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Bret Easton Ellis

Traduttore: G. Culicchia
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 336 p. , Brossura
  • EAN: 9788806186609

Recensioni dei clienti

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    gizzy

    08/01/2013 10.37.01

    Libro sconsigliatissimo sia per la trama assurda sia per l'intenzione dello scrittore (che evidentemente io non ho saputo cogliere). L'inizio non è male e pur ritenendolo complessivamente catastrofico non prende il voto più basso solo perchè Ellis si fa leggere in modo veloce e oserei dire quasi avvincente!

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    LaMelaMarcia

    07/04/2011 14.10.48

    Leggiamo a pag.35: "Al di là di di quanto possano apparire orribili gli eventi qui descritti, c'è una cosa che dovete ricordare mentre tenete questo libro tra le mani: tutto ciò che leggerete è realmente accaduto, ogni parola è vera." Questo riesce facile nella prima parte del romanzo dove il giovane Bret Easton Ellis viene travolto da fama, soldi, alcol e droghe. Riesce già più complicato immaginarlo a fare il padre di famiglia. Ed è proprio quando si trasferisce in casa della moglie, per cercare di ricucire il disastrato rapporto col figlio Robert, che iniziano i guai. La nuova vita di Ellis viene travolta dai fantasmi del passato. I protagonisti dei suoi libri sembrano prendere vita. Il padre morto torna per rinfacciare il loro difficile rapporto. Un peluche assassino e strani esseri provenienti dal bosco mettono in pericolo la sua famiglia. Le cose sono due: 1. La psichiatra di Ellis, cito testuale, "ha ipotizzato che io non fossi «me stesso» durante quel periodo, aggiungendo che forse le droghe e l'alcol erano stati «fattori chiave» in quello che definiva uno «stato confusionale»" 2. Il Bret Ellis che conosciamo, per evitare di scrivere una storia mielosa e strappalacrime, raccontando il suo drammatico tentativo di ricucire il rapporto con un figlio quasi sconosciuto, l'ha condita con ingredienti horror di serie B in modo da non smentire la sua fama di scrittore dannato. È quest'ultima la chiave di lettura che mi piace di più, un Ellis maturo, che soffre, cerca di nascondersi dietro quello che è stato, ma si smaschera nelle ultime pagine del libro dove commuove ricordando il padre e un figlio perso forse per sempre.

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    alex

    06/07/2009 13.52.01

    Povero Bret cosa devi inventarti per poter mettere assieme 336 pagine. Salva la prima parte il resto è un totale delirio dal quale è impossibile venire a capo meglio tornare a leggere il vecchio American...

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    Massimo

    27/08/2007 13.23.28

    Primo libro di Ellis che leggo: impatto duro, quasi sgradevole. Poi, però, entrati nella dimensione particolarissima della storia che è autobiografica come “sentire” più che nei fatti (e francamente non rileva – a mio avviso – la veridicità di quanto raccontato), resta difficile staccarsi dal romanzo e dalle emozioni che esso genera. Una “mente” senza dubbio particolare, che si muove con un’agilità straordinaria tra genio e follia, per un libro da leggere.

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    la_spalmatrice

    30/07/2007 00.34.30

    L'ho letto ad ottobre scorso. Sinceramente mi aspettavo di meglio, sembra scritto da Stephen King come stile... ma a parte la storia abbastanza mediocre (cmq bellissimo andare a cercare info su internet alla fine e scoprire siti internet fittizi e che è tutto iventato!!!)... a voi non sono successe cose terribili mentre lo leggevate? Oppure le stesse cose che succedevano a Bret a voi succedevano subito dopo averle lette? Siamo già in due ad averlo sperimentato, se qualcuno ha avuto le stesse esperienze mi scriva pure!!!

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    Gio

    25/07/2007 18.41.14

    Più "umano" e conseguentemente leggibile dei più che discussi (ma validi, a mio parere) American Psyco (in primis) e Glamorama. Complessivamente è un bel libro. Traspare la solita maestria dell'autore nel descrivere i disagi, le follie, i malesseri interiori (malattie?) e le manie autodistruttive di ogni soggetto, la di cui negatività risulta essere il vero protagonista del libro.

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    Matthia

    10/06/2007 22.29.14

    Insomma... solita immensa capacità di farti rabbrividire in tre parole... però alla lunga il copione è sempre lo stesso e personalmente stanca...

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