Leggende del deserto americano

Alex Shoumatoff

Traduttore: M. Bosonetto
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 604 p., Rilegato
  • EAN: 9788806209827
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Descrizione
Il deserto è una terra aspra e selvaggia. Nel deserto americano i rumori umani lasciano subito il posto ai saltelli del ratto canguro, allo strisciare obliquo del crotalo ceraste, allo zampettare del road runner (il Bip Bip dei cartoni animati), che dopo aver divorato il serpente si aggira baldanzoso per giorni con la coda del crotalo che ancora spunta dal becco. Con "Leggende del deserto americano", frutto di una ricerca durata una vita, Alex Shoumatoff ci accompagna alla scoperta degli innumerevoli segreti nascosti in questa regione primordiale e leggendaria. Cosi, ci ritroviamo immersi nelle atmosfere che gli appassionati dei fumetti di Tex e dei film western conoscono bene: le distese del Mojave, del deserto dipinto, del Canyon del Muerto, di Fort Wingate. Ritroviamo le lotte dei navajo, ancora oggi indomiti e impegnati a difendersi dalle prepotenze degli anglos, e quelle per la difesa dell'acqua, bene prezioso minacciato dall'avidità di grandi città come Phoenix o Denver, desertiche e ricche di campi da golf. Ripercorriamo i viaggi e gli scontri fra coloni spagnoli e indiani, con la ricerca leggendaria e sanguinosa delle sette città d'oro di Cibola, e conosciamo da vicino le tradizioni degli indiani tarahumara, consumatori di peyote e instancabili corridori, che praticano lo sport tradizionale del rajalipame, una corsa a staffetta su distanze fino a centocinquanta chilometri, da percorrere spingendo a calci una palla di legno duro.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    maria

    21/10/2015 14:13:12

    libro splendido vorrei dire a cristiano cunt che non ha lasciato il suo indirizzo, come me d'altronde, che adoro le sue recensioni e che spessissimo sono d'accordo con lui sugli stessi libri. lettore forte appassionato, molto istruttivi i suoi commenti grazie a questa bella rubrica Maria

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    Cristiano Cant

    20/10/2015 09:43:58

    La strana contraddizione di questo tempo è che in mezzo a fragori di voci sovrapposte e babeliche, nel mondo di una rete che sversa sotto gli occhi l'universale scibile in salse svariate (e forse avariate), in un'intricata mostruosa giungla nella quale ci si smarrisce come in un labirinto di liane che si spezzano al primo volo, ecco..la contraddizione è che un ritorno ai meravigliosi fasti del silenzio, a una magnifica "riserva" di lunghissimi istanti nei quali il fascino, la curiosità, la carne di pietre maestose e di una natura immensa sublimano un respiro quasi perduto, tutto ciò è davvero salvezza autentica, immediata, nell'incontro frontale come nella calda lettura. Succede esattamente questo davanti a queste pagine, ricche di sedimenti e di lasciti che hanno finito per creare le ragioni e la poesia di un continente. Schoumatoff scava in queste arterie come un archeologo che dissotterra profumi, caratteri, tramonti e ricette, in una vertigine di richiami che può soltanto siglare la pienezza interiore di uno studioso adagiata sulle corde più alte della geografia americana, magica a tratti, imponente e impossibile nella sua vasta impresa naturale. Il grido dei Navajo arriva nel petto come un cuore che ancora tiene alto l'orgoglio, gli idiomi che hanno fondato il linguaggio di quelle terre stringono in una lucida tenerezza il ramo delle curiosità, lo studio su tradizioni ed enigmi, su inezie apparenti e mastodontici lasciti riempie di mille e mille altri magnifici echi questa superba ode alla pietra, al tempo, alla sfida e alla difesa umana. Per anni abbiamo sognato in un West che passava per giusto, dimenticando invece che quei popoli nativi che già erano lì insediati non chiedevano altro che le loro praterie restassero intatte, sane, a riflettere e tramandare le loro nuvole. Questo e tantissimo altro c'è nel libro, inventario di sogni e di fatture, di nobili assalti e di scoperte scientifiche. Un saggio che è un viaggio, una suggestione, una lettera d'amore.

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