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Dettagli

2016
Tascabile
12 gennaio 2016
134 p., Brossura
9788806228989

Descrizione

"Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie". Si apre cosi la lettera che Vanda scrive al marito che se n'è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all'inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent'anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l'estensione del silenzio e il crescere dell'estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell'abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Valutazioni e recensioni

4,2/5
Recensioni: 4/5
(118)

Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.

Recensioni: 5/5

Lacci di Domenico Starnone è un romanzo che fa male per quanto è vero. Al centro della storia ci sono i "lacci" del titolo, che funzionano come una potentissima metafora emotiva che parte da un gesto concreto: il modo unico di allacciare le scarpe che il padre, Aldo, insegna ai figli. Quel piccolo rituale domestico smette presto di essere un gesto d'affetto e diventa il simbolo di nodi scorsoi che stringono, soffocano e imprigionano i protagonisti nel nome del dovere, della colpa e del risentimento. La forza devastante del libro emerge soprattutto nella parte finale, dove Starnone accende i riflettori sulla sofferenza dei figli, Anna e Sandro. Ormai adulti, i due si rivelano i veri custodi delle macerie di quel matrimonio fallito. Attraverso i loro occhi scopriamo che il tanto sbandierato "restare insieme per il bene dei figli" è stato solo un atto di egoismo dei genitori, che ha condannato i ragazzi a crescere in un ambiente saturo di ipocrisia, rabbia repressa e freddezza emotiva. Il colpo di scena finale, brutale e inaspettato, chiude il cerchio in modo perfetto e spietato. È l'atto di ribellione definitivo, una vendetta simbolica che mi ha profondamente commossa: davanti a quell' epilogo, l'emozione e il dispiacere per le vite spezzate di questi figli sono esplosi, lasciandomi con un nodo alla gola. Un romanzo immenso e doloroso, che smaschera l'illusione che un legame spezzato possa mai tornare come prima.

Recensioni: 5/5

Buona lettura. Un breve racconto che descrive in maniera commovente le dinamiche e i conflitti familiari. Tipico della scrittura di Starnone, come in altri romanzi, è l'immedesimarsi completamente in ogni singolo personaggio come in una scenografia teatrale. Il titolo intende riferirsi sia genericamente ai legami affettivi sia ad un episodio specifico nel libro. Al lettore la scelta.

Recensioni: 5/5

Tremendo, devastante, schietto. Un travaglio per l'anima. Da leggere.

Recensioni: 5/5

Un bel libro da regalare, da leggere. Sfizioso, fa riflettere ed è molto scorrevole.