Traduttore: V. Mantovani
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 19 aprile 2018
Pagine: 455 p., Brossura
  • EAN: 9788807890734
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Descrizione

Nella riserva degli indiani ojibwe, le famiglie di due sorelle si preparano ai festeggiamenti natalizi, quando una tragedia si abbatte su di loro: un giorno, andando a caccia di un cervo di cui ha seguito le tracce per tutta l'estate, il cognato di Peter, Landreaux, vede finalmente sbucare da un bosco la sua preda, spara, ma quando si avvicina scopre di aver ucciso non l'animale ma Dusty, suo nipote. L'uccisione del bambino getta nella disperazione i genitori e pone l'altra coppia davanti a un dilemma: secondo le antiche tradizioni indiane, chi priva una famiglia di un figlio può riparare affidandole un ragazzo equivalente. Chi meglio del figlio dell'assassino potrà alleviare in qualche modo il dolore di Peter e Nola? LaRose viene quindi "ceduto" agli zii, nella speranza che questo valga anche a placare ogni sentimento di vendetta...

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Recensioni dei clienti

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    Carol

    04/01/2018 16:18:00

    E' stata una scoperta interessante questa autrice che, prendendo spunto da un evento tragico, raccontato senza pietismi ma con molto realismo, narra le vicende delle due famiglie protagoniste e dei vari personaggi che ruotano loro intorno, all'interno di una riserva indiana. Tra piccoli eventi quotidiani, relazioni che si intrecciano, segreti e rancori vecchi e nuovi, frequenti riferimenti al passato, le nuove generazioni si confrontano con il bagaglio di tradizioni dei loro avi, in un continuo conflitto tra rispetto e ribellione, consenso e rigetto. Ai conflitti interiori dei personaggi fanno da contraltare quelli esterni, come la guerra che gli Stati Uniti stanno conducendo in Medioriente. Tutto ben bilanciato e con alcuni momenti di tensione che ridanno vigore alla storia laddove l'interesse rischia di affievolirsi. Interessanti anche le diverse storie del passato raccontate in parallelo.

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    June Kashpaw

    10/11/2016 11:10:36

    “LaRose” di Louise Erdrich inizia con un evento tragico: un giorno un uomo va a caccia e uccide per sbaglio il figlio di cinque anni di uno dei suoi migliori amici. Cerca di rimediare in un modo tetro e perverso: dando il proprio ultimogenito, LaRose, in adozione alla famiglia colpita dal lutto. Louise Erdrich usa questa tragedia asciutta e agghiacciante per innescare una cascata di eventi e situazioni, fortune e avversità e dipingere un quadretto come al solito ricco di sfumature, particolari, miniature, ombre e luci e chiaroscuri, tutto senza sbavature sentimentali e senza incertezze. “LaRose” parla di disgrazia, di colpa, di risentimento, di espiazione, riparazione e vendette, parla di rapporti umani, di come solo vivendo rischiamo di calpestare e lacerare le vite altrui, anche senza volerlo fare, anche senza rendercene conto, parla dei demoni che ci portiamo dentro e di cui siamo responsabili, parla di rapporti familiari, di amicizia e di semplice e preziosa solidarietà tra esseri umani. Parla di tutto questo in un contesto preciso, a cavallo tra il nostro secolo e il precedente, quando i puerili timori delle conseguenze del Millennium Bug (una piccola tragedia attesa) hanno lasciato il posto ai traumi del post-9/11 e al bisogno di ricostruire e fortificare il senso di essere vivi qui ed ora.

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