nessuna emozione. concordo con altri cui il libro non ha fornito nessun momento di riflessione. Peccato perchè la Bignardi scrive bene ma se non si ha niente da raccontare anche se scritto bene non può esser sufficiente.

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    Cinzia - Madame Selle 28

    04/08/2013 18:44:17

    Non rientrerà a far parte dei classici del XXI secolo ma comunque è un libro ben scritto, scorrevole e che sa far compagnia. E' divertente il libro così come la protagonista, tutta sbadata ma inconsapevolmente brava. Un brava anche all'autrice che con trame banali sa tirar su dei libri positivi.

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    sara

    13/05/2013 17:49:18

    a me non è dispiaciuto affatto, sarà per simpatia verso la bignardi, sarà per la scorrevolezza del testo; di certo non è un capolavoro, né un libro da rileggere, ma resta comunque un buon passatempo per le serate di lettura!

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    Valter

    05/04/2013 11:30:26

    Daria Bignardi è un'ottima conduttrice televisiva e un'accettabile scrittrice. Quest'ultimo romanzo è scritto meglio del primo (Non vi lascerò orfani), ma manca di originalità. È comunque una lettura molto piacevole che rende bene il carattere nevrotico della protagonista.

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    Roger

    09/08/2012 18:17:47

    Dispiace doverlo dire, ma l'unica cosa veramente "pesante" di questo libro è la sua trama.

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    AgapitoMalteni

    22/03/2012 14:15:04

    Altalenante, discontinuo, incoerente. In tutto. Un lungo puzzle. No, neanche tanto lungo. Il personaggio narrante, Eugenia, narra una gioventù bulimica di esperienze che l'ha portata ad essere una donna di 42 anni di successo ma irrisolta. Giovane, salta di amore in amore di lavoro in lavoro e di città in città fino a trovare il padre dei suoi figli, una brillante carriera da regista e Milano. Incoerente e fredda. La narrazione idem. Le frasi hanno l'aria tagliente del romanzo disincantato. Riflessioni tenute in piedi da un punto. Esattamente come questa recensione. Tre parole e stop. Una recensione ce la fai a leggerla scritta così. Forse. Ma un libro no. Ho reso?

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    Elisa

    16/07/2011 08:48:17

    Senz'altro non farà parte dei miei libri preferiti, trovo perdipiù che non sia scritto così bene (forse è meglio che la Bignardi continui a fare la conduttrice che secondo me le riesce molto molto meglio). La storia di per se è abbastanza buona anche se comune. Un po' perplessa...

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    cristina

    24/05/2011 08:20:47

    La Bignardi sa scrivere, è innegabile. Il suo è uno stile asciutto, scorrevole, tagliente e ironico. Ma la vicenda narrata non colpisce, si fa dimenticare presto. La storia di una donna come ce ne sono tante al giorno d'oggi. Che brutta e insignificante la foto di copertina!

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    Romolo Ricapito

    06/05/2011 17:06:49

    Ero rimasto entusasta dalla lettura del primo libro di Daria Bignardi, "Non vi lascerò orfani", una storia biografica e sentimentale dell'infanzia e giovinezza dell'autrice, per niente retorica e assai accattivante, tanto da poter sembrare una storia di tutti, proprio perché intrecciata all'Italia del boom , che sconfina in quella più vicina a noi , meno ingenua e più pedestre dagli anni 70 a oggi . Mi ha deluso invece l'ultimo romanzo, "Un kharma pesante": di successo, ma questa volta non meritato. Il libro è un insieme di fantasie molto bulimiche, che coprono la storia di una regista nevrotica e invadente. Gli anni di lavoro, del vissuto milanese, paiono attinti alla vita vera della protagonista. Ma la storia non c'è. La dimostrazione è che, andando avanti nella narrazione, non si ricorda cosa è avvenuto precedentemente, anche due o tre pagine prima . Tutto nella storia della regista protagonista della storia pare costruito, poco sincero. Insomma, per me si tratta di intreccio portato avanti e tirato via col solo scopo di ricavarne denaro contante, ma destinato a deludere il lettore. Non si va dentro niente, non si esplora nulla. Tutto è un chiacchiericcio inarrestabile, discontinuo, con personaggi freddi e che non suscitano la minima emozione. L' ultima parte è un po' meglio, ma non sufficiente a riscattare la precarietà di tutto il resto. Una occasione davvero buttata per la Bignardi, che fallisce come romanziera. La forma del romanzo è accettabile nella scrittura: ma non è sufficiente a far considerare quest'opera un salto di qualità della giornalista nella letteratura. ROMOLO RICAPITO

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    *ciobin

    11/04/2011 23:12:51

    banale.. tragicamente banale e scontato. personaggi piatti, trama inesistente, riflessioni da filosofo della domenica. Il tutto condito da una scrittura frammentaria e disconnessa, frasette striminzite, soggetto-verbo-predicato, mi spiace ma "scrivere" vuol dire anche saper articolare una frase di più di tre parole.. non mi è piaciuto, non ho letto il precedente romanzo, di cui sento comunque parlare un gran bene, magari darò una seconda chance all'autrice, questa prova non mi ha convinto affatto.

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    francesca

    07/04/2011 18:16:57

    Eugenia è un personaggio interessante, una donna in chiaro scuro, vera.. ma alla fine questo è l'unico motivo per cui vale la pena leggere questo libro.. scorre sì, ma non è così chiaro cosa vuole comunicare..che nella vita bisogna fermarsi e guardarsi intorno? ma c'era bisogno di un incidente? mi sembra un espediente banale, così com'è lo stile di scrittura.

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    Laura

    06/04/2011 10:13:33

    Molte donne possono sicuramente riconoscersi in Eugenia, nella sua insofferenza, prima di tutto verso se stessa, nella sua incapacità di godersi la vita, nel suo mettere in crisi il rapporto con il marito, nella sua pignoleria maniacale e sentirla vicina. La scrittura scorrevole e fluida della Bignardi lo rende, poi, una lettura estremamente piacevole.

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    Marina

    04/04/2011 16:11:26

    Ero un po' dubbiosa quando mi è stato regalato... Non avevo mai letto un libro della Bignardi. Devo essere sincera: mi ha stupita positivamente! Una narrazione fresca e scorrevole. Ironica, divertente, ma con tanti punti di riflessione.

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    gabriella grinzato

    07/03/2011 11:48:27

    Questo libro mi è piaciuto molto. Secondo me la Bignardi scrive davvero bene. Avevo letto anche "Non vi lascerò orfani",che avevo molto apprezzato. Questo non mi sembra inferiore: è altrettanto bello. Come hanno scritto già altri, mi sono molto immedesimata nella protagonista. Sarà che ho più o meno la stessa età e quegli anni li ho vissuti anch'io... Complimenti Daria! Continua a scrivere libri così veri e accorati!

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    Betzabea

    23/02/2011 11:54:42

    Ammetto che il libro non sia un capolavoro, ma è molto piacevole, divertente e scorre via velocemente. Una bella lettura!

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