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Curatore: R. Colombo
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 286 p., Brossura
  • EAN: 9788807721595
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Agostino Lombardo, uno dei più importanti studiosi italiani di Shakespeare, scrisse questa capillare analisi del Macbeth nel 1969, raccogliendo i materiali dai suoi corsi universitari incentrati sulla tragedia. Un testo che ancora colpisce per l'acume critico, la freschezza dello stile e per un metodo scrupoloso e preciso che rispetta profondamente il linguaggio poliedrico e sfaccettato di Shakespeare. Lombardo si sofferma sulle sfumature linguistiche, sulle immagini e i suoni che costruiscono la tragedia nella somma dei suoi temi e dei suoi personaggi. Si muove nell'analisi collegandosi agilmente alle altre tragedie shakespeariane, sottolineandone temi ricorrenti e differenze, e tenendo in considerazione, con consapevolezza, la critica precedente. I passi della tragedia sono tradotti in maniera letterale per favorire, nel lettore, la massima comprensione del linguaggio del dramma. Proprio nella traduzione, che nelle opere successive di Lombardo si farà sempre più pregevole e raffinata, il critico dimostra una straordinaria conoscenza linguistica che non tralascia i segni minimi del linguaggio, una conoscenza talmente fine da farsi conoscenza sovra-linguistica, capace di veicolare, attraverso il dato filologico, una consapevolezza degli umori più intimi e del significato più recondito delle immagini di Shakespeare. Macbeth viene avvicinato alla letteratura sperimentale del Novecento e in particolare, grazie alle somiglianze individuate dal critico, a The Waste Land di T. S. Eliot, in cui Lombardo individua punti di significativo contatto. Come sottolinea Rosy Colombo nella presentazione del volume, Lombardo intuisce nel dramma quello scarto, squisitamente modernista, fra il tempo dell'azione e il tempo della coscienza: Macbeth è una tragedia breve che scorre però lentissima a causa della sofferta "durata psicologica e morale" e grazie a un linguaggio che si espande anche temporalmente. L'esemplare attenzione per il testo, insieme a un acume critico non solo intuitivo ma costruito su una vasta rete di conoscenze pregresse, dovrebbero farsi modello di riferimento costante per le giovani generazioni che si avvicinano all'opera di Shakespeare e alla critica letteraria tutta.
Federico Sabatini