Traduttore: A. Aletti
Editore: Feltrinelli
Edizione: 5
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 121 p., Brossura
  • EAN: 9788807810565
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    Maria Luisa Valeri

    11/06/2012 12:57:45

    Scrittrice affascinante e complessa, Clarice Lispector stupisce il lettore per l'eccezionale modernità sia stilistica che contenutistica dei suoi scritti.

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    marisa

    14/06/2006 15:48:19

    Un libro duro, questo della Lispector,a volte tagliente come una lama affilata altre come un'accetta. Scava senza pietà nè ipocrisie nell'universo triste dei " legami familiari " ma è una voce femminile quella che compie questa operazione impietosa, una voce finalmente consapevole che mi auguro possa essere quella di tutte le donne che leggeranno questo libro.

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LISPECTOR, CLARICE, Legami familiari, Feltrinelli, 1986
(recensione pubblicata per l'edizione del 1986)

LISPECTOR, CLARICE, La passione del corpo, Feltrinelli, 1987
recensione di Ortoleva, E., L'Indice 1988, n. 5

"Legami familiari" è una raccolta di tredici racconti, in parte già pubblicati e riscritti più volte. Nelle storie più significative, donne di modesta condizione, dai corpi affaticati ma pieni di urgenze, le menti allenate a stare nei limiti consentiti e grate di rimanerci, incontrano inaspettatamente la "realtà": si sentono violentemente strappate all'ordine artificiale e rassicurante che esse stesse, sottomesse alla ripetizione quotidiana, contribuiscono a sorreggere; e sono costrette a vedere e a sentire quanto gli sta dietro, la violenza e la barbarie della vita. Improvvisamente esse si sentono partecipi di una spaventosa perfezione, e hanno paura di non riuscire più a tornare indietro. Misericordiosi legami quelli che consentono il ritorno e impediscono di rimanere per sempre in quell'inaccessibile isolamento dai propri simili. La loro è un'esperienza d"'Amore" e di libertà che investe l'anima ma di cui solo il corpo nella sua pesantezza e sensualità può essere tramite. Le occasioni di tali imprevedibili passaggi sono futili in apparenza ma cariche di significato simbolico e di forza disgregatrice per le protagoniste. I racconti minori ruotano intorno a ragioni nascoste, a mutamenti di stato, al rovescio di biografie ufficiali. Lo sguardo è rivolto all'interiorità, alle sue vertigini, alle sue catastrofi; la scrittrice, che molto ha imparato dalla grande tradizione novecentesca del racconto, da Kafka a Cortazar, riesce a fondere una cultura dichiaratamente cosmopolita con l'accento tutto brasiliano delle atmosfere e degli interni che descrive. Il titolo della raccolta, che riprende quello di uno dei racconti, fa riferimento alle intese e legami che stabiliscono le donne attraverso il corpo e la vicenda straordinaria della maternità. A questa vita profonda partecipano gli animali, per i quali la Lispector mostra un particolare amore e che considera "materia che non ha ancora inventato se stessa e che è ancora calda della nascita". Qual è la fonte di questa sua cosmogonia e di tanto interesse per l'Origine? La religione ebraica familiare? Il contatto nell'infanzia con arcaiche religioni brasiliane? L'impulso visionario di una donna eccezionale? Più volte Clarice Lispector si è dichiarata "incaricata e responsabile di tutto ciò che esiste". Gliene deriva una grande intensità della scrittura, sentita come testimonianza e impegno di ricerca etica e filosofica.
L'altra raccolta è molto diversa. Tre dei dieci racconti, tutti scritti rapidamente e a breve distanza, nascono su richiesta dell'editore ma la scrittrice non li rinnega per questo. Le protagoniste sono tutte femminili e il tema comune è il desiderio erotico, che accende i corpi, travolge le scelte e le intenzioni, non conosce differenze dovute all'età o alla condizione sociale, si risveglia misteriosamente per incongrui dettagli, facilmente si traduce in delirio e follia, spesso si accompagna alla violenza e al delitto. Le storie sono brevissime, lo stile è scarno. La nuda esperienza della tragicità dell'esistenza è presente anche nei tre testi autobiografici, inseriti con naturalezza in mezzo agli altri, senza distinzione. "Il Chiarimento" e la "Superflua spiegazione" in coda alle due raccolte attestano del loro profondo legame originario con l'autrice e sono quindi tutt'altro che "superflui".