Il libro di Benjamin

Bo Carpelan

Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2003
Pagine: 288 p., Brossura
  • EAN: 9788870911107
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    Cristiano Cant

    14/10/2017 05:58:03

    Scrivere, scrivere davvero, è trarre linfa dal negativo che ci attraversa e torcerlo in una sorta di diario a cuore aperto, di qualsiasi cosa esso parli. Dalle minuzie ai tonfi più dolorosi, dall'innocuo al decisivo, si tratta di scrutare a fondo l'imprendibile caos che ci visita di continuo e tentare, con sforzi mai semplici, di offrire un odore alla parola, una verità credibile dentro i giri di frase. Compito complicato, come scolpire l'ombra in movimento. E tuttavia solo quello è lo sforzo che porta a toccare un mezzo petalo di verità verso se stessi e permetta - nella scrittura - di accostare il lettore sulla stessa riva, di rendere chi scrive e chi legge lo stesso inquilino, lo stesso corpo dentro due vestiti diversi. Il male fa inevitabilmente la sua parte, è solo sua la cattedra dell'esperienza: "Si deve possedere una sorta di superficie solida per non sprofondare annegando nei propri fallimenti. Le umiliazioni sono dolorose, ma chi non le ha mai conosciute ha la sicurezza degli immaturi". I nodi rimangono nodi, è solo il tempo che, avanzando, ne sfuma la pesantezza e ne ammorbidisce la stretta. Ma solo chi è disposto a farsi visitare da questa legge, chi fa dell'Io un dimentico passante può forse ripartire con distacco riuscito verso l'instabile di altre mete, e sempre con umile onestà di ospite fra i mille marosi del comprendere. Il dubbio non va in esilio, le malinconie siedono in terrazza, sibili estranei penetrano nei giorni col loro suono di pericolo, col loro significato sfuggente. Ma è inutile: "Io diffido dei grandi esploratori. Danno sempre la chiazza a qualche macchia bianca dentro se stessi, devono mappare in ogni parte. Niente misteri! Niente segreti! E poi? Un mondo senza ombre?". Ecco il Diario, eterna elegia della domanda, rincorsa senza approdo, ma scavo e sfida a strappare da scrigni blindati mezzo filo di luce. Ecco questo libro, triste come la bellezza e sicuro come un foglio che, della mano che gli scrive sopra, senta un vero amore.

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    ukulele

    14/08/2003 13:38:08

    spendido e originale, un romanzo un po fuori dai canoni, a metà tra autobiografia, e forse un po lo è, e bisogno di scavare nell'intimo dell'animo umano, ascoltarsi attraverso le piccole cose di tutti i giorni, consigliatissimo

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