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Liza Marklund

Traduttore: L. Cangemi
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2013
Pagine: 463 p. , Brossura
  • EAN: 9788831714716

Recensioni dei clienti

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    M.Antonietta Oddone

    26/09/2016 16.02.44

    E' il primo libro che leggo che questa autrice e devo dire che l'impressione non è buona. La protagonista è decisamente antipatica, la storia sarebbe interessante ma c'è la vicenda parallela delle donne uccise che non viene sviluppata a fondo e che genera disattenzione. La cosa più interessante del romanzo è il rapporto tra la protagonista ed il mondo dei media di cui essa stessa fa parte. La sensazione alla fine del romanzo è che la scrittrice voglia colpevolizzare il rapito. Se non avesse voluto tradire la moglie forse non gli sarebbe successo niente.

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    Marcello Nucciarelli

    08/09/2013 23.05.16

    Sono un appassionato della scrittrice svedese e ho letto tutti i suoi romanzi pubblicati in Italia, compresi i primi editi da Mondadori e solo in parte ripubblicati da Marsilio. La premessa è doverosa perché questo romanzo mi ha sorpreso. Ha sempre per protagonista la giornalista Annika Bengtzon, ma la trama rifugge dal genere poliziesco a cui ci ha abituato e lo definirei un romanzo d'avventura. Non c'è nessun assassino da scoprire questa volta: la vicenda riguarda l'estenuante trattativa per la liberazione di Thomas, il marito di Annika con il quale la giornalista si è appena riconciliata dopo una separazione. L'uomo, funzionario del ministero della Giustizia, viene rapito al confine fra Kenya e Somalia assieme agli altri membri di una delegazione internazionale da un gruppo di ribelli non bene identificato che pretende un esoso riscatto per il rilascio dei prigionieri. La Marklund ha compiuto un lavoro di documentazione enorme che traspare da ogni pagina del romanzo e si avvale qui di una tecnica narrativa per lei inedita. Il romanzo è costruito a paragrafi alternati: l'intreccio vero e proprio con Annika protagonista è raccontato in terza persona al passato, mentre le sensazioni di Thomas e il rapporto con i compagni di sventura e gli aguzzini sono narrati in prima persona al presente. Il tutto funziona e la narrazione procede spedita come fosse un giallo, anche se non lo è. Chi non conosce Annika troverà un personaggio estremamente realistico, con tutti i difetti propri degli esseri umani, e capace di un unico grande amore: quello per la propria professione. Il mondo della redazione giornalistica è come sempre sviscerato nel profondo e molto da vicino, perché la Marklund è lei stessa reporter professionista.

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    camilla

    09/08/2013 08.20.34

    Buon thriller, storia particolare e di grande attualità l'attenzione è viva fino all'ultima riga.

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    nanni

    28/05/2013 19.25.52

    Un buon giallo. L'attenzione è sempre alta, si vive la vicenda. C'è una buona dose di spettacolarità per la drammaticità degli eventi. Merita la lettura.

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    novella

    28/05/2013 09.07.46

    A differenza dei capitoli precedenti qui i personaggi perdono di veridicità mentre lei che si erge a paladina del comportamento irreprensibile cade in una losca tresca davvero incomprensibile.Storia fiacca senza colpi di scena intervallata da storie parallele che nascono e muoiono senza alcun apporto narrativo alla vicenda primaria.

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    sylvia

    21/02/2013 18.31.09

    Quando mi sono imbattuta per la prima volta in questo autore e nella sua Annika, mi è sembrato che volesse fare un po il verso a Millennium.Ma non è così.Ho letto tutti i libri fin'ora pubblicati e sono lieta che la vicenda prosegua,perchè questo personaggio cresce,secondo me,proprio in base ai fatti della vita che la coinvolgono.Annika sarà matta come un cavallo,caro Geronimo, ma riesce a trasmettere quelle emozioni spesso di difficile condivisione. Ho trovato la vicenda forte e cruda e in certi momenti davvero commovente.Spero ci sia presto il seguito,lo attendo di già

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    Geronimo il perfido

    19/02/2013 15.12.56

    I thriller seriali, anche se contano 460 pagine più o meno interessanti, rimandano sempre alla prossima puntata. Ogni volta che la leggo mi chiedo se Liza, bionda tinta e alquanto ritoccata, sia matta come un cavallo al pari della sua protagonista Annika. E poi, trovatemi uno che, alla domanda : "Se avessi potuto scegliere, avresti preferito nascere?", risponderà positivamente...

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