La lezione di anatomia

Philip Roth

Traduttore: V. Mantovani
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2006
Pagine: 239 p., Rilegato
  • EAN: 9788806171827
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    Angelo Nardoianni

    19/04/2006 14:27:40

    “Ogni uomo, quando è ammalato, ha bisogno della mamma; se la mamma non è disponibile, altre donne dovranno sostituirla. Zuckerman l’aveva sostituita con altre quattro”. Questo è il folgorante incipit del romanzo che indica il tono e il ritmo della narrazione. Nathan Zuckerman è un affermato scrittore quarantenne, famoso per i suoi romanzi dissacratori verso la sua famiglia e la comunità ebraica. Un misterioso dolore al collo e alla schiena gli impediscono di lavorare e di vivere un’esistenza normale. Quattro donne, un po’ amanti e un po’ madri, cercano senza successo di alleviare le sofferenze di quest’uomo che passa la sua giornata tra bottiglie di vodka, antidolorifici e sofisticati marchingegni che dovrebbero far sparire il dolore ma che si rivelano del tutto inefficaci. Quali sono le cause di questa sofferenza?Somatizzazione di sensi di colpa per essere stato così spietato con la sua famiglia? Rifiuto della letteratura? Crisi di creatività? Esasperato dalla sua condizione, Nathan decide di trasferirsi a Chicago per prendere la laurea in medicina, in modo da smetterla di tradurre i suoi fantasmi in letteratura e annullare se stesso nella cura della sofferenza altrui. A Chicago Nathan incontrerà una serie di disavventure che confluiranno in un finale aperto dove il progetto dello scrittore di diventare medico si ridimensionerà.Efficacissimo connubio tra dramma e comicità, il romanzo trova il suo punto di forza soprattutto nei dialoghi e nei monologhi del protagonista che rovesciano su di un mondo incomprensibile un fiume di sofferenza e cinismo, desiderio di appartenenza e dissacrazione.

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L'elegante copertina cartonata non tragga in inganno il lettore meno addentro alla produzione di Philip Roth: La lezione di anatomia non è l'ultimo romanzo del grande scrittore americano (che per inciso si intitola Everyman ed è appena uscito negli Stati Uniti). Inutilmente il lettore cercherà indicazioni sulla data di composizione o qualche benché sparuta coordinata bibliografica che gli permetta di scoprire quello che invece l'appassionato rothiano già sa: e cioè che La lezione di anatomia risale al 1983 e che fu portata in Italia da Bompiani qualche anno dopo. Terza tappa del cosiddetto ciclo di Zuckerman composto anche da Lo scrittore fantasma e Zuckerman scatenato (a cui si deve aggiungere a mo' di epilogo il racconto lungo L'orgia di Praga) il romanzo è incentrato su Nathan Zuckerman (trasparente alterego dello stesso Roth): uno scrittore ebreo newyorchese assurto a folgorante successo per un libro intitolato Carnovsky (ovvero: Il lamento di Portnoy) in cui la famiglia ebraica viene comicamente elevata a massimo crogiolo di ogni possibile mania e nevrosi provocando il risentito ostracismo da parte della sua di famiglia. La lezione di anatomia prende le mosse da una misteriosa fitta dolorosissima forse psicosomatica che dal collo scende fino alle spalle e la schiena e che impedisce al protagonista di scrivere. Inizia così una grottesca trafila tra dottori santoni e guaritori nella speranza sempre delusa di un risanamento. Forse la causa del male – arriva a congetturare uno Zuckerman particolarmente sulfureo e sarcastico – è la scrittura stessa questo estenuato masturbatorio sterile accanimento su se stessi e quindi l'unica guarigione si potrà raggiungere solo smettendo di scrivere. Alla soglia dei quaranta Zuckerman decide di mollare tutto (tra cui le quattro donne che si prendono cura di lui…) per iscriversi a medicina e guarire se stesso attraverso la cura e l'ascolto dell'altro. Il finale resta aperto ambiguo in un crescendo di tensione come solo la grande letteratura riesce a essere.

Francesco Guglieri