La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco

Andrea Marcolongo

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Editore: Laterza
Edizione: 6
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 marzo 2018
Pagine: XIV-155 p., Brossura
  • EAN: 9788858131503

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La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco

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"Innanzitutto questo libro parla di amore: il greco antico è stata la storia più lunga e bella della mia vita. Non importa che sappiate il greco oppure no. Se sì, vi svelerò particolarità di cui al liceo nessuno vi ha parlato, mentre vi tormentavano tra declinazioni e paradigmi. Se no, ma state cominciando a studiarlo, ancora meglio. La vostra curiosità sarà una pagina bianca da riempire. Per tutti, questa lingua nasconde modi di dire che vi faranno sentire a casa, permettendovi di esprimere parole o concetti ai quali pensate ogni giorno, ma che proprio non si possono dire in italiano. Ad esempio, i numeri delle parole erano tre, singolare, plurale e duale - due per gli occhi, due per gli amanti; esisteva un modo verbale per esprimere il desiderio, l'ottativo, e non esisteva il futuro. Insomma, il greco antico era un modo di vedere il mondo, un modo ancora e soprattutto oggi utile e geniale. Non sono previsti esami né compiti in classe: se alla fine della lettura sarò riuscita a coinvolgervi e a rispondere a domande che mai vi eravate posti, se finalmente avrete capito la ragione di tante ore di studio, avrò raggiunto il mio obiettivo."
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    Andrea

    22/05/2019 12:53:23

    Ne ho sentito parlare molto bene, ma l'ho trovato molto inferiore rispetto alle (forse colpevolmente alte) aspettative. Relativamente poco scorrevole e "ostico" per chi, come me, non aveva mai studiato il greco (mi era stato detto che il testo andava bene anche per noi profani a digiuno totale della materia).

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    Eduardo Fernandes

    05/05/2019 15:07:44

    Quando ho acquistato "La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco" di Andrea Marcolongo ed edito da Laterza, credevo che mi sarei trovato di fronte ad un saggio pesante, ma curioso. La lettura ha smentito i miei pregiudizi. Il testo è scritto benissimo: fluido e capace di non annoiare mai il lettore. L'autrice riesce a presentarci alcuni aspetti salienti del modo di pensare di un antico greco attraverso quella lingua che, diciamocelo, un po' tutti abbiamo odiato al liceo classico. Fossi un professore di greco, assegnerei la lettura di questo testo ai miei studenti, prima di iniziare lo studio della grammatica. Così facendo tante nozioni non verrebbero ridotte a mero sforzo mnemonico. Non vi nascondo che quando ho terminato la lettura del libro, mi è tornata la voglia di cimentarmi con qualche traduzione! "[...] non potremo mai sperare di fare nostra l'intensità di una sola parola in greco antico. Eppure, continuiamo a studiare questa lingua che ci seduce da millenni, con la forza della sua lontananza che noi, da millenni, scambiamo o barattiamo per vicinanza. Nei testi greci non leggiamo più il mondo greco: leggiamo noi stessi."

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    rita

    11/03/2019 15:45:04

    Un testo fresco, scorrevole, profondo e colto. Eppure parla del greco antico. Da subito l'autrice dichiara di non aver scritto un manuale di greco, di ritenersi lei stessa poco più che una dilettante in materia. Andrea Marcolongo in realtà è bravissima non solo ad esporre con brio ed eleganza i personalissimi (ma tanto comuni a tutti) motivi per cui si è innamorata di questa meravigliosa lingua, ma riesce spesso a facilitare la comprensione di aspetti grammaticali e storici del greco antico con notevole expertise. A tutti i puristi che storcono un po' il naso non rimane che da chiedersi perché un libro sul greco antico ha finalmente scalato le vette e toccato il cuore di tanti.

