Traduttore: C. Vatteroni
Editore: Racconti
Collana: Racconti
Anno edizione: 2016
Pagine: 340 p., Brossura
  • EAN: 9788899767013
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Dopo molti anni dalla loro pubblicazione originaria in lingua inglese, vengono ora proposti i racconti di Rohinton Mistry, indiano di religione parsi, emigrato in Canada. Si tratta di storie che ruotano attorno a vicen?de personali di molti? abitanti del Firozsha? Baag, un grande palazzo abitato principalmente da famiglie della? comunità parsi, i cui appartamenti ricorda?no una sorta di vivace ?alveare metaforico e rappresentativo della ?Bombay anni ottanta. Molti dei protagonisti sono ragazzi o giovani, spesso osservati in situazioni di cambiamento e di esplorazione del mondo, attraverso l’esperienza dell’amore ma della migrazione all’estero. (…). Ma il senso del viaggio e dell’esilio emerge anche nel contesto indiano, per esempio con la figura di una ayah (cioè una domestica) cattolica di Goa trasferitasi nella grande metropoli per lavorare presso una famiglia parsi.

La sua storia segue le manifestazioni del paranormale (la persecuzione di un fantasma che si manifesta nel condominio), ma in realtà evoca una moltitudine di aspetti sociali e culturali: lo sfruttamento della servitù, la condizione femminile, la dimensione religiosa e umana (…) Altri elementi tipici del mondo indiano compaiono con forza: il cricket, per esempio, che non solo è uno sport nazionale seguitissimo nel paese, ma è anche un potente motore e creatore di sogni, nei giovani, conquistati dai racconti su mitici giocatori (…). Le storie mescolano toni e temi, fluttuando fra un immaginario eroico dello sport a un rimando scatologico e un po’ grottesco, come quando, “il più grande giocatore di cricket”, si ritrova totalmente incapace di usare i servizi igienici in Canada e viene travolto da un profondo sentimento di frustrazione che lo porterà infine a rientrare in patria. (…).

Il libro è anche un grande affresco di quel patrimonio zoroastriano di usi e costumi che dall’antica Persia si diffuse nel mondo, soprattutto in Gujarat (…). L’ultimo racconto, che fornisce il titolo all’intera raccolta, proietta inoltre un nuovo carattere autobiografico, con un giovane protagonista che dal Canada scrive ai genitori e invia loro il proprio romanzo d’esordio, mentre medita sul significato di causa ed effetto: dove finisce la prima e inizia il secondo? Oppure i due talvolta si sovrappongono in un gioco di specchi? Finzione, narrazione, memoria ci accompagnano con un tuffo metatestuale nell’opera e vita di uno scrittore di grande profondità critica.

Recensione di Esterino Adami