Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 134 p., Brossura
  • EAN: 9788806228989
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Descrizione
"Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie". Si apre cosi la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Chiara

    17/10/2018 10:52:21

    Quanto dolore, quanta bellezza.

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    Linda

    23/09/2018 18:22:42

    Sarà più consapevolezza rispetto a un tempo, ma mi ritrovo negli ultimi tempi solo a vedere, parlare, sentire di coppie che scoppiano. Sembra che in coppia ci si distrugga, a vicenda e anche singolarmente. Come se la coppia non fosse una dimensione giusta per la felicità, per quanto da me desiderata, lo dico sinceramente. In questo libro cercavo questo, me stesso, non mi ha convinto sino in fondo, e però é un pezzo in più che mi fa chiudere con M.E. e a proposito di coppie che si dissolvono, l'obiettivo é raggiunto.

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    Manuela

    21/09/2018 16:38:28

    Una storia di un fallimento di un matrimonio. Gli errori e le crudeltà di una coppia che non sa comunicare si ripercuotono sui figli, che crescono con dei gravi problemi che non hanno mai avuto il coraggio di risolvere con l'aiuto di uno specialista. I lacci, sono quei legami che non puoi rompere, ma a cui ti puoi ribellare. I veri lacci, in una famiglia con problemi di coppia, sono quelli che si instaurano tra i fratelli che hanno subito il dolore nel vedere che chi doveva proteggerli, per il ruolo che rivestivano, cioè i propri genitori, non l'hanno mai davvero fatto.

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    Lore

    20/09/2018 19:23:20

    Profondo e super realistico. Descrive il dramma di una separazione e la normalità del riavvicinamento analizzando i punti di vista di tutti i soggetti coinvolti: marito, moglie e i loro due figli. Scritto in maniera sapiente e veramente coinvolgente.

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    Arianna Zargar

    19/09/2018 07:29:37

    Libro doloroso ma estremamente reale.

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    Giada

    19/09/2018 00:23:27

    Libro breve ma denso di significato, molto realistico e scritto decisamente bene. A me ha colpito profondamente a livello emotivo,soprattutto perché mi ci sono ritrovata tanto in alcuni punti e non ho potuto fare a meno di terminare il libro con le lacrime agli occhi,accompagnate da un sorriso.

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    Ele muniz

    18/09/2018 13:36:13

    Un romanzo così realistico e doloroso che lascia delle forti emozioni al termine della lettura. Appassionate

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    Antonio

    17/09/2018 21:51:24

    I lacci sono i legami che restano nonostante tutto, quelli che fanno bruciare le ferite mai sanate, che riaprono i discorsi mai finiti, che tengono insieme anche se l'unico desiderio è scappare. Perché questa è la storia di una frattura, quella di un matrimonio che ha fatto il suo tempo, tenuto insieme dal collante delle convenzioni sociali. E dopo una frattura viene sempre il silenzio, un silenzio assordante, in cui ristagna solo l'infelicità. In questo romanzo breve e velocissimo c'è la storia di una famiglia intera, delle urla, dei sospiri e dei sensi di colpa che rimbombano nella gabbia delle quattro mura domestiche; perché, a volte, ciò che ci tiene "insieme" è qualcosa di danneggiato, ai limiti dell'autolesionismo sentimentale. E non ci sono né vincitori né vinti, solo prigionieri.

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    stef

    19/08/2018 11:26:47

    è un libro amarissimo ma ahimè quanto vero! da leggere per le riflessioni che suscita su famiglia, vecchiaia, senso della vita e suoi segreti.

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    Ritochka

    25/07/2018 07:25:23

    Romanzo molto profondo, a tratti angosciante, coinvolgente, emozionante. Tantissimi i temi toccati. È sempre del lettore il compito della interpretazione sulla base della propria esperienza esistenziale. Narrazione concisa. Consigliato.

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    Francesca

    14/05/2018 13:08:38

    Romanzo fitto di riflessioni. Il raconto è breve, ma lascia il segno. Letto in un giorno. Consigliato.

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    archipic

    09/05/2018 07:19:41

    Romanzo breve ma molto corposo e denso, sia nella scrittura che nella tematica del racconto. Rapporti di famiglia complessi e, in certi casi, malsani sono i protagonisti della storia che viene raccontata dai diversi punti di vista degli attori. Un buon libro, anche se amaro. Alla fine si ha la sensazione che non si salvi proprio nessuno... anzi si... forse il gatto.

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    furetto60

    22/12/2017 08:59:26

    Quel che più ho apprezzato in Lacci è stata la capacità di correggermi la deriva emozionale (difficile da soffocare come lettore) che porta a inquadrare i personaggi in buoni e cattivi. Starnone riesce infatti a spiegarne le motivazioni senza schierarsi, espone senza né condannare né assolvere, utilizzando una prosa asciutta (non una parola di troppo), chirurgica nella sua essenziale lucidità. Bravo.

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    Valentina

    26/10/2017 19:41:16

    È il racconto di una sofferenza: racconta come la scelta di un uomo abbia delle ripercussioni indelebili sulla moglie e i figli. Ammetto di averlo trovato a tratti angosciante ma nonostante tutto mi sento di consigliarlo perché aiuta a riflettere sul concetto di matrimonio e famiglia degli anni Settanta. Scrittura eccellente.

