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Bret Easton Ellis

Traduttore: G. Culicchia
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 336 p., Brossura
  • EAN: 9788806186609
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Recensioni dei clienti

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    luigi

    03/05/2013 10.34.19

    Un colpo alle viscere, uno all'immaginazione. Ellis è un prestigiatore.

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    gizzy

    08/01/2013 10.37.01

    Libro sconsigliatissimo sia per la trama assurda sia per l'intenzione dello scrittore (che evidentemente io non ho saputo cogliere). L'inizio non è male e pur ritenendolo complessivamente catastrofico non prende il voto più basso solo perchè Ellis si fa leggere in modo veloce e oserei dire quasi avvincente!

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    LaMelaMarcia

    07/04/2011 14.10.48

    Leggiamo a pag.35: "Al di là di di quanto possano apparire orribili gli eventi qui descritti, c'è una cosa che dovete ricordare mentre tenete questo libro tra le mani: tutto ciò che leggerete è realmente accaduto, ogni parola è vera." Questo riesce facile nella prima parte del romanzo dove il giovane Bret Easton Ellis viene travolto da fama, soldi, alcol e droghe. Riesce già più complicato immaginarlo a fare il padre di famiglia. Ed è proprio quando si trasferisce in casa della moglie, per cercare di ricucire il disastrato rapporto col figlio Robert, che iniziano i guai. La nuova vita di Ellis viene travolta dai fantasmi del passato. I protagonisti dei suoi libri sembrano prendere vita. Il padre morto torna per rinfacciare il loro difficile rapporto. Un peluche assassino e strani esseri provenienti dal bosco mettono in pericolo la sua famiglia. Le cose sono due: 1. La psichiatra di Ellis, cito testuale, "ha ipotizzato che io non fossi «me stesso» durante quel periodo, aggiungendo che forse le droghe e l'alcol erano stati «fattori chiave» in quello che definiva uno «stato confusionale»" 2. Il Bret Ellis che conosciamo, per evitare di scrivere una storia mielosa e strappalacrime, raccontando il suo drammatico tentativo di ricucire il rapporto con un figlio quasi sconosciuto, l'ha condita con ingredienti horror di serie B in modo da non smentire la sua fama di scrittore dannato. È quest'ultima la chiave di lettura che mi piace di più, un Ellis maturo, che soffre, cerca di nascondersi dietro quello che è stato, ma si smaschera nelle ultime pagine del libro dove commuove ricordando il padre e un figlio perso forse per sempre.

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    alex

    06/07/2009 13.52.01

    Povero Bret cosa devi inventarti per poter mettere assieme 336 pagine. Salva la prima parte il resto è un totale delirio dal quale è impossibile venire a capo meglio tornare a leggere il vecchio American...

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    piero

    07/11/2007 16.38.53

    Il primo pensiero, ad un terzo del libro, è stato: "Avanti un altro". Nel senso che non se ne pò più di attori famosi, di vestiti con tanto di griffe ben esplicitata, di droghe, anfetamine, e quant'altro. Insomma il solito Bret Ellis di sempre. Poi la magia dello scrivere di quest'uomo, davvero straordinario, ti cattura e ti porta in un soffio alla fine del libro, con la voglia di rileggerne un altro. Sara grave? ...... ?

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    Massimo

    27/08/2007 13.24.37

    Primo libro di Ellis che leggo: impatto duro, quasi sgradevole. Poi, però, entrati nella dimensione particolarissima della storia che è autobiografica come “sentire” più che nei fatti (e francamente non rileva – a mio avviso – la veridicità di quanto raccontato), resta difficile staccarsi dal romanzo e dalle emozioni che esso genera. Una “mente” senza dubbio particolare, che si muove con un’agilità straordinaria tra genio e follia, per un libro da leggere.

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    Massimo

    27/08/2007 13.23.28

    Primo libro di Ellis che leggo: impatto duro, quasi sgradevole. Poi, però, entrati nella dimensione particolarissima della storia che è autobiografica come “sentire” più che nei fatti (e francamente non rileva – a mio avviso – la veridicità di quanto raccontato), resta difficile staccarsi dal romanzo e dalle emozioni che esso genera. Una “mente” senza dubbio particolare, che si muove con un’agilità straordinaria tra genio e follia, per un libro da leggere.

