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Latinoamericana. Un diario per un viaggio in motocicletta - Ernesto Guevara - copertina

Latinoamericana. Un diario per un viaggio in motocicletta

Ernesto Guevara

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Traduttore: P. Cacucci, G. Corica
Editore: Feltrinelli
Edizione: 19
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 128 p., Brossura
  • EAN: 9788807812590
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Gaia la libraia

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Nel dicembre del 1951 due ragazzi argentini partono su una sgangherata motocicletta da Cordoba, decisi ad attraversare il continente fino al Venezuela. Entrambi studenti di medicina, Ernesto Guevara de la Serna e Alberto Granado termineranno quel lungo viaggio il 26 luglio 1952. Qualche tempo dopo l'uomo che la storia ricorderà con il soprannome di "Che", riordina i suoi appunti in un libro, che è il dettagliato resoconto delle traversie affrontate in migliaia di chilometri. Chi scrive non è ancora il comandante Che Guevara, ma un ragazzo entusiasta, incline alle avventure picaresche e già infiammato da quella bramosia di vivere e di conoscere che lo accompagnerà in tutta la sua breve esistenza.
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    manuela

    09/04/2014 20:53:52

    Consigliatissimo:offre al lettore uno spaccato di vita reale veramente autentico. A chi lo accusa di essere troppo "sintetico",dico che questo non è un romanzo nè un testo divulgativo ,bensì un diario nato non per essere commercializzato per cui è ovvio che l'autore abbia raccolto solo le sue più spontanee impressioni. Buona lettura!

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    ago

    04/03/2014 19:40:29

    Purtroppo, devo dare ragione a Serena in tutti i punti deboli del libro da lei evidenziati; certo, non l'ho comunque buttato nella spazzatura... Scherzi a parte, sarà per l'aura di mito che circonda quest'opera, ma mi ha profondamente deluso: forse è l'unico caso al mondo in cui il libro è più bello del libro da cui è tratto. Preferisco di gran lunga il Che Guevara "tecnico" che disquisisce di economia e di Vietnam. Di questo testo salvo solo il capitolo dedicato alla famiglia di minatori, in cui viene data una definizione di "comunismo" che tutti dovrebbero leggere per riflettere un po'...

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    Serena

    07/09/2011 21:12:08

    L'unico libro che sia finito nel secchio della spazzatura in casa mia."diari della motocicletta"...che si rompe dopo 10 pagine e addio motocicletta. La situazione economica dei paesi attraversati non mi mi sembra affatto evidenziata.E' un contunuo narrare di come riescano a mangiare. Si qualificano come esperti in leprologia,ma di come è vissuta e affrontata la malattia nei vari Paesi a differenza del suo non ve ne è traccia. Buona la descrizione di paesaggi. Nel complesso un pessimo libro.

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    Monica Garbelli

    03/11/2009 22:56:31

    Questo fantastico libro on the road non è solo il racconto dell’avventura vissuta da due giovani amici percorrendo migliaia di chilometri in sella ad una sgangherata motocicletta, ma l’osservazione dell’intera civiltà sudamericana vista con gli occhi di un ragazzo che sarebbe diventato, forse anche grazie a questo viaggio, il comandante Che Guevara. Affascinanti descrizioni di luoghi incantevoli lasciano spesso spazio ad emozionanti e intense riflessioni sulle mille contraddizioni dell’America. Considerata l'attualità delle problematiche rilevate, non sembra passato molto tempo da quando Che Guevara, partendo dall’Argentina, attraversando Cile, Perù e arrivando in Venezuela, ha conosciuto e analizzato la miseria e la tragicità delle condizioni di vita dei lavoratori andini. Ecco perché ogni tanto questo libro andrebbe riletto, specie da chi si ostina a negare le potenzialità della “Maiuscola America” oppresse da Paesi (leggi USA) che non ne consentono lo sviluppo.