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    Michela

    02/07/2017 18:19:07

    Un libro che rimane con te anche molto tempo dopo che lo hai finito, che ti dà da pensare, non può che essere un ottimo libro.

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    Laura

    08/06/2017 21:36:18

    Questo libro mi ha fatto riflettere sul fatto che siamo dei nostri figli, mariti, mogli, lavoro, tempo che rimane per fare tutto il resto che crediamo necessario dover fare. Però uno spazio solo per se stessi, sono sempre più convinta che sia giusto ritargliaselo. Perché altrimenti rimani attorcigliato in una rete che ti trascina, con i suoi giorni, anni. Poi i figli crescono, vanno lontano, una telefonata ed è tutto ciò che ti possono dare. Di coppie formate dalle persone veramente giuste l'una per l'altra, le due metà che il destino ha fatto incontrare e sposare, ne vedo gran poche. Vedo invece che è una fatica un po' per tutti in questi tempi . Pensare di portare avanti un matrimonio, per la paura di trascorrere una vecchiaia in solitudine....in fin dei conti è anche questo forse che lo fa andare avanti. Però poi il destino può riservare mille sorprese...una malattia, un evento improvviso e tragico ......o lunghi anni più o meno sereni....nessuno lo può sapere. Ho ancora davanti agli occhi i motociclisti che solo qualche settimana fa mi superavano mentre ero in colonna, io al ritorno dal mare, loro al ritorno dopo un'allegra giornata al motoraduno. E uno di loro, dopo qualche minuto, in un attimo, non sarebbe più esistito. E lo stesso giorno, la morte di Hayden, cadendo durante un banalissimo giro in bici. Quindi, è giusto sacrificarsi completamente in nome di un futuro che non si sa cosa ci riserverà? Credo di no, perché, senza far del male a nessuno, la vita è nostra. E se si ha la fortuna, perché di questo si tratta, di incontrare una persona che, dal nostro interno più sincero, sentiamo essere molto speciale...in qualche modo è giusto vivere...qualunque sia il compromesso da raggiungere con se stessi. Anche portando con sé per sempre questo segreto.

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    etm

    04/03/2017 20:28:07

    Sapevo che Silvio Orlando ha portato a teatro questo racconto e subito ho cercato il libro: letto in un fiato, con una pausa nel mezzo. Mi capita sempre quando i racconti mi fanno riflettere o quando non voglio finire il libro perché poi so già che mi "mancherà". Trovo lo stile della scrittura eccellente, un libro di poche pagine che invece, per quando è denso di sofisticate descrizioni dell'animo e del pensiero umano, sembra un volume di trecento pagine! Per me una grande scoperta.

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    Francesca

    30/05/2016 16:24:59

    Grandissima prova, bellissimo, originale, fa riflettere e stupisce. Un'amara riflessione su come le nostre non decisioni possano influenzare e rovinare la nostra vita e quella dei nostri figli. Non riesco a capire come possa annoiare.

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    bartleby

    22/04/2016 11:21:30

    Io ho preso un giorno di ferie per riprendermi e continuare a pensare a questo libro.

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    Alessandro Claudio Orefice

    12/03/2016 09:42:13

    Diverse le riletture che Starnone ci chiama a svolgere per renderci possibile di esercitare anche un nostro confronto con il passato, una sorta di personale bilancio biografico. Sono di quegli anni film Italiani testimoni di questo segno di rottura culturale: " I pugni in tasca" è del 1965, scritto e diretto da Marco Bellocchio; "Diario di una schizofrenica" di Nelo Risi è del '68. Numerosi degli anni '70 provengono dal nord Europa: "Family life", di Ken Loach, è del '71, con la famiglia come luogo di espiazione e sacrificio, "Scene da un matrimonio" di Ingmar Bergman, testimonia dell'ansia di comunicare il riconoscimento di una inadeguatezza delle parole ad affrontare un discorso capace di sciogliere lacci e nodi borghesi perché riconosciuti a guardia dell'ordine a sperimentare nuove soggettività. In Lacci le parole riflettono anche in termini letterari ed espressivi il vocabolario dei sentimenti degli anni '70, attraversati da tendenze culturali che avevano definito una cornice diversa con cui rappresentare la famiglia sotto spinte anglosassoni, specialmente sociologiche. Ad esempio erano pubblicati libri sulle relazioni di coppia e familiari, come "Nodi", di Ronald Laing, terapeuta che rappresenta gomitoli ricorsivi della coppia con poesie nevrotiche; "La morte della famiglia", di David Cooper, autore che risolveva gran parte dei disagi individuali nella responsabilità di una famiglia-gabbia. Con la canzone in Italia, l' esigenza di riappropriazione della libertà del corpo vincolato da lacci alla mente vede la testimonianza di Gaber -Luporini. Molte di queste suggestioni sono presenti sublimine in Lacci. Se Aldo diversamente da Vanda, gioca l'epistolario come risposta ricostruttiva di se stesso che ha il sapore dell'indifferenza,se Vanda non riesce a capacitarsene e lo accusa, ci penseranno decenni dopo i due figli a rimettere ordine a queste divergenze con la messo in scena della rivincita delle vittime del caos covato a lungo sotto pelle.

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