Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 gennaio 2016
Pagine: 134 p., Brossura
  • EAN: 9788806228989
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Recensioni dei clienti

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    Arianna Zargar

    19/09/2018 07:29:37

    Libro doloroso ma estremamente reale.

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    Giada

    19/09/2018 00:23:27

    Libro breve ma denso di significato, molto realistico e scritto decisamente bene. A me ha colpito profondamente a livello emotivo,soprattutto perché mi ci sono ritrovata tanto in alcuni punti e non ho potuto fare a meno di terminare il libro con le lacrime agli occhi,accompagnate da un sorriso.

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    Ele muniz

    18/09/2018 13:36:13

    Un romanzo così realistico e doloroso che lascia delle forti emozioni al termine della lettura. Appassionate

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    Antonio

    17/09/2018 21:51:24

    I lacci sono i legami che restano nonostante tutto, quelli che fanno bruciare le ferite mai sanate, che riaprono i discorsi mai finiti, che tengono insieme anche se l'unico desiderio è scappare. Perché questa è la storia di una frattura, quella di un matrimonio che ha fatto il suo tempo, tenuto insieme dal collante delle convenzioni sociali. E dopo una frattura viene sempre il silenzio, un silenzio assordante, in cui ristagna solo l'infelicità. In questo romanzo breve e velocissimo c'è la storia di una famiglia intera, delle urla, dei sospiri e dei sensi di colpa che rimbombano nella gabbia delle quattro mura domestiche; perché, a volte, ciò che ci tiene "insieme" è qualcosa di danneggiato, ai limiti dell'autolesionismo sentimentale. E non ci sono né vincitori né vinti, solo prigionieri.

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    stef

    19/08/2018 11:26:47

    è un libro amarissimo ma ahimè quanto vero! da leggere per le riflessioni che suscita su famiglia, vecchiaia, senso della vita e suoi segreti.

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    Ritochka

    25/07/2018 07:25:23

    Romanzo molto profondo, a tratti angosciante, coinvolgente, emozionante. Tantissimi i temi toccati. È sempre del lettore il compito della interpretazione sulla base della propria esperienza esistenziale. Narrazione concisa. Consigliato.

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    Francesca

    14/05/2018 13:08:38

    Romanzo fitto di riflessioni. Il raconto è breve, ma lascia il segno. Letto in un giorno. Consigliato.

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    archipic

    09/05/2018 07:19:41

    Romanzo breve ma molto corposo e denso, sia nella scrittura che nella tematica del racconto. Rapporti di famiglia complessi e, in certi casi, malsani sono i protagonisti della storia che viene raccontata dai diversi punti di vista degli attori. Un buon libro, anche se amaro. Alla fine si ha la sensazione che non si salvi proprio nessuno... anzi si... forse il gatto.

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    furetto60

    22/12/2017 08:59:26

    Quel che più ho apprezzato in Lacci è stata la capacità di correggermi la deriva emozionale (difficile da soffocare come lettore) che porta a inquadrare i personaggi in buoni e cattivi. Starnone riesce infatti a spiegarne le motivazioni senza schierarsi, espone senza né condannare né assolvere, utilizzando una prosa asciutta (non una parola di troppo), chirurgica nella sua essenziale lucidità. Bravo.

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    Valentina

    26/10/2017 19:41:16

    È il racconto di una sofferenza: racconta come la scelta di un uomo abbia delle ripercussioni indelebili sulla moglie e i figli. Ammetto di averlo trovato a tratti angosciante ma nonostante tutto mi sento di consigliarlo perché aiuta a riflettere sul concetto di matrimonio e famiglia degli anni Settanta. Scrittura eccellente.

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    Michela

    02/07/2017 18:19:07

    Un libro che rimane con te anche molto tempo dopo che lo hai finito, che ti dà da pensare, non può che essere un ottimo libro.

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    Laura

    08/06/2017 21:36:18

    Questo libro mi ha fatto riflettere sul fatto che siamo dei nostri figli, mariti, mogli, lavoro, tempo che rimane per fare tutto il resto che crediamo necessario dover fare. Però uno spazio solo per se stessi, sono sempre più convinta che sia giusto ritargliaselo. Perché altrimenti rimani attorcigliato in una rete che ti trascina, con i suoi giorni, anni. Poi i figli crescono, vanno lontano, una telefonata ed è tutto ciò che ti possono dare. Di coppie formate dalle persone veramente giuste l'una per l'altra, le due metà che il destino ha fatto incontrare e sposare, ne vedo gran poche. Vedo invece che è una fatica un po' per tutti in questi tempi . Pensare di portare avanti un matrimonio, per la paura di trascorrere una vecchiaia in solitudine....in fin dei conti è anche questo forse che lo fa andare avanti. Però poi il destino può riservare mille sorprese...una malattia, un evento improvviso e tragico ......o lunghi anni più o meno sereni....nessuno lo può sapere. Ho ancora davanti agli occhi i motociclisti che solo qualche settimana fa mi superavano mentre ero in colonna, io al ritorno dal mare, loro al ritorno dopo un'allegra giornata al motoraduno. E uno di loro, dopo qualche minuto, in un attimo, non sarebbe più esistito. E lo stesso giorno, la morte di Hayden, cadendo durante un banalissimo giro in bici. Quindi, è giusto sacrificarsi completamente in nome di un futuro che non si sa cosa ci riserverà? Credo di no, perché, senza far del male a nessuno, la vita è nostra. E se si ha la fortuna, perché di questo si tratta, di incontrare una persona che, dal nostro interno più sincero, sentiamo essere molto speciale...in qualche modo è giusto vivere...qualunque sia il compromesso da raggiungere con se stessi. Anche portando con sé per sempre questo segreto.

