Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Philip K. Dick

Traduttore: R. Duranti
Curatore: C. Pagetti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24 luglio 2017
Pagine: 269 p., Brossura
  • EAN: 9788834733752

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    Luca

    19/09/2018 06:23:50

    Mesi fa, da neofita dickiano, questa è stata la prima lettura che ho deciso di intraprendere tra le tante disponibili nel catalogo costruito negli anni dal grande maestro della fantascienza statunitense. Scelta banale, dettata dal blasone del film-culto Blade Runner, liberamente ispirato al romanzo in oggetto. È quindi una lettura che mi sento di consigliare? Assolutamente sì! È però il romanzo di Philip K. Dick dal quale suggerirei di partire per incominciare a conoscere l'autore? Assolutamente no! Se si dovesse infatti stilare una top 5 delle opere di Dick, "Ma gli androidi..." vi entrerebbe a fatica o, più probabilmente, ne sarebbe addirittura escluso. Suggerisco pertanto di partire informandosi prima sull'intero catalogo di Dick, senza lasciarsi abbagliare da questo o dai tanti altri adattamenti cinematografici e televisivi dei suoi romanzi e dei suoi racconti. "Ma gli androidi..." resta comunque un buon libro si-fi, a mio parere migliore del film che ne è stato tratto, dal quale differisce notevolmente per sviluppo della trama ed intenti. Incipit interessante, sviluppo buono, con spunti avvincenti, ma finale "in calando". Buona lettura a tutti!

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    Simone

    11/11/2013 22:18:09

    Ho letto questo libro qualche anno fa per curiosità, avevo visto una moltitudine di volte Blade Runner di Ridley Scott ed ero curioso di conoscere il libro da cui era tratto. Il genere fantascientifico non mi ha mai appassionato cosi come non sono un fan del genere fantasy (signore degli anelli escluso) ma devo dire che questo libro non mi è dispiaciuto, le stesse tematiche che ti lasciano riflettere durante il film si trovano ugualmente in queste pagine. Sono curioso di leggere altre opere di Philip K. Dick, magari quando sarò più propenso al genere.

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    Leonardo Banfi

    10/01/2013 08:46:31

    Una atmosfera post terza guerra mondiale. E' il 1992, ormai a noi lontano ma il futuro per Philip, nel quale ambienta la storia. Al termine della terza guerra mondiale, della terra resta ben poco. L'esodo verso le colonie extramondo ha portato ad impoverire la terra di esseri umani. Una terra priva di specie animali, possedere un vero animale e accudirlo e' un bene di lusso. Solo pochi restano sulla terra, tra cui coloro che sono stati danneggiati dalla polvere radioattiva che domina l'atmosfera, e il protagonista, il cacciatore di taglie. I simularchi, gli androidi permessi sulle colonie extramondo non possono abitare la terra, pena la eliminazione. Tema dominante del romanzo breve e' la riflessione continua su cosa e' reale e umano e chi non lo e'. La sottile linea di confine tra androide e umano e la difficolta' di stabilire chi e' un androide. Una lettura scorrevole anche se in questo caso e' meglio il film del libro.

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    Fabrizio

    04/12/2012 16:35:17

    Solito Dick. ottimo, solido, disturbato, solitario, depresso. Un romanzo che poco ha a che fare con il film. Bellissimi entrambi. La figura del cacciatore è molto bella, mentre gli androidi sono poco accennati... un grande DICK, regge benissimo il confronto con Un oscuro scrutare e La svastica sul sole.

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    andrea

    29/09/2012 16:31:58

    Fanucci ha avuto la bravura di riproporre i testi di Dick,il maestro indiscusso della SF. Ci si chiede allora perché, in tale operazione apprezzabile per tutti i grandi appassionati, non abbia avuto l'accortezza di curare maggiormente la traduzione, davvero poco buona, con tanto di verbi sbagliati un po' ovunque. Davvero peccato.

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