Macchia, autobiografia di un autistico

Pier Carlo Morello

Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 settembre 2018
Pagine: 234 p., Brossura
  • EAN: 9788850250530
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Descrizione

Pier Carlo Morello è un autistico severo. Non parla, ma in compenso riesce a scrivere, grazie a un percorso di Comunicazione Facilitata che gli ha permesso, tra tante altre cose, di concludere gli studi con una Laurea magistrale in Scienze umane e pedagogiche. L'argomento della sua tesi di laurea è lui stesso: perché, secondo le sue parole, «il mio sogno sarebbe ridestare il mondo scientifico da torpore di pregiudizio su ritardo mentale mio e nell'autismo». Questo libro è il contributo di Pier Carlo a quel risveglio, ed è stupendo - poiché desta stupore e meraviglia. È scritto in una lingua tanto più complessa e imperfetta quanto più sono vivide ed emozionanti le immagini che evoca; una lingua che sovrappone, impasta, torce e strappa la sintassi per restituire a chi legge contenuti di forte impatto emotivo. Ma soprattutto una lingua che incanta e contagia, che fa venire voglia di studiarla, di impararla, come se fosse un idioma straniero. Ogni parola è come 'slogata', staccata dall'uso convenzionale, riempita di significato... Questo libro in cui Pier Carlo racconta se stesso, sfondando il muro che lo separa dal nostro mondo e guidando il lettore alla scoperta del suo, è una sfida per tutti, non solo per gli addetti ai lavori: chi c'è dietro quel muro? La prima risposta è il dubbio: «Molte volte ho pensato che non esiste Pier Carlo; esiste l'ombra misteriosa capitata per sbaglio in questo mondo. Macchia»...

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    MB

    27/12/2016 20:24:57

    Scrivere. Con lentezza. La comunicazione facilitata srotola la matassa. Gradualmente l’intreccio si scioglie, pieno com’è di nodi, che le parole non riescono a penetrare. Sono pettini troppo grossolani e frettolosi, per quel fitto cespuglio interiore: un groviglio di pensieri disperatamente avvinghiati a sensazioni pure, inventate in un’epoca remota, molto prima che l’uomo incontrasse il verbo e si sottomettesse alle sue regole. Pier Carlo sa che il viaggio è lungo, da quel tempo preistorico ai giorni nostri, dal suo essere ancestrale alle creature nate nel mondo di oggi, modellate sugli schemi dei discorsi che ci si scambia veloci e che si colgono al volo. La sua paziente diligenza scompone, per noi, poco a poco, il meraviglioso puzzle che, dentro di lui, è il tutto poeticamente indistinto in cui non esistono nomi, definizioni ed oggetti, ma solo ineffabili sfumature di emozione. Pezzo dopo pezzo vediamo quel tutto diventare sequenza, tracciato, un percorso lineare che siamo in grado di seguire, e che, posato sulla pagina con la sensibile grazia del suo autore, conserva la bellezza dell’originario mosaico, a mille dimensioni, spennellato di colori a noi sconosciuti. La bellezza sì, la magnificenza no. Di quella magnificenza noi restiamo all’ombra, appena lambiti dal suo retrogusto, che diventa più dolce proprio quando si fa più amaro, intinto nell’inchiostro nerissimo dei disegni che contornano miracolose inesistenze. I margini, per noi, restano vuoti: spazi bianchi di un dolore apparente il cui volto nascosto è una gioia aliena, che, da incoscienti, ci affrettiamo a riempire della nostra tristezza. Pier Carlo non si stanca, nello sforzo di farci capire. Dice e ridice, per scuoterci dalla nostra ottusa ignoranza. Nel cuore del suo “deserto” ci sono tante cose che noi non sappiamo. Provare a insegnarcele è un’impresa da eroe. Riuscire a condividerle è il suo spettacolare trionfo.

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