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Melania G. Mazzucco

Collana: Burextra
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 411 p. , Brossura
  • EAN: 9788817038836
Usato su Libraccio.it € 7,02

Recensioni dei clienti

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    Joker

    31/05/2016 10.27.27

    Libro più di forma che di sostanza, tutt'altro che sgradevole ma che mi ha lasciato un po' perplesso. L'opera é una lunga confessione in prima persona del Tintoretto, che in punto di morte rivive il rapporto spesso tormentato con la moglie Faustina e i figli, in particolare quello morboso con la prediletta illegittima primogenita, Marietta. Il grande artista si rivolge direttamente a Dio, giustificando al suo cospetto - e a se stesso - le proprie scelte di capofamiglia. Venezia é in parte la co-protagonista, ma i grandi avvenimenti del '500 rimangono sullo sfondo o sono puri pretesti narrativi (ad eccezione del terribilmente grafico capitolo sulla peste del 1575-76), cosí come l'arte della pittura. La scrittura della Mazzucco é raffinata e filosofica, tanto che dal romanzo si potrebbe estrarre senza grande sforzo un libretto di aforismi. Un appunto: se l'utilizzo delle rare parole venete, coerente con l'uso che si fa dei dialetti nei romanzi storici contemporanei, vorrebbe arricchire il testo nei pochissimi discorsi diretti (peraltro mai virgolettati, una moda a lá McCarthy che m'infastidisce sempre di più) a me pare piuttosto che possa confondere il lettore, compreso chi come me le capisce bene. Ma come giá detto, mi sembra soprattutto che il romanzo manchi di sostanza, e che non siano molti quelli che affrontano volentieri 400 pagine curandosi piú dell'involucro che del contenuto. Alla maggior parte dei lettori risulterá probabilmente contorto e pesante. D'altra parte non ho figli, e non escludo che apprezzerei maggiormente quest'opera se fossi padre anch'io, come lo é il protagonista.

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    gianni

    02/03/2014 19.56.21

    Un lungo soliloquio sul senso dell'esistenza e dell'arte adagiato su un letto di più che suggestivi sguardi sul Cinquecento. E proprio le pagine di sapore storico appaiono come le più riuscite. Il tutto a riprova - al netto di qualche lungaggine nel pensoso riflettere di Tintoretto e, forse, di un eccessivo spazio concesso al suo controverso, se non ambiguo, rapporto con Marietta - che la Mazzucco può fregiarsi con pieno merito dell'ormai raro titolo di scrittrice.

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    zico68

    05/12/2013 15.32.17

    un bel libro di atmosfera....che ti catapulta negli anni della venezia rinascimentale seguendo la vita del famoso pittore Tintoretto, consigliato a chi ama approfondire con delle ricerche personali cò che legge.

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    Amelia

    19/11/2013 19.02.10

    E' un libro bellissimo, uno dei più belli che io abbia letto in questi ultimi anni.

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    davide steccanella

    16/07/2013 18.29.01

    Una storia totale, di egoismo e di amore, di ambizione e dedizione, di riscatto e sconfitta, è la vita straordinaria di un pittore cui si debbono alcune delle tuttora imperiture meraviglie di una città speciale così intimamente legata al protagonista da formare parte della sua stessa essenza, nel suo bene nel suo male. In tutto questo, si inserisce la vicenda di uno dei più sconvolgenti rapporti filiali che letteratura abbia forse mai riportato, in quella perenne tensione emotiva che lega indissolubilmente quello stimato capo-famiglia, marito devoto, nonché padre di otto figli legittimi, a quella prima figlia illegittima, che sarà per sempre la Tintoretta per gli altri e la Scintilla per lui.   La narrazione procede per flash-back volta a volta inseriti nella divisione in capitoli corrispondenti alla cronologia finale degli ultimi giorni di malattia del più celebrato artista veneziano dopo Tiziano, che per la prima volta in punto di morte si rivolge a quel Dio che aveva così ben celebrato nelle tante sue chiese, e tanti sono i protagonisti, e tante le diverse figure maschili e femminili magistralmente tracciate. Due sono tuttavia i veri protagonisti di questa drammatica quanto entusiasmante epopea di amore e morte oltre all'ingombrante Jacomo Robusti, suo malgrado per sempre chiamato il tintoretto, e sono il sesitere di Canareggio e l'arte pittorica. Credo che raramente entrambi abbiano potuto essere meglio omaggiati in un romanzo, e considerato che debbono necessariamente essere stati, insieme alla figlia Marietta, i due grandi amori del Tintoretto, miglior servizio, la scrittrice forse non lo poteva fare, all'artista da cui ha tratto ispirazione. Gli è che lo ha fatto benissimo, scrivendo un libro meraviglioso, e per il quale, come tutti faremmo se avessimo la fortuna di incontrare, dopo la rituale visita guidata, colui che ha dipinto il soffitto della scuola di San Rocco, non possiamo fare altro che dire: grazie. Imperdibile !!!