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    Estelgard

    27/08/2009 10:15:46

    Un piacevolissimo romanzo di viaggio, con uno stile asciutto ma mai banale e delle riflessioni che ci fanno intuire il "Che" che verrà. Il viaggio iniziatico di due giovani che partono senza soldi alla scoperta del loro continente, del loro popolo e del modo di vivere di quest'ultimo è pieno di aneddoti che riportano alla memoria le avventure picaresche di certi romanzi del sette/ottocento. I momenti tragicomici sono all'ordine del giorno, in particolare nelle tribolazioni con la Poderosa o nelle difficoltà di trovare cibo e alloggio, ma pur nella spensoerata narrazione del percorso Ernesto Guevara trova il tempo di soffermarsi su alcune riflessioni che certamente lo porteranno alla scelta di combattere per la libertà del proletariato contro l'imperialismo e le dittature. Non ci sono implicazioni politiche in questi pensieri ancora puri e innocenti di un giovane che vede e sperimenta su stesso la povertà e il sistema corrotto degli stati che attraversa. La vocazione di Guevara a far del bene al prossimo si manifesta per il momento nella sua professione di medico, ma ancora si sente spensierato e libero da vincoli, seppure gratificato per la riconoscenza che il suo aiuto porta ("Se c'è qualcosa che, un giorno, dovesse convincerci a dedicarci seriamente alla lebbra, sarà qwuesto affetto che ci dimostrano i malati di ogni parte"). Verso la fine del libro una frase preannuncia il suo pensiero e il suo impegno più attivo nella lotta contro i soprusi: "...crediamo, e dopo questo viaggio più fermamente di prima, che la divisione dell'America in nazionalità incerte e illusorie sia completamente fittizia. Costituiamo una sola razza meticcia che dal Messico fino allo stretto di Magellano presenta notevoli similitudini etniche...". Lo consiglio anche (o soprattutto) a chi non conosce bene il "Che" ed anche a chi non condivide il suo pensiero politico.

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    marty

    21/05/2009 17:40:55

    Questo libro mi è stato consigliato dalla mia professoressa di spagnolo, per metterlo in tesina.. e devo dire che è stata una scelta azzeccatissima.. Mi ha sempre affascinato la figura del Che, con la sua lotta per la libertà e l'uguaglianza, con il suo disprezzo per le ingiustizie e i soprusi. Dopo aver letto questo libro sono sempre più convinta, che se al mondo ce ne fossero di più di persone come lui, il mondo girerebbe tutto in altro modo.. Questo si che è un Viaggio, con la V maiuscola!! La traduzione magari non è ottima, ma il senso si capisce molto bene.. e ora anche il mio sogno sarebbe viaggiare con un pò di "mate e fil di ferro" :) ! Consigliatissimo!!

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    Ogigia

    26/05/2008 14:21:16

    A me sembra invece che in questo viaggio ci sia eccome il Che: l'imteresse per il popolo, l'appassionata indignazione per le ingiustizie, l'interesse per i diversi modi di vivere, l'analisi lucida della politica ecc. E poi, lasciatemelo dire, in tempi in cui sembrano eroi quelli che fanno viaggi all'avventura, ma sempre foraggiati, la mia ammirazione va a chi ha attraverato tutto il sudamerica senza il becco di un quattrino, sempre chiedendo per dormire, mangiare ecc. Se non è stata una lezione questa! Unico appunto, in alcuni passaggi un po' pesantuccio

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    alex

    02/01/2008 10:35:25

    Sembra tutto meno che un libro scritto da un ragazzo di 24 anni. Sono già confermati alcuni dei principi morali che lo accompagneranno per tutta la vita. Chi lo ama lo segua.

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    David

    27/07/2006 23:47:21

    un libro bellissimo, fantastico. Un libro che "non è [...] il racconto di gesta impressionanti" ma il diario di un viaggio attraverso le vere condizioni di vita del continente latinoamericano che ancora dopo cinquantanni non ha ancora raggiunto un livello di vita dignitoso per un essere umano. il diario non di un viaggio turistico per l'america del sud ma di un viaggio attraverso l'anima del popolo della terra latinoamericana. emozionante, commovente ma logicamente un pò secco e sicuramente non scorrevole come un romanzo dato che si tratta comunque di un "diario di viaggio" per quanto rielaborato successivamente. un libro da leggere al di fuori dell'ideale politico del "comandante Ernesto Che Guevara" e quindi aperto a tutti coloro che non hanno paura di accettare la realtà del continente sudamericano vista dagli occhi di un ragazzo di ventitre anni. Un libro che dovrebbero leggere anche coloro che si dicono oppositori del CHE e che forse leggendolo capiranno perchè Ernesto Guevara de la Serna diventò poi il comandante CHE GUEVARA che morì per la rivoluzione della sua "Maiuscola America"... Hasta Siempre comandante... Hasta siempre...

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    Dexme

    19/12/2005 14:26:12

    Semplici appunti di un diario ripresi per essere trasformati in racconto; esattamente ciò che mi aspettavo. Forse non sempre scorrevole comunque il racconto rende bene lo spirito con cui la coppia di amici affronta l'avventura di un viaggio "enorme" per l'epoca che li avrebbe cambiati per sempre! P.S.: Considerando che l'autore del libro è il "Che", ho trovato bellissimo il commento di qualche riga più sotto: "Niente di che..."

