Lessico famigliare

Natalia Ginzburg

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Edizione: 1
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 gennaio 2014
Pagine: XVI-280 p.
  • EAN: 9788806219291
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Recensioni dei clienti

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    Roby

    23/09/2018 09:43:45

    Una grande scrittrice e un grande libro: leggetelo, anche, ma non solo, per ricordare che certe cose sono state e possono tornare a essere se non teniamo vivo il nostro senso critico. Giustamente qualcuno ha scritto che è uno dei classici della nostra letteratura del '900. Facciamolo nostro.

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    Jessica

    20/09/2018 12:13:28

    anni fa lo abbandonai a poche pagine. Ci vuole pazienza e maturità per apprezzarlo.

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    Michela C.

    19/09/2018 16:07:52

    Lessico famigliare è un piccolo capolavoro di Natalia Ginzburg. È un'opera autobiografica, che racconta la famiglia e gli amici dell'autrice tramite le loro "frasi tipo": i rimproveri e le parole storpiate del padre, le citazioni nostalgiche di sua madre, le filastrocche, i commenti caustici di Cesare Pavere... L'autrice ci racconta il suo ambiente domestico e quello della casa editrice in cui al tempo lavorava (Einaudi); delle vite dei suoi fratelli, dei suoi genitori, degli amici di famiglia, poi dei colleghi e di tutte le persone che hanno segnato la sua vita, tra l'infanzia, la guerra, la dittatura e il post-fascismo. Il linguaggio è molto semplice, intimo. Il testo non è suddiviso in capitoli, ma in sequenze non numerate, e in mia opinione anche così scorre che è una meraviglia. L'ho divorato e a fine lettura mi sono sentita come se la famiglia di cui avevo appena letto fosse la mia, non sono riuscita ad evitare di affezionarmi ai personaggi.

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    kamal

    18/09/2018 17:23:13

    libro mitico bellissimo da leggere letto a scuola e riletto ora da adulta sempre stupendo

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    liberandoci

    18/09/2018 15:48:51

    Una famiglia, tre generazioni, una guerra, una voce narrante: sono questi gli ingredienti che compongono un classico della letteratura italiana. Natalia Ginzburg ci descrive con dolcezza e realismo le vicissitudini di una famiglia all'apparenza ordinaria, che si trova a vivere un periodo di straordinarietà. Un padre, Giuseppe, che urla come tanti padri e che impone gite in montagna. Una madre, Lidia, che si contrappone al padre. E poi, i primi amori della sorella Paola, i fratelli e le loro liti, la cameriera Natalina... La casa è affollata di personaggi e colma di episodi e avventure. Si racconta anche di personaggi celeberrimi come Pavese, Turati, Foa... Una famiglia straordinaria nella sua ordinarietà, che vive le leggi razziali, la fuga, la prigionia. È un classico della letteratura del '900, che non può mancare in ogni libreria.

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    Sherwood

    18/09/2018 11:21:03

    Non mi aspettavo che il lessico, preannunciato del titolo, fosse veramente una peculiarità di questa breve e bellissima opera. Il lessico famigliare della famiglia Levi genera una divertente e peculiare melodia ripetitiva. Un libro prezioso che racchiude i ricordi di famiglia dell'autrice. La Ginzburg rimane nascosta rispetto al resto della famiglia. Bellissimi i personaggi del padre e della madre! Le loro espressioni, i loro modi di dire mi hanno ricordato alcune immagini della mia infanzia.

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    isabella

    18/09/2018 10:19:39

    un capolavoro. per quanto narri di una storia "di famiglia" è un ritratto chiaro di un'epoca. consigliassimo

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    Alessandro Temofonte

    18/09/2018 06:24:48

    Il titolo è esplicativo. Il Lessico cui si riferisce sono le frasi e i modi di dire della famiglia Levi, cui Natalia affida il ricordo dei felici anni della sua infanzia e adolescenza a Torino. Il libro, inoltre, ci restituisce uno spaccato della vita in Italia tra le due guerre, con l'avvento di Mussolini, l'inasprimento della dittatura, le leggi razziali e la guerra. Infine Natalia ci racconta della sua amicizia con Pavese, l'amore per Leone Ginzburg, il lavoro da Einaudi, il confino, la morte di Leone e la vita nel dopoguerra.

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    valeria

    17/09/2018 22:08:05

    L'intreccio narrativo non è avvincente, non ti tiene col fiato sospeso, eppure é in questa quotidiana monotonia di gesti e parole che risiede la bellezza di questo libro. Ho sempre visto nella quotidianità, l'appiattimento di ogni forma di evoluzione interiore e nel cambiamento, un costante stimolo per dimostrare a me stessa quanto io valga. Oggi, Natalia Ginzburg instilla in me il dubbio che non esista impresa più grande, per un essere umano, del riuscire a costruire una ritualità intima e famigliare, perfettamente conforme a noi, capace di svilupparsi nel tempo a nostra immagine e somiglianza, accogliendo il cambiamento senza lasciarsi travolgere. Questa routine è un morbido involucro che ti accoglie e ti protegge, dove non è necessario dimostrare niente a nessuno, dove tutto si ripete uguale a prima. E per quanto si possa essere in balia del caos, c'è sempre un posto (metaforico e affettivo) pronto ad accoglierci, perché è casa e lí siamo al sicuro.

