Curatore: N. Fusini
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
In commercio dal: 04/07/2006
Pagine: LX-65 p., Brossura
  • EAN: 9788804556466
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Recensioni dei clienti

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    MCF

    16/01/2012 15:44:55

    L'autrice, in queste pagine, ci prende per mano e ci mostra la sua amata Londra, invitandoci ad ascoltare la voce di ogni luogo e ad osservare ogni particolare per ricostruirne la storia e comprenderne l'essenza. Così cominciamo la nostra visita dal porto; poi vediamo i magazzini sporchi e squallidi, le fabbriche. Proseguiamo verso il centro e arriviamo in a Oxford Street che non è certamente la via più elegante della città, ma di sicuro la più vivace; qui infatti "ci sono troppi affari, troppi saldi e tutto luccica e scintilla ? Autobus, furgoni, macchine, carretti scorrono via come i frammenti di un puzzle che non si compone mai." A questo punto, la nostra guida ci porta a visitare le dimore dei grandi personaggi; entriamo in quella dei Carlyle, che ci racconterà più di quanto raccontano le biografie dei suoi proprietari: la casa enorme era molto difficile da riscaldare e pulire e pare ancora di udire lo strofinio dello straccio sul pavimento e i passi per le scale della domestica che portava secchi d'acqua nelle varie stanze. La visita non può prescindere dalle abbazie e dalle cattedrali londinesi; infine, ci mostra la Camera dei Comuni dove si affrontano e risolvono i problemi della nazione. La nostra guida ha riservato la parte più piacevole alla fine della passeggiata: ci presenta una vera cockney, cioè una tipica signora londinese e, con la sua penna arguta ed elegante, ne dipinge la personalità conservatrice, con tutte le sfaccettature e i dettagli utili a tratteggiarne il profilo. È un libro molto breve che va letto e riletto per cogliere ed apprezzare le descrizioni e la sorridente ironia dell'autrice.

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    Roberto

    30/07/2006 06:33:18

    Virginia Woolf è pur sempre Virginia Woolf e io non ho mai messo piede a Londra (purtroppo). Ho comprato e letto questo libro di getto (si fa presto: è molto breve). Ci sono alcuni refusi molto sgradevoli (del tipo che a pag. 7, in basso, è saltata una parola di cui rimane traccia solo in un articolo cristallizzato nel vuoto), ma non è questo che il punto. Il punto è che le mie aspettative erano diverse. Invece, Virginia ci porta già da subito fuori Londra: sembra anzi che, addentrandosi in città, la scrittrice aspiri sempre a vederla dall'alto, dall'esterno, con gli occhi invasi dalla passione. Non è affatto un brutto libro, "Londra in scena": c'è dentro tutta Virginia, ancora fremente, tutta brividi, ma non sento i suoi passi per terra, sul selciato o dove vuoi, sento solo la sua voce, e io ero abituato al gesto meraviglioso di Mrs. Dalloway che, nell'aprire la finestra "francese" (che perfidia!), allarga le braccia e respira l'aria della sua amata Londra. Ecco, non trovo il respiro di Clarissa-che-ama-passeggiare-per-Londra.

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