Libere sempre. Una ragazza della Resistenza a una ragazza di oggi

Marisa Ombra

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 20 marzo 2012
Pagine: 83 p., Brossura
  • EAN: 9788806211332
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Descrizione
Come è potuto accadere che lo slogan femminista "il corpo è mio e lo gestisco io" si sia ribaltato in una forma di schiavitù volontaria? Una lettera appassionata e delicata sull'adolescenza, la scoperta del corpo, del sesso e della libertà. Senza moralismo, con rispetto e amore. Una donna di 87 anni, ex partigiana, scrive una lunga lettera a una ragazza di 14 anni incontrata in un parco. Una lettera sulla libertà, la bellezza e la dignità delle donne. L'autrice racconta la guerra partigiana, la propria anoressia, i rapporti tra ragazzi e ragazze in montagna, e il senso di pericolo e futuro da cui tutti si sentivano uniti. Il ricordo della lotta di liberazione delle donne si contrappone, così, al disagio di vedere che, oggi, per molte ragazze, libertà significa libertà di mettere all'incasso la propria bellezza.

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    Il libraio di Bologna

    02/12/2015 14:34:06

    Può accadere, dopo aver passato una vita intera a lottare per la libertà, di accorgersi che il mondo in cui si vive sembra molto diverso da quello che ci si era impegnati a costruire. Una lettera di una donna saggia ad una ragazza giovane per riflettere su cosa possa significare, oggi, sentirsi libere.

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"Il corpo è mio e lo gestisco io": questo slogan, affermato con orgoglio e dignità dalle donne per rivendicare i propri diritti, negli ultimi trent'anni è stato rovesciato in una forma di "schiavitù volontaria". Marisa Ombra, combattente partigiana e vicepresidente dell'Anpi, decide di scrivere una lettera, rivolta a una ragazza quattordicenne di oggi, per riflettere e cercare di capire come si è potuto verificare uno stravolgimento di questo tipo. Il corpo femminile, simbolo di emancipazione, serve all'autrice come base per ripercorrere i momenti che hanno caratterizzato il movimento femminista in Italia, di cui lei è stata una delle principali protagoniste. La presa di coscienza, per un'intera generazione di donne, avvenne sicuramente durante la Resistenza: fu in quell'occasione che donne e uomini si trovarono, per la prima volta, fianco a fianco, a combattere per un ideale comune e ad avere pari dignità. Nel primo dopoguerra, le speranze per una rapida emancipazione vennero presto deluse e furono necessari ancora decenni di lotta, di manifestazioni, di scioperi, di rivendicazioni, per ottenere visibilità di fronte all'opinione pubblica e riconoscimento da parte delle istituzioni e dei partiti politici. Il rammarico per il rovesciamento del significato di quelle lotte e dei successi ottenuti, avvenuto negli ultimi anni e di cui sono responsabili soprattutto le donne, è costantemente presente nelle parole dell'autrice, la quale ribadisce che la libertà non è fare quello che si vuole e che viene in mente in un determinato momento, ma è la capacità di guardarsi intorno e, con cura e attenzione, valutare e scegliere, rimanendo sempre coerenti con le decisioni prese. L'autrice, con un linguaggio mai retorico o moralistico, riesce a esprimere pensieri e insegnamenti attraverso la propria esperienza diretta. Elena Fallo