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Il libro degli elogi - Alberto Manguel - copertina

Il libro degli elogi

Alberto Manguel

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Traduttore: G. Felici
Editore: Archinto
Collana: Le mongolfiere
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 10 giugno 2009
Pagine: 89 p., Brossura
  • EAN: 9788877685339
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Alberto Manguel ci propone qui una serie di saggi brevi, come sempre per lui irrituali nel punto di vista e allegramente trasversali rispetto a scrittori, culture ed epoche. Si tratta di undici "elogi", dissertazioni colte e spiritose, dalla Bibbia al libro tascabile, dalle fiere librarie ai racconti per bambini; un elogio, innamorato e profondo, è rivolto alla personalità, all'anima della lingua spagnola; infine, alcuni elogi - personalissimi dell'orrore e del piacere, degli animali, del regalo, dell'impossibile. Quest'ultimo è un'appassionata disamina della situazione dell'amato paese d'origine, l'Argentina, nella sua crudezza e "impossibilità": un viaggio individuale e oggettivo insieme, pieno di brividi e malinconia, con un improvviso guizzo finale che ha la forza così singolare di questo scrittore, il quale sa davvero andare oltre le parole. La scelta del termine "elogio" sembra un omaggio al grande Borges (di cui Manguel fu amico e allievo) e al suo "Elogio dell'ombra"; Vila-Matas, altra voce di spicco della cultura in lingua spagnola, sta al gioco e intitola la sua prefazione "Elogio di Alberto Manguel".
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    michele paparella

    24/09/2009 17:36:14

    Alberto Manguel ogni volta mi sorprende per il suo modo di avvicinarci alla letteratura. In questo libricino l'aspetto più semplice che mi ha conquistato è l'idea che spesso andiamo trovando dei pensieri, dei concetti, delle ipotesi che negli anni addietro sono state già dette e bene. Da questo riconoscimento il suo essere argentino e anche triste solitario y final, ci regala dei preziosi momenti di memoria letteraria e libraria (che non guasta mai ricordare!)

  • Alberto Manguel Cover

    Trascorre l'infanzia a Tel Aviv dove il padre era ambasciatore presso lo Stato d'Israele. Le prime lingue che usa sono l'inglese e il tedesco (parlato con la governante), al ritorno in Argentina, quando ha sette anni, inizia a parlare spagnolo. Inizia giovanissimo a lavorare in libreria e qui incontra Jorge Luis Borges che, ormai cieco, gli chiede di andare a casa sua per leggergli dei libri, cosa che farà dal 1964 al 1968. Nel frattempo completa gli studi. Nel 1968 lascia l'Argentina prima che inizi il periodo più oscuro della dittatura e si sposta in vari paesi europei: Francia, Inghilterra, Italia, va poi a Tahiti, svolgendo sempre attività di traduttore, redattore e curatore di libri. Nel 1982 va, e vi resta per oltre vent'anni, a... Approfondisci
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