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    Vicky Vale

    30/11/2005 16:54:01

    Un'opera dal contenuto importante anche se scritta con uno stile secco e aspro. La testimonianza del viaggio che spinge Ernesto Guevara a prendere coscienza della miseria e delle condizioni in cui versa il suo popolo. Un racconto di grande coraggio e umanità, entusiasmo giovanile e maturità intellettuale alla scoperta del Sud America visto attraverso lo sguardo di uno dei personaggi più importanti del nostro secolo.

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    claudio

    01/09/2005 12:08:46

    Un ragazzo normalisimo alla partenza per un viaggio per "viaggiare". Avventure che ognuno di noi si sogna di fare, la ricerca del proprio io interiore. Gli occhi del Che tra le parole di un diario apparentemente comune ma indicativo di una scintilla che poi diventa un fuoco rivoluzionario. Hasta siempre comandante

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    Concy

    27/06/2005 18:17:42

    Bello ma non mi ha presa tantissimo. Ho trovato traccai nelle anticipazioni del libro di Cosmo de La Fuente "Ancora una volta ho perso il treno". E' venezuelano, che abbia a che fare con quella storia? Ho solo letto qualche stralcio perchè il libro non è ancora uscito ma credo abbia a che fare con quello.

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    ZIX 87

    03/05/2005 15:45:31

    questo libro mi è stato consigliato dal mio professore di geografia economica, e un motivo ci sarà sicuramente, potete immaginare di che pensiero politico sto parlando, perciò se volete spendere soldi inutilmente e buttarlo via il giorno stesso dell'acquisto, compratelo... insomma non fate il mio stesso errore, ve lo consiglia un amico 87

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    camilla

    25/04/2005 19:13:54

    Certamente un libro magnifico,forse il piu bello mai scritto dal che.Che rivela al mondo il suo avventuroso e fantastico viaggio nella terra latinoamericana.Un viaggio non solo ricco di verita e di emozioni uniche quali sono la liberta,l'amicizia e la gioia nel donare agli altri ma colmo soprattutto di voglia d'apperdere tutto cio che c'e al di fuori del proprio paese e della propria famiglia.Il desiderio incolmabile di scoprire il mondo nel suo lato buono e in quello cattivo ed aiutare le persone povere come gli indios che in quel periodo venivano sfruttati e cacciati dalla propria terra ingiustamente.Un liro che ci insegna a fiflettere sul mondo e i suoi prolemi. Secondo il mio parere (che ora per voi non contera nulla) questo è il libro piu bello che io abbia mai letto nei mie 13 anni di vita. Bellissimo,stupendo....niente da aggiungere...Che si commenta da solo.. Una biografia che a parer mio è un onore sia leggere che commentare ora in queste brevi righe....veramente magnifico (come del resto è lo scrittore).... ...Vorrei tanto diventare come il che un giorno anche se quasi impossibile come sogno..e magari chissa anke fare un viaggio come il suo e scriverci un diario... ...HASTA LA VICTORIA SIEMPRE...

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    Phantom of Paradise

    18/01/2005 14:32:33

    Un libro su un viaggio, di quando ancora poteva esistere il concetto di viaggio. Un viaggio di conoscenza, non falsamente alternativo da raccontare agli amici.Un viaggio di formazione che attraversa un continente e ce lo restituisce integro.Un viaggio che prefigura le scelte rigorose ed impegnative successive.Forse l'ultimo viaggio possibile prima dell'epoca volgare della falsa alternativa turista/viaggiatore tra low-cost e business-class, tra touring o lonely-planet da consultare.....

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    sammy&francy

    13/01/2005 18:04:18

    questo libro non ci è piaciuto perchè è poco scorrevole e monotono... però il film è molto bello.in fede Francy e Sammy

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    ...

    13/01/2005 17:24:49

    questo libro non è scritto in modo chiaro e scorrevole, non ci è piaciuto...però il film tratto da questo libro è molto bello!

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    mackie68

    29/11/2004 21:42:45

    Stile asciutto e vigoroso, "Latinoamericana" non è emotivamente ricattatorio come il film di Salles, anzi Il suo stile avrà sicuramente influenzato "i vagabondi del dharma" di Keruack e, nel tempo, i racconti di Bruce Chatwin e Sepulveda Non è il genere di letteratura che preferisco, ma sia per il personaggio - un Mito, al di là dell'abuso oleografico che ne fa il marketing - che per la storia "primaria di una giovinezza" ci ho trovato tutto ciò che vorrei esistesse ancora

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    Pioco

    27/09/2004 15:32:56

    Non ho ancora letto questo libro,(x questo non dovrei darne un giudizio) ma la visione del film mi ha davvero emozionato.Cmq considero estremamente fuori luogo (non volendo usare altri termini)il tristissimo paragone con un ex calciatore!!

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