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    la_spalmatrice

    30/07/2007 00.34.30

    L'ho letto ad ottobre scorso. Sinceramente mi aspettavo di meglio, sembra scritto da Stephen King come stile... ma a parte la storia abbastanza mediocre (cmq bellissimo andare a cercare info su internet alla fine e scoprire siti internet fittizi e che è tutto iventato!!!)... a voi non sono successe cose terribili mentre lo leggevate? Oppure le stesse cose che succedevano a Bret a voi succedevano subito dopo averle lette? Siamo già in due ad averlo sperimentato, se qualcuno ha avuto le stesse esperienze mi scriva pure!!!

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    la_spalmatrice

    30/07/2007 00.33.22

    L'ho letto ad ottobre scorso. Sinceramente mi aspettavo di meglio, sembra scritto da Stephen King come stile... ma a parte la storia abbastanza mediocre (cmq bellissimo andare a cercare info su internet alla fine e scoprire siti internet fittizi e che è tutto iventato!!!)... a voi non sono successe cose terribili mentre lo leggevate? Oppure le stesse cose che succedevano a Bret a voi succedevano subito dopo averle lette? Siamo già in due ad averlo sperimentato, se qualcuno ha avuto le stesse esperienze mi scriva pure!!!

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    Gio

    25/07/2007 18.41.14

    Più "umano" e conseguentemente leggibile dei più che discussi (ma validi, a mio parere) American Psyco (in primis) e Glamorama. Complessivamente è un bel libro. Traspare la solita maestria dell'autore nel descrivere i disagi, le follie, i malesseri interiori (malattie?) e le manie autodistruttive di ogni soggetto, la di cui negatività risulta essere il vero protagonista del libro.

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    Matthia

    10/06/2007 22.29.14

    Insomma... solita immensa capacità di farti rabbrividire in tre parole... però alla lunga il copione è sempre lo stesso e personalmente stanca...

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    paolo

    29/05/2007 15.08.28

    Non ho ancora finito di leggere il libro, ma l'impressione generale è quella di un gran bel caleidoscopio, dove realtà, finzione, riflessioni sulla società (tutto in stile Ellis), si mescolano tra di loro dando luogo ad un picevolissimo anche se a tratti un pò pesante mix letterario.

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    AndrEA

    22/11/2006 08.57.33

    Un gioiellino di libro. Non la solita palla horror, ma un libro dove capitano si cose terribili dovute a due padri assenti che si accorgono troppo tardi dei danni che provoca la loro assenza. Solo il finale vale il prezzo pieno del libro, praticamente un affare

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    julien

    13/11/2006 13.15.53

    Pensavo che si trattasse di un libro autobiografico, o almeno in parte, come dice l'autore stesso. Invece è quasi tutto inventato. La moglie Jayne Dennis, che dice di avere sposato e avuto un figlio, non esiste, la sua homepage è un falso !! (quasi tutto il romanzo si base su questo presunto matrimonio). Quindi presumo che anche per il resto si tratta di molta invenzione. Sono deluso di Ellis, se avesse detto che si trattava di un romanzo, di una novella, va bene, ma provare a venderlo come autobiografico o quesi è molto triste e creare una homepage di questa sua moglie attrice con fotomontaggi (homepage creata dal suo editore) è varamente ridicolo.

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    Vicky Vale

    05/06/2006 17.09.08

    Mi sono divertita molto. E' vero che Ellis è cambiato, che questo romanzo ha una linea più distesa e una scrittura più tradizionale rispetto ai lavori precedenti, ma i numerosi omaggi a King e le parentesi horror all'interno del libro sono spassose. Grande la prima parte pseudoautobiografica, mentre non mi è piaciuta la fine che scade un po' nel melenso. Comunque nel complesso un giudizio molto positivo.