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    etm

    04/03/2017 20:28:07

    Sapevo che Silvio Orlando ha portato a teatro questo racconto e subito ho cercato il libro: letto in un fiato, con una pausa nel mezzo. Mi capita sempre quando i racconti mi fanno riflettere o quando non voglio finire il libro perché poi so già che mi "mancherà". Trovo lo stile della scrittura eccellente, un libro di poche pagine che invece, per quando è denso di sofisticate descrizioni dell'animo e del pensiero umano, sembra un volume di trecento pagine! Per me una grande scoperta.

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    Francesca

    30/05/2016 16:24:59

    Grandissima prova, bellissimo, originale, fa riflettere e stupisce. Un'amara riflessione su come le nostre non decisioni possano influenzare e rovinare la nostra vita e quella dei nostri figli. Non riesco a capire come possa annoiare.

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    bartleby

    22/04/2016 11:21:30

    Io ho preso un giorno di ferie per riprendermi e continuare a pensare a questo libro.

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    Alessandro Claudio Orefice

    12/03/2016 09:42:13

    Diverse le riletture che Starnone ci chiama a svolgere per renderci possibile di esercitare anche un nostro confronto con il passato, una sorta di personale bilancio biografico. Sono di quegli anni film Italiani testimoni di questo segno di rottura culturale: " I pugni in tasca" è del 1965, scritto e diretto da Marco Bellocchio; "Diario di una schizofrenica" di Nelo Risi è del '68. Numerosi degli anni '70 provengono dal nord Europa: "Family life", di Ken Loach, è del '71, con la famiglia come luogo di espiazione e sacrificio, "Scene da un matrimonio" di Ingmar Bergman, testimonia dell'ansia di comunicare il riconoscimento di una inadeguatezza delle parole ad affrontare un discorso capace di sciogliere lacci e nodi borghesi perché riconosciuti a guardia dell'ordine a sperimentare nuove soggettività. In Lacci le parole riflettono anche in termini letterari ed espressivi il vocabolario dei sentimenti degli anni '70, attraversati da tendenze culturali che avevano definito una cornice diversa con cui rappresentare la famiglia sotto spinte anglosassoni, specialmente sociologiche. Ad esempio erano pubblicati libri sulle relazioni di coppia e familiari, come "Nodi", di Ronald Laing, terapeuta che rappresenta gomitoli ricorsivi della coppia con poesie nevrotiche; "La morte della famiglia", di David Cooper, autore che risolveva gran parte dei disagi individuali nella responsabilità di una famiglia-gabbia. Con la canzone in Italia, l' esigenza di riappropriazione della libertà del corpo vincolato da lacci alla mente vede la testimonianza di Gaber -Luporini. Molte di queste suggestioni sono presenti sublimine in Lacci. Se Aldo diversamente da Vanda, gioca l'epistolario come risposta ricostruttiva di se stesso che ha il sapore dell'indifferenza,se Vanda non riesce a capacitarsene e lo accusa, ci penseranno decenni dopo i due figli a rimettere ordine a queste divergenze con la messo in scena della rivincita delle vittime del caos covato a lungo sotto pelle.

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    Cristiana

    27/02/2016 10:28:04

    Mi è sembrato slegato nelle sue parti, scritto in maniera sciatta in alcuni punti, e avrei degli appunti anche sulla trama che vi risparmio se deciderete di leggerlo nonostante la mia quasi stroncatura

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    SLegata

    21/10/2015 21:01:16

    Bisogna avere una scrittura maestra, priva di sbavature o congetture astruse, per pennellare gli aspetti emozionali intimi della nostra società. Bisogna essere onesti e lucidi narratori come Domenico Starnone per mostrare certe cose che la maggioranza vive e non dice, sente e non vede. Cose tipo che i legami familiari possono fungere da Lacci (Einaudi) e, più che legare, stringere e soffocare; che la famiglia può non essere il luogo idilliaco come spesso viene contrabbandato; che una lunga convivenza - portata avanti per scrupoli o debolezza o comodità, molto spesso con l'alibi dei figli - può diventare ricettacolo di rancori taciuti e sottaciuti. Rancori che inevitabilmente prima o poi esplodono, ingenerando reazioni (forse) inimmaginabili. E chi ha rubato, chi è stato derubato poco importa.

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    Ale

    22/09/2015 12:22:26

    Mi stupisco nel trovare così tanti commenti positivi (che peraltro mi hanno convinto a comprare questo libro). Sono arrivato alla fine -con fatica- solo perché le pagine erano poche, ma l'ho trovato un racconto inutile, piatto e con una conclusione tanto inverosimile quanto grottesca. Soldi letteralmente buttati.

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    juri

    29/08/2015 21:49:50

    grandissima prova d'autore, inutile aggiungere altro.

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