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    DANIELA TORDI

    30/03/2012 20.38.41

    Ho lasciato il libro dopo averne lette a fatica circa 100 pagine. Voluto, dunque inutile. Ovvio, dunque noioso. Saccente, perchè ciò che è voluto ed ovvio presume molto di se' e poco degli altri. Ad ogni modo, costruire una quinta non è tutto. Il buio non si sconfigge con gli effetti, il silenzio non si rompe con il recitativo scaltro.

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    Eos

    19/02/2012 12.32.33

    E' un libro straordinario, appassionato e vulcanico, che dà un'idea del pittore e dell'uomo Tintoretto semplicemente dandogli la parola, lasciando che il carattere si delinei da sé attraverso il racconto della sua stessa vita e delle forti emozioni e vicende che l'hanno percorsa. Non è un libro semplice ma è emotivamente coinvolgente e profondo, vi traspare uno studio attento di caratteri e momenti storici, e anche una notevole empatia con i personaggi che lo popolano. La scrittura è avvincente e, nel complesso, scuote profondamente il lettore

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    MCF

    16/01/2012 16.30.51

    E' la biografia di Jacopo Robusti narrata in prima persona dall'autrice che si immedesima felicemente in questo personaggio geniale e vulcanico. La storia è ambientata nella Venezia della fine del '500; il protagonista ricorda la sua infanzia nella tintoria paterna dove è nata la sua passione per i colori (è noto come Tintoretto proprio perchè figlio di un tintore); il grande amore della sua vita, una prostituta con cui avrà la figlia adorata; il matrimonio con Faustina, giovane e innamorata, che gli darà figli e figlie e accoglierà in casa Marietta, la preferita di Iacopo, che le insegnerà l'arte della pittura e se la terrà sempre accanto. Le parole sono appassionate così come i sentimenti del protagonista - affetto, emozione, risentimento, gratitudine. Così le sue riflessioni: "Prima che tutto vada disperso come cenere, uno per uno ti nominerò tutti i miei peccati, e ti sorprenderai di quanti ne ho ammessi in me. Ma non sono quelli che immagini. Parlerò della vanità, dell'ambizione, dell'egoismo, della tentazione, della degradazione, del risentimento. Ma il mio peccato più grande è un altro." "Non ho avuto paura di morire - in fin dei conti, Signore, tu mi hai già ucciso - ma di qualcosa di più profondo e terribile, nascosto nelle profondità di me stesso, che tu conosci e io ignoro." È una lettura impegnativa che risulta comunque avvincente grazie allo stile barocco e ai ragionamenti del protagonista. Melania Mazzucco, torinese, ha vinto il Premio Strega con il romanzo "Vita".

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    erica

    23/08/2011 10.47.07

    Ho faticato ad arrivare a metà libro...poi l'ho abbandonato! (cosa che mi è capitata pochissime volte in vita mia e sono un'accanita lettrice!). Di una noi mortale, confuso, lento, assolutamente lo sconsiglio!

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    Alberto Annarilli

    27/06/2010 15.32.43

    Questo romanzo è abbastanza buono da un punto di vista narratologico, certamente è un pochino lento il ritmo, ma sostanzialmente buono. Dal punto di vista dei contenuti storici è attendibile, e, per finire, da un punto di vista della vicenda e della storia in sè è molto bello.

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    ALBERTO

    18/03/2010 18.01.50

    Semplicemente stupendo. un vero romanzo che unisce sentimenti alla trama storica e rende il lettore partecipe delle sensazioni dei due personaggi principali.

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