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    maurizio crispi

    25/05/2006 12.50.32

    Devo questa lettura ad un amico scrittore, Luca Di Fulvio, che me l'ha segnalato con l'avvertenza che avrebbe potuto interessarmi molto anche per motivi professionali. Poichè apprezzo sempre molto i suggerimenti di Luca, mi sono precipitato in libreria per procurarmi il volume in questione. Mi sono così immerso nella lettura dell'opera ultima d'un autore che, sinora, avevo sempre "rifiutato", ritenendo che le sue rappresentazioni fossero troppo "estreme" (e mi riferisco a tutto quello che è stato letto e scritto su "American Psycho"). Il parere di Luca Di Fulvio s'è rivelato pienamente azzeccato: ho trovato ben più d'un motivo d'interesse nel romanzo (o prova autobiografica?). Per più d'un motivo: innanzitutto, perchè vi è il racconto lucido e spassionato di una vita condotta "al limite", una vita fatta di eccessi e trasgressioni, in parte ricercati con cinismo, in parte scaturenti dall'obbligo di Ellis ad aderire ad un'immagine ormai cristallizzata dai media. In questa parte del romanzo hanno un posto di rilievo, ovviamente, la narrazione della dipendenza dall'eroina, dall'alcool e dalla cocaina e la lucida esposizione di alcuni tipici meccanismi del craving. In secondo luogo, l'interesse è scaturito dal fatto che il filo rosso di tutta la narrazione è il tentativo di dare una sistemazione al difficile rapporto con il proprio padre, rimettendone a posto i pezzi sparsi e,nello stesso tempo, recuperando e ridando vita al rapporto con il proprio figlio: non si può essere padri, se non si riconosce il proprio rapporto di filiazione. In terzo luogo, emerge prepotente il potere dell'inconscio nel determinare le nostre scelte e nel produrre dei "fenomeni" al limite del paranormale: occorre capire se stessi, per placare le tempeste interiori, le conflittualità irrisolte che ci portiamo dentro; insomma, per vivere bene e non essere più vittime di fenomeni oscuri, bisogna trovare la forza d'entrare nelle nostre più intime "camere dei segreti": è appunto quello che il nostro autore riesce a fare con grande maestria.

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    Antonio

    12/05/2006 17.27.05

    L'ho trovato estremamente pesante. Non all'altezza dei suoi precedenti lavori.

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    alessio

    02/04/2006 15.27.46

    Fino alla metà il libro è puro ellis:Minimalismo pop,ironia feroce e pungente sul mondo dell'editoria,sulla vita dal vippume di vario tipo,sulla società americana in tutta la sua ipocrisia e superficialità.Fantastico il primo capitolo con la sua autobiografia dove verità e bugie si alternano con un ritmo perfetto. La seconda parte del libro(che si concentra più sul tematiche horror e soprannaturali)non va oltre un buon king con alcuni capitoli alla palaniuck(forse un pò forzati). Sicuramente non siamo ai livelli di meno di zero e le regole dell'attrazione e,soprattutto,del capolavoro american psycho.Detto questo rimane un buon libro,sicuramente nn banale,un tentativo dell'autore di mettersi in gioco non pienamente riuscito ma almeno un atto di coraggio che gli deve essere riconosciuto.Decidete voi se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno,anche se un primo capitolo così crea aspettative che finiscono col deludere proseguendo nella lettura.

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    Giovanni

    27/03/2006 10.08.09

    Ho finito di leggerlo ieri sera. Mi è piaciuto, ha trovato un modo per reinventarsi anche perchè, siamo chiari: non potrebbe scrivere all'infinito solo su un decennio ormai sepolto. Mi sembra che in qualche frase del libro e della prefazione Bret sia molto chiaro, le priorità e gli orrori del nostro tempo (terrorismo e guerra) sono ben diversi dagli orrori personali di Bateman e dalle perversioni di Clayton. Ecco dove adesso andrà "a parare" il romanzo di Ellis. A differenza di altri commenti credo che Bret tornerà presto, stimolato da nuovi sentimenti. Il modo di scrivere secondo me è pressochè uguale, si discosta certo dalla maggior parte delle sue opere, ma il modo ossessivo di ripetere e descrivere le psicologie dei personaggi è identico. A parte qualche calo di tensione e interesse a metà opera, dove sinceramente non si capisce dove voglia andare a parare, per il resto è un bel libro. Consigliato, ma non come prima lettura di Ellis.

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    SERGIO

    26/03/2006 19.49.35

    Mi è indubbiamente piaciuto. Ho trovato Lunar Park disperatamente sincero e contemporaneamente esaperatamente falso, nel suo raccontare un viaggio nei sensi di colpa e nelle paure di un uomo. L'idea, solo sfiorata negli altri suoi romanzi, di trasformare in horror le aberrazioni della soietà americana, diventa qui esplicita e dirompente. American Psycho attraversa tutto il racconto come la maledizione di un capolavoro irraggiungibile.

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