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Traduttore: V. Mantovani
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2001
Pagine: 386 p.
  • EAN: 9788806158187
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Continua il viaggio di Philip Roth nell'America moralista e puritana degli anni Novanta, in bilico tra la political correctness e i dettagli piccanti dello scandalo Lewinsky. A concludere la trilogia aperta da Pastorale americana e Ho sposato un comunista è ora l'amara vicenda di Coleman Silk, stimato docente di lettere classiche in un'Università del New England, la cui vita viene sconvolta da un'imprudenza linguistica: l'aver definito spooks, terribile insulto riservato ai neri, due studenti assenteisti che la sorte rivela essere ragazzi di colore. Allontanato dalla cattedra, l'anziano professore aggiunge scandalo alla scandalo, intrecciando una relazione amorosa con la trentaquattrenne Faunia Farley, una bidella quasi analfabeta segnata da un doloroso passato. La loro storia suscita la condanna di tutti: del collerico ex-marito della donna, dei figli di Coleman, degli amici. Tra questi ultimi c'è anche Nathan Zuckerman, l'alter ego di Roth che, come nei precedenti romanzi, è la voce narrante dell'intera vicenda. è lui che raccoglie la testimonianza di Coleman e la narra con partecipazione e cruda ironia fino al drammatico epilogo, svelando il terribile segreto che l'uomo ha celato per oltre cinquant'anni.
Fine indagatore della società e dell'animo umano, Philip Roth torna a fotografare, attraverso il racconto di una vicenda esemplare, i mille volti di un paese e della sua gente: denuncia le ipocrisie di un'America divisa tra moralismo e sensualità morbosa; descrive il sogno dell'uomo americano che, come nella tradizione dei pionieri, si sbarazza delle sue origini e inventa da zero la propria vita; evidenzia la rivincita del lato più scabroso e carnale dell'esistenza, che trova espressione nel paradigma della "macchia" umana. "Noi lasciamo una macchia, lasciamo una traccia, lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c'è altro mezzo per essere qui."

Recensioni dei clienti

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    Michela Giorgi

    11/04/2012 23.51.29

    Meraviglioso, accattivante, scritto magistralmente. Si fa via via sempre più coinvolgente, man mano che aumenta il senso incombente di tragedia. Tutto si rivela diverso da come appare e ci mostra come non sappiamo niente, nemmeno di quello che crediamo di sapere.

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    angela

    20/11/2009 15.14.29

    è uno dei primi libri che ho letto di Roth,adesso sto leggendo solo sue opere,qualsiasi altro scrittore mi sembra banale..a parte Paul Auster e Jonathan Franzen,di cui consiglio "Le Correzioni"

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    luna

    27/02/2009 23.28.44

    E' il primo libro di Philip Roth che leggo,l'ho trovato molto intenso,c'è una profonda analisi dei personaggi e della società che li circonda,è scritto davvero benissimo,anche se mi ha lasciato molta inquietudine e amarezza,cque lo consiglio vivamente

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    Alce67

    06/07/2007 17.17.30

    Ho letto questo libro ormai 3 anni fa, ma ci tengo a lasciare un commento essendo uno tra i libri più belli che abbia mai letto. La storia ha veramente il respiro del grande romanzo con una quantità inimmaginabile di temi toccati, il tutto con una coerenza e ritmo inimmaginabile. Conflitti razziali, confronti di classe, i postumi del Vietnam, l'amore, il sesso (un tema classico di Roth), il destino, la morte. Roth tesse la sua trama implacabile con una scrittura tesa e temi forti; elabora con un successo una storia molto complessa, con numerosi colpi di scena. Un libro veramente entusiasmante che conferma Roth come faro della scrittura contemporanea.

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    rainbow

    29/04/2007 21.03.08

    Non è certo un libro facile da capire, e ogni tanto la narrazione diventa anche un po' noiosa; ma il tutto si snoda in un meraviglioso contorno letterario che conferma Roth, il Roth di qualche anno fa, come un grandissimo della letteratura americana e mondiale.

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    franco richetti

    28/11/2006 09.32.38

    Dopo aver letto l'ffresco suggestivo della "pastorale americana" questo romanzo delude un po' nella seconda parte: concordo con chi osserva che lo scrittore qua e