King of America

(180 gr.)

Artisti: Elvis Costello
Supporto: Vinile LP
Numero dischi: 1
Data di pubblicazione: 30 giugno 1990
  • EAN: 0821797136211

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Descrizione

L’anno prima di pubblicare l’album King of America, Elvis Costello fece una lunga tournée solistica, che vide al suo fianco il producer, cantante e cantautore T-Bone Burnett. La decisione di realizzare insieme questo album del 1986 fu presa in maniera del tutto spontanea e i brani in programma appaiono esattamente come era logico attenderli, vale a dire intrisi di una intensa vena emozionale, in grado di andare diritti al cuore degli ascoltatori, basati su testi molto raffinati e solo in apparenza leggeri e aproblematici. Rimasterizzato a partire dai nastri originali e stampato presso la RTI, questo LP da 180 grammi della OMR ci permette di apprezzare l’acustica piacevolmente intima di questo album registrato in studio e la spettacolare immagine sonora realizzata da Burnett, che continua a rivelarsi aperta e molto brillante in tutti i registri. Registrato facendo ricorso a poche sovraincisioni ed effetti particolari, King of America presenta un approccio molto immediato e una perfetta resa della voce e degli strumenti, oltre a un’ampiezza e a un bilanciamento che non erano sempre presenti nei dischi registrati in precedenza con gli Attractions. In questo disco Costello è accompagnato da una band di altissimo livello, che comprende tra gli altri il batterista Ron Tutt, il chitarrista James Burton e il bassista Jerry Scheff – tutti e tre membri della Band T.C.B. di Evis Presley – a costituire una formazione, con il batterista Earl Palmer (Little Richard), il bassista Ray Brown (Oscar Peterson e Duke Ellington), il pianista Tom Canning e l’organista Mitchell Froom pronti a fare la loro parte. Molti di questi strumentisti andarono a costituire anche un’altra band, con Jim Keltner, un batterista di grande talento che aveva già avuto modo di mettersi in grandissima evidenza al fianco di Bob Dylan, George Harrison e John Lennon. Da notare che in un brano fanno la loro comparsa anche gli Attractions. Un calibratissimo mix di chimica, virtuosismo, sound e melodie di straordinaria bellezza ha contribuito a decretare il successo di King of America. Senza curarsi minimamente del fatto che stava scrivendo un brano per la radio o sviluppando liberamente un tema che gli era entrato nelle orecchie, Costello compose la maggior parte dei brani di questo disco alla chitarra acustica o al pianoforte, adattando le sue radici rock e folk in modo da dare vita a quelle che continuano a essere considerate tra le canzoni più coinvolgenti, introspettive e profonde di tutta la sua carriera. Brani come “Indoor Fireworks”, “Poisoned Rose”, “Brilliant Mistake” e “Suite of Light” esprimono meglio di qualunque altro il modo in cui Costello vedeva l’età adulta, il romanticismo e il peregrinare nel mondo attraverso una lente che non nascondeva né la verità né le sue conseguenze.