Lo potevo fare anch'io. Perché l'arte contemporanea è davvero arte

Francesco Bonami

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Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
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  • EAN: 9788852016349
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Gaia la libraia

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Tutti, almeno una volta nella vita, davanti a un'opera d'arte contemporanea abbiamo pensato: "Questo lo potevo fare anch'io!". Eppure i critici ci assicurano che si tratta di capolavori, mentre i collezionisti spendono cifre da capogiro per quadri che sembrano tele imbrattate e sculture che appaiono come ammassi di rottami. Come è possibile che una tela strappata possa chiamarsi "arte"? Gli artisti contemporanei sempre più spesso occupano le pagine dei giornali, mentre il loro lavoro è circondato da un'aura di mistero che ne fa un prodigio alla cui comprensione sembrano ammessi solo pochi eletti. Eppure tutte le grandi capitali del mondo occidentale hanno ospitato esposizioni sempre più grandi e costose, producendo un giro di affari di tutto rispetto. Francesco Bonami sfida il lettore ad "assaggiare" le opere senza pregiudizi, aiuta a capire cosa distingue un grande da un pessimo artista, cosa ha fatto sì che Marcel Duchamp o Andy Warhol abbiano superato la prova del tempo e perché invece tanta parte del lavoro di un pittore come Renato Guttuso o di uno scultore come Arnaldo Pomodoro siano sopravvalutati. Spiega perchè Anish Kapoor piace a tutti al primo sguardo e ci svela cosa si nasconde dietro il clamore e lo scandalo delle opere di Maurizio Cattelan. E se è vero che nell'ultimo secolo l'arte si è evoluta al punto da essere quasi irriconoscibile, Bonami ci fa capire una volta per tutte perché non è vero che potevamo farlo anche noi.
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    stefano

    30/08/2013 22:03:57

    Ma perchè quando si parla di arte, si deve per forza avere quel tono da salotto per ricche signore? Sconsigliato, inutile, e non c'è nemmeno un'immagine. Come si fa a fare un libro che parla di arte senza una, dico una, immagine.

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    totok12

    30/08/2011 20:20:32

    Negli anni settanta quando noi giovani ,conoscevamo qualche parola di una lingua straniera,dicevamo mastico un po' di inglese,un po' di francese,e così via . Questo per premettere che posso dire anche io, che dopo tanti anni di letture e visite museali,ritengo di masticare un po' di storia dell'arte. Mi sono imbattuto in questo libro,e poiché per me l 'arte contemporanea,è come la superstizione "non ci credo ma ?" Ho letto con attenzione gli elogi e lo sciorinare di nomi stranieri ,e visto le loro opere ,tramite siti internet. La cosa che non accetto e che ha screditato tutto il contenuto del libro,è che quando si è dovuto palare di artisti Italiani ,si sia sparato a zero,non riconoscendo i loro meriti. Mentre si siano elogiati "artisti"stranieri,fuori di testa o al limite dell'indecenza. Forse l'autore del libro ,ha fatto finta di non conoscere" l'arte ache"cioè quel circuito di aste e gallerie che in poco tempo riescono a vendere lucciole per lanterne. Totok12

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    A. Burgo

    19/01/2011 19:35:02

    E' pur vero che il testo è stato scritto non pensando agli addetti ai lavori come fruitori, ma dal curatore dalle 50esima Biennale di Venezia mi aspettavo molto di più, dal punto di vista critico e concettuale. Libro banale, a tratti stucchevole, e noioso eppur ce ne vuole per essere noiosi in un libro che tratti d'arte. Alcuni interessanti spunti per Cattelan e Murakami, altri nella pietosa analisi della Transavanguardia e di alcune logiche di mercato, per il resto però solo noia. Contento dell'acquisto per aver risparmiato sull'acquisto degli altri suoi testi.

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    Amalia

    09/01/2011 19:06:42

    Ho riso da pazzi. Consigliato a tutti, soprattutto a chi non conosce il mondo dell'arte contemporanea. Sarà una utile guida per entrarci dentro e scoprire un nuovo mondo.

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    Seamus

    16/04/2010 09:07:55

    Interessanti punti di vista, ma a volte espressi in modo eccessivamente soggettivo.

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    claudio

    15/10/2009 16:08:24

    Io che non amo, se non addirittura odio, l'arte (?) contemporanea, ho apprezzato il libro e l'autore. Anzi, visto che ero a Londra ne ho approfittato per andare alla Tate Modern: non è che abbia cambiato idea: ritengo che spesso gli autori contemporanei ci prendano per i fondelli. Vedi alla Tate le tre braccia appese ad un muro di Cattelan o altro. Però ho anche guardato da vicino e con un pensiero diverso molte altre opere. Poi chiaramente Bonami ha le sue idee: Botero o Guttuso, tanto per fare due esempi, non gli vanno a genio e non risparmia loro critiche anche pesanti.

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    Shifter

    12/05/2009 13:28:53

    Questo libro è davvero fantastico; è una conferma per chi già conosce e studia l'arte contemporanea, inoltre è una guida perfetta per farla comprendere al meglio a chi non l'ha mai studiata. Assolutamente da avere!

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  • Francesco Bonami Cover

    Critico e curatore di fama internazionale, Francesco Bonami si appassiona giovanissimo alla storia dell'arte, dedicando la propria attenzione ai movimenti contemporanei. Dopo svariate collaborazioni con riviste e giornali, si trasferisce negli Stati Uniti. Qui diventa Senior Curator del Museo di Arte Contemporanea di Chicago. Nel 2002 viene nominato Direttore Artistico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, e nel 2003 è chiamato a dirigere la 50° edizione della Biennale di Venezia. Curatore di numerose mostre internazionali, tra cui The Universal Experience alla Hayward Gallery di Londra, nel 2005 ha diretto la prima edizione della Triennale di Torino intitolata La Sindrome di Pantagruel. Collabora con "Il Riformista", "Zero" e "Vanity... Approfondisci
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