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    Martina

    17/09/2018 21:20:36

    Lettura interessante che coinvolge e ci ricorda quanto la famiglia faccia parte della nostra anima. Descrizione eccellente dell'Italia del tempo e delle divisioni sociali che fortunatamente caratterizzano sempre meno il nostro Paese. Lo consiglio ai più giovani, per rendersi conto di quanto (purtroppo) è cambiata la nostra percezione dei rapporti umani.

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    Valentina

    15/02/2018 11:39:08

    Un libro denso di avvenimenti da leggere con la matita a portata di mano per non lasciarsi sfuggire le numerose lezioni di vita che contiene.

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    Giulia

    10/01/2018 10:34:50

    Ci mancheranno tutti, tutti i membri di questa famiglia che per un pezzo di strada è stata la nostra e che per un pezzo di storia è stata la famiglia d’Italia per eccellenza. Per fortuna, tutti loro e i loro modi di dire con le loro avventure ci resteranno dentro. Assolutamente da leggere: non è solo uno spassoso ritratto di famiglia, ma una fotografia dell’Italia degli anni a cavallo con la seconda guerra mondiale e di una fervida e magica Torino dell’epoca.

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    Enrico Cacioni

    04/10/2016 09:40:41

    Chiunque di noi che abbia buona memoria e buona dimestichezza con la lingua italiana, può scrivere un libro come questo che come tantissimi altri, ha l'unico merito di far intuire quali poteri prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale comandano veramente in Italia. Per dargli l'indispensabile successo basta poi essere dalla parte politicamente giusta, essere stati un po' martirizzati dal potere opposto alle proprie idee, avere amici stretti nell'ambito editoriale, avere vicinanza con la lobby ebraica ed il gioco è fatto.

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    AdrianaT.

    12/08/2016 11:26:25

    Ogni famiglia ha un lessico a sé che però, per affinità culturali e geografiche si può spesso intersecare, essere riconosciuto e condiviso su scala più ampia. Al di là della creatività lunguistica, fantasiosa, divertente, dall'azzeccata onomatopea, espressa in particolare dal padre, (- sempiezzo; negrigura; babe; sgarabazzi; sbrodeghezzi; baslettona; malignazza... - ), in questo 'Lessico famigliare' ci ho trovato poco altro. Una cronaca e carellata di consuetudini, personaggi (solo alcuni degni di interesse, in realtà), e azioni comuni in ogni famiglia, con le sue dinamiche funzionali e disfunzionali, che poco di nuovo aggiungono a chi una famiglia ce l'ha o ce l'ha avuta. Certamente interessante lo sfondo storico, (come potrebbe non esserlo?), ma guastato, nella narrazione, da frequentissimi dialoghi sconfortanti, inflazionati da una miriade di punti esclamativi, posti per lo più a sproposito, a termine di praticamente ogni discorso diretto, in particolare della madre, che spicca per esclamazioni e pensieri particolarmente superficiali, scarni e ripetitivi, al limite della 'stupidera', oserei dire: tutto sommato una scrittura e lettura assai deludente(punto esclamativo)

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    ampa

    11/06/2016 09:19:47

    Molto molto bello, l'intimità familiare si mescola con personaggi storici del tempo. Molto toccante il ritratto che ne esce di Cesare Pavese

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    Bookworm

    11/05/2016 20:01:18

    Aneddoti ed espressioni famigliari si susseguono in modo confusionario, specialmente nella prima parte perché è quella che rispecchia l'infanzia della scrittrice. A causa delle continue ripetizioni di parole del "lessico famigliare", inizialmente divertenti, la lettura diventa noiosa e si sente il bisogno e la mancanza di dialoghi normali. La narrazione risulta lineare solo quando si riescono a seguire le vicende dei fratelli dell'autrice. Per quanto riguarda la seconda guerra mondiale, le discriminazioni razziali, le operazioni antifasciste e la Resistenza, sono argomenti che dovevano essere meglio affrontati. È comunque interessante la descrizione delle sensazioni che pervadono la gente dopo il 1945, soprattutto la ricerca della normalità pre-Mussolini, che i genitori della protagonista sembrano riuscire a ritrovare abbastanza in fretta (sempre grazie al loro lessico) e che permette loro di essere una perpetua figura di riferimento.

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    ton

    29/04/2016 22:39:43

    Ho imparato che cosa significa lessico famigliare: concordo con quanto dice Olga, tutte le famiglie hanno il proprio, che spesso si tramanda di generazione in generazione. Ricordo frasi di mia madre riportate dalla nonna e qualche volta le ripeto anch'io ! Il libro mi è piaciuto molto, però fino alle pagine 120-130: quando si arriva alla guerra perde smalto e freschezza, diventa ripetitivo e un po' noioso. Ne consiglio in ogni caso la lettura: aiuta a ricrearsi il proprio lessico famigliare.

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    Olga

    30/09/2014 17:03:35

    Quale famiglia non ha un proprio "lessico" con il quale si esprime o faccia riferimento per dare un senso più profondo ad una descrizione??? Il "lessico" della Ginzburg è diventato parte integrante del mio!!!

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