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    rocco

    11/03/2019 15:42:05

    L'aggettivo "geniale" usato da Andrea Marcolongo nel titolo per definire la lingua greca, può a maggior ragione essere utilizzato per descrivere la stesura dinamica del libro dove il greco ed alcuni dei suoi momenti semantici più interessanti come ad esempio l'introduzione del duale, il concetto di neutro, le diversità tra l'aoristo e il perfetto o le particolarità dell'ottativo, rimbalzano e si avviluppano insieme a ricordi personali e intimi della vita della scrittrice, dando vita così ad un racconto di facile lettura, divertente e variegato che vede sullo sfondo la civiltá dei greci, la loro storia e il loro modo di pensare, a cui nel libro, per non interrompere la narrazione, vengono dedicate con una eccellente, inusitata competenza didattica, apposite finestre. Il libro non sembra intenzionato principalmente a (ri)insegnarci il greco, ma a rendercelo oggetto d'amore o facendoci riappassionare, rivivere e ripercorrere con nostalgia lontane memorie tracciate tra i banchi del ginnasio oppure creandoci per la prima volta il terreno fertile, l'humus adatto su cui in seguito poter far germogliare con gioia e piacevolezza la curiosità e l'interesse verso questa lingua antica, ma estremamente, ineluttabilmente e inesorabilmente attuale.

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    saverio

    11/03/2019 15:38:05

    Andrea Marcolongo è l'autrice di un vero e proprio capolavoro senza tempo. La giovane Grecista, laureata in Lettere Classiche presso l'Università degli Studi di Milano, già nota per le sue "storytelling", fa entrare il lettore nel mondo del Greco Antico, rendendo la dimensione della lingua estremamente attuale. Il Greco, per Andrea, è Amore, è Passione, è essenza profonda dell'essere e dell'esistenza. Un saggio che appassiona e contemporaneamente fa riflettere. Con citazioni estremamente dotte quali quelle di Virginia Woolf e Marguerite Yourcenar. Complimenti davvero, leggetelo!!!. Viva il Greco Antico, viva Andrea Marcolongo.

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    manuel

    11/03/2019 13:00:29

    È sempre sorprendente quando ti ritrovi a leggere un libro e scopri che l’autore ha incartato ciò che hai sempre creduto riguardo una tua esperienza di vita. La bravissima Andrea è stata capace, di illustrare quanto ancora questa lingua geniale ha da dire a chi invece la crede (o peggio, la vorrebbe) già morta e sepolta, facendo intuire quanto profondamente essa può ancora pedagogicamente influire sulle future generazioni, in maniera molto più efficace di quanto si possa comunemente credere. Lo fa con parole ed esempi diretti, semplici ed incisivi. Leggere questo libro è stato per me un piacere e un’emozione, e, per molti versi, una vera e propria riscoperta di conoscenze che non andrebbero affatto dimenticate.

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    stefano

    11/03/2019 12:54:56

    Una lingua è un modo di pensare e di di guardare il mondo, non solo un elenco di regole grammaticali o vocaboli da mandare a memoria, e credo che imparare a leggere e raccontare la realtà in modi diversi non possa che arricchirci. Sempre. Qui i classicisti ritroveranno molto di sé e scopriranno con un sorriso perché non riescono ancora a liberarsi del vecchio vocabolario di greco, mentre i non-classicisti finiranno per chiedersi se c'è ancora tempo per imparare il greco antico.

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    Serena

    11/03/2019 11:28:28

    Questo libro mi ha conquistata fin dalle prime pagine. L'autrice, con competenza e padronanza dell'argomento, accompagnate da una grande passione e da un'intelligente ironia, dà una visione del tutto nuova ed originale di una materia tanto temuta e tanto amata sui banchi di scuola. Ci aiuta a capire, o a vedere diversamente, concetti mai compresi prima nella loro vera essenza, come il duale, l'ottativo ed il reale senso dell'aoristo. Il tutto anche attraverso un interessante excursus sulla storia della Grecia. Molto affascinante è anche la parte che riguarda il greco moderno, che è l'evoluzione di quello antico e non un'altra lingua.

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    Serena

    11/03/2019 11:26:32

    In un epoca in cui tutto sembra far dimenticare Sofocle, Eschilo e Senofonte, il libro della bravissima Andrea Marcolongo appare come un’opera geniale, al pari della lingua di cui parla, perché, come d’incanto, riporta il mondo moderno a confrontarsi con il mondo greco antico, con la sua cultura e la sua anima espresse attraverso le costruzioni della lingua. Un opera di grande originalità che, scritta con profonda conoscenza ma anche con leggiadria, riesce ad essere adatta non solo al pubblico più erudito, ma anche al grande pubblico. E’ questo uno dei meriti di chi compie arte di qualunque natura, quello di riuscire a creare opere culturali che non siano soltanto di nicchia, ma che possano essere dirette a molti, contribuendo così in modo significativo all'educazione e all'elevazione della società in cui viviamo.

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    Noemi

    11/03/2019 11:24:28

    E' sicuramente il più bel libro che abbia letto su un argomento considerato dai più "ostico" e per pochi "eletti" o "sfortunati". In genere solo chi ha frequentato un liceo classico ha la fortuna di conoscere il greco, io (ormai 55 enne) faccio parte di quell' un per mille che ha affrontato lo studio del greco da autodidatta da ragazzino e poi lasciato per fare altro (sono laureato in fisica), ma recentemente sono ritornato a prendere in mano qualche testo di greco. Questo libro riesce ad affrontare con snellezza e passione vari argomenti in genere presentati in modo "pesante" e noioso: quasi una canzone d'amore invece di un trattato di grammatica!

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    Mario

    11/03/2019 11:22:14

    Personalmente ritengo che Andrea Marcolongo sia una persona estremamente sensibile: è ciò che ho scorto leggendo il suo libro. Certamente il greco è di per sè una lingua affascinante: il miracolo dell'Occidente che ha visto nascere la Filosofia. Il greco parla attraverso le sue stesse parole, non attraverso la sua grammatica. Come la stessa autrice afferma, quest'ultima è solo lo strumento per penetrare il senso profondo delle cd versioni. Allora ascoltare le parole greche è lasciato alla nostra parte più sensibile ed è quello che Andrea è riuscita a fare: ascoltare il greco con la sua parte più sensibile. A mio giudizio il libro è molto ben fatto. E' scorrevole ma sopratutto intelligente. Consigliato sia a coloro che di greco masticano qualcosa, sia anche a coloro che ne sono a digiuno: Sopratutto per quest'ultimi, il libro in oggetto è un ottimo punto di partenza.

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    Martina

    11/03/2019 11:20:16

    Finalmente leggo un libro che mi ha affascinato e preso dalla prima all'ultima pagina. E' veramente insolito in questo periodo un libro (non riesco a chiamarlo saggio) che fa una meravigliosa operazione culturale affascinando inesorabilmente il lettore. Questo, secondo me, perché non è un libro dotto, anche se la dottrina non manca certo, ma è un canto d'amore per la cultura del linguaggio che attraversa tutti i popoli e ne rende comprensibili la storia e la cultura. Questo libro dovrebbe essere una guida per tutti quegli sciocchi che per convenienza politica o per non staccare troppo i figli dall'iPad, vorrebbero l'abolizione delle lettere classiche per ottenere generazioni di capre ignoranti che poco daranno a se stessi e al paese.

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    Martina

    11/03/2019 11:18:08

    Una vera e propria rivoluzione copernicana “ante litteram” del concetto stesso di esistenza che, attraverso forme espressive, sintattiche e grammaticali di rara eleganza formale, li rendeva liberi e felici di vivere. Una contrapposizione molto forte con la concezione della vita che abbiamo oggi, schiacciati e imprigionati dal ritmo frenetico della nostra quotidianità lavorativa e privata, scandita ossessivamente dal chiodo isterico del “quando”. Quando fissare un meeting, una forecast call, con quale cadenza (mensile, trimestrale, ecc.), verificare i risultati del nostro business? Una vita nella gabbia del “quando?” contrapposta alla felicità dei Greci che invece avevano capito l’importanza della qualità della vita, esaltando e privilegiando soltanto il “come”. Insomma, uno splendido libro, vera delizia dell’anima, che fa riflettere e incanta. Consigliatissimo!

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    Luca

    11/03/2019 11:16:07

    Diciamolo subito: questo non è un libro, tradizionalmente inteso, sulla lingua greca, né una delle consuete grammatiche scolastiche su cui abbiamo passato notti insonni o, nel migliore dei casi, sbadigliato al liceo. È invece un viaggio, attraverso le emozioni che Andrea ci regala in maniera mirabile, nella mente degli antichi greci, nel loro modo di pensare e di "sentire" le loro emozioni e la loro vita. Ella ci racconta che i Greci nell'esprimere azioni, emozioni e sentimenti del loro “io” si concentravano sempre sul “come” quello specifico evento fosse vissuto e sentito nel loro cuore, mai sul “quando” si svolgesse l’azione.

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    Lorenzo

    11/03/2019 11:13:24

    Lo studente di ieri e di oggi, il semplice curioso e l'animo sveglio troveranno stimoli inaspettati rispetto al punto di partenza di tante lezioni, la grammatica. Se però quest'ultima è un tentativo di comprensione della lingua a favore dell'uomo d'oggi, a cui la lingua non più parlata si presenta muta e inerte, anch'essa, la descrizione delle regole e della formazione di parole e frasi, per giungere al senso va espressa con termini e modi adeguati ai tempi. Il libro di Andrea Marcolongo raggiunge quest'obiettivo, nell'epoca dell'ipercomunicatività, rimanendo ancorata al valore della lingua e dei suoi antichi "proprietari", parlanti e scrittori. Perché anche noi possiamo riappropriarci pienamente di quel mondo al quale, per nascita o per vocazione, dovremmo essere i primi a guardare.

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    Chiara

    11/03/2019 11:11:08

    Delicatezza ed empatia. Sono due qualità che non ti aspetteresti dalla lettura di un libro che parla di una materia scolastica. Eppure il greco antico è stato la lingua viva di un popolo, di genti diverse per oltre un millennio. Una lingua, e ancor più un modo di pensare, di cui siamo figli anche se talora ribelli. Il pregio principale di quest'agile volume di Andrea Marcolongo, scrittrice esordiente e già matura per espressione e struttura, è di rendere partecipe il lettore della vita reale che ha modellato la lingua greca classica quale ci è pervenuta oggi, svelandola fin nelle più intime sfumature con una delicatezza ed un'umanità che a volte rapisce.

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    Ilaria

    11/03/2019 11:08:57

    Prima di scrivere la mia recensione, come uso fare, sono andato a leggermi quelle più critiche: mi sembrano più che altro dettate dall'invidia e dal rammarico di non avere avuto per primi l'idea di scrivere un libro del genere. Non so come lo possa giudicare chi non conosce il greco, e sinceramente poco mi interessa. Per chi ha fatto il classico la sua lettura farà fare un salto all'indietro, tirando fuori dal cassetto della memoria ricordi che si pensava di aver dimenticato per sempre, e che invece a poco a poco riaffiorano. Divertente per la mente è leggere i brani prima nell'originale greco, e poi confrontarli con la traduzione, rendendosi conto che basta un minimo sforzo perché riappaiano, lucide come non mai, coniugazioni e declinazioni che per cinque anni avevano rappresentato il pane quotidiano. Se poi aggiungiamo che si riescono a fare anche un bel paio di risate, i motivi per leggerlo ci sono tutti. Un libro che merita ben più dei venticinque lettori che, in Italia, rappresentano il minimo sindacale per un autore.

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    Giulia

    11/03/2019 11:07:02

    Geniale è non solo la lingua greca ma l'idea della Marcolongo di scriverci su un libro. Non so quanto sia apprezzabile da chi il greco non l'ha mai studiato ma chi, invece, ha ricordi liceali sicuramente ritrova atmosfere di gioventù. E anche nozioni magari finite in un angolo del cervello. A me è piaciuto anche se ,devo dire, il libro è vagamente "ruffiano" e l'autrice spesso si compiace di se stessa e della propria " stranezza", si compiace cioè di essere una giovane e amante del greco. Le competenze linguistiche ci sono e sicuramente c'è amore per questa magnifica lingua.

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    Graziella

    11/03/2019 11:05:05

    Questo libro mi ha fatto capire del greco e della grecità molto più di quanto abbiano fatto cinque anni di liceo classico, nonostante un insegnante non del tutto banale e il fascino che questa lingua ha sempre esercitato su di me.. all'epoca mi piacevano il greco e le sue sfide, e questo libro mi ha fatto riscoprire il piacere di leggerlo e di intuire il senso di un brano. Non sono ancora arrivata a tentare di tradurlo, ma non escludo di riaprire la partita... Lo consiglio a chi dal greco è stato traumatizzato e a chi lo ha amato. Non so dire se piacerebbe anche a chi non ne sa niente: forse una conoscenza anche superficiale della storia e della cultura greca è necessaria per apprezzarlo.

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    Gianluca

    11/03/2019 11:03:08

    Questo è un gran libro.Un libro che ti accompagna prendendoti per mano con dolcezza infinita e tanto sapere verso un mondo lontano.Lo fa con semplicità,con affetto,con amore,perché è amore verso quello che è stato e mai più tornerà quello che ci accompagna pagina dopo pagina.Mi ha commosso e fatto sorridere facendomi tornare prima bambino che leggeva Omero,poi adolescente al primo giorno del Ginnasio,poi uomo che ha fatto del classicismo la base fondamentale della sua vita.Centocinquantasei pagine d'Elide,della bellezza di una lingua ostica ma una volta fatta propria non la si lascia più.Grazie ad Andrea Marcolongo,per questo viaggio,anzi per questo "ritorno" in un mondo che è bagaglio di tutti.Una emozione intensa che vorresti mentre sei avvolto dal libro non finisse mai.

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«Avvicinato senza paura (e con una buona dose di follia), il greco si lascia guardare in faccia e ancora vi parla. A gran voce, pura. Per poter pensare e quindi dire un desiderio, un suono, l’amore, la solitudine, il tempo: per riprendervi finalmente il vostro mondo, adesso, e dirlo a modo vostro.»

Una grammatica alternativa, il racconto intimo di un amore travagliato, la condivisione della propria esperienza personale e un vademecum contro la paura suscitata da un compito in classe di greco: tutto questo, e molto altro, è il libro d’esordio della giovane grecista Andrea Marcolongo pubblicato con grande successo da Editori Laterza nella collana “i Robinson/Letture”.

L’autrice affronta con grande ironia, semplicità e in modo tutt’altro che tradizionale alcuni nodi critici della grammatica greca, come il valore aspettuale, accenti e spiriti, generi e numeri, i casi e l’ottativo, in capitoli ricchi di esempi, brani celebri e approfondimenti su aspetti essenziali della storia e della cultura greca. D’impatto è poi il capitolo sulla traduzione dal greco antico che da sempre terrorizza gli studenti e che viene qui desacralizzata e presentata con alcuni suggerimenti che aiutano ad acquisire maggiore sicurezza in se stessi nella prospettiva dell’impronta indelebile impressa dal liceo classico e dallo studio delle lingue antiche.

Questo è il libro che se fossi un’insegnante suggerirei agli studenti che hanno appena iniziato lo studio del greco, per incoraggiarli e dir loro che non sono soli in questo difficile percorso che hanno intrapreso; questo è il libro che consiglierò a chi si è pentito di non aver mai studiato il greco o a chi semplicemente vuole avvicinarsi a questa lingua affascinante. Insomma, un libro adatto davvero a tutti, perché «capire il greco non è una questione di talento, ma di militanza – come la vita».

Recensione di Giulia Persico
A cura del Master Professioni e prodotti dell’editoria - Collegio Universitario "Santa Caterina da Siena” in collaborazione con l’Università di Pavia

  • Andrea Marcolongo Cover

    Andrea Marcolongo, classe 1987, è una scrittrice italiana. Si è laureata in Lettere Antiche all’Università degli Studi di Milano. Nella sua vita ha viaggiato molto, vivendo in dieci città diverse. attualmente vive a Sarajevo. Scrive di cultura e libri per “La Stampa”, “D - la Repubblica” e “Il Messaggero”. La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco (Laterza 2016), suo libro d’esordio, è stato un caso editoriale con più di 100.000 copie vendute, tradotto in Spagna, Francia, Grecia, Olanda, Portogallo, Croazia, Germania, Corea e in tutto il Sud America. Con Mondadori ha pubblicato nel 2018 il suo secondo libro, La misura eroica. Approfondisci
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