Leviatano ovvero la balena

Philip Hoare

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 4 giugno 2013
Pagine: 425 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788806205225
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Descrizione

Una balenottera, ha il cervello più grosso del mondo, un cuore che batte dieci volte in un minuto e una fisiologia meravigliosamente adattata alla vita marina, tanto che non ha bisogno di bere acqua dolce. Le balene sono state miniere di materie prime, in grado di soddisfare quasi tutti i nostri bisogni: le loro interiora si sono trasformate in corde di racchette, corsetti per signore, tasti di pianoforte; l'olio di balena si trovava nella margarina, nel linoleum e nel sapone, e prima dell'avvento dell'elettricità, ha illuminato per anni le notti dell'uomo. I cetacei erano simboli di ricchezza e potere: la corona britannica era consacrata con l'olio di balena, e un dente di balena istoriato con il sigillo presidenziale accompagnò Kennedy nel suo ultimo viaggio. La moglie l'aveva acquistato come regalo, ma il presidente non fece in tempo a vederlo e la sera prima del funerale Jacqueline lo mise nella bara del marito. Un gesto d'affetto e dal forte valore simbolico, che rimandava ai re medievali sepolti con i simboli del potere, come talismani che riflettevano il valore di chi li aveva posseduti. Partendo di volta in volta da un aneddoto, una storia, un ricordo personale, una pagina di libro epico o sacro, un esperimento scientifico o una esplorazione geografica, Hoare ricostruisce con maestria mondi interi, scoperte meravigliose nello spazio e nel tempo (e soprattutto in mare).

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    Elisabetta

    23/09/2018 07:00:33

    probabilmente il libro più bello che possiate mai leggere sulle balene. Philipp Hoare le racconta non solo dal punto di vista zoologico, ma sopratutto attraverso l'immaginario che ne abbiamo fatto noi. la balena affascina da sempre e più la si conosce più lo stupore e l'ammirazione crescono. Hoare venera le balene e si vede. tutto ciò traspare dalla sua scrittura e le molte immagini ci calano in un tempo ormai passato. sono terribili i passi in cui descrive la caccia spietata che imperversa ancora oggi, ma sono imprescindibili per chi vuole sapere tutto sulle balene e su come purtroppo non ne abbiamo sufficiente cura e rispetto. consigliatissimo

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    Maurizio Crispi

    26/08/2013 09:39:31

    Questo è un libro che si fa leggere tutto di un fiato ed un grandissimo tributo alla "balena", sotto il profilo animalistico, storico, letterario e quant'altro, scritto da uno che è appassionato del mare (come spiega nella prefazione è nato a Southampton e, sin da piccolo, ha avuto con la distesa del mare una profonda dimestichezza) e che, nello stesso tempo, ha una profonda passione per le balene che, del mare, rappresentano uno dei misteri più insondabili e che forse sono tra gli i mammiferi più longevi viventi sul nostro Pianeta. Philip Hoare ci conduce in un lungo ed interessante viaggio seguendo le vie delle balene e della balenerìa. Già, perché - anche se ciò sembra paradossale - tutto quello che nel corso del tempo si è accumulato in un corpus di conoscenze sulle balene (e con questa parola del linguaggio di ogni giorno indichiamo tutti i diversi tipi di balena, dai Capodogli - i giganti del mare - ai Tursiopi)deriva dallo studio spesso puramente empirico dei cadaveri delle balene spiaggiate e di quelle selvaggiamente uccise nel corso di oltre tre secoli di spietata caccia, alla ricerca di tutto ciò che la balena poteva dare, olio, grasso, carne, fanone, denti di un avorio meno pregiato di quello degli elefanti, ma sempre avorio. La macchina di morte delle balene, messa a punto dagli uomini, è diventata anche uno strumento (anzi, l'unico) di conoscenza delle balene e della loro straordinaria fisiologia. Le balene, come ci mostra Hoare nel corso dell'appassionante viaggio attraverso cui ci conduce, sono autentici esseri delle meraviglie: il suo libro, scritto nella forma di saggio "soggettivo", rappresenta forse l'equivalente nei nostri tempi del capolavoro letterario di Hermann Melville, Moby Dick, o della Balena Bianca che, pur essendo un romanzo - metafisico - quanto vogliamo -, può essere letto come un immenso e vasto trattato sulla balena. Hoare, nel corso della sua lettera, ci spinge a conoscere le balene intimamente e, alla fine anche ad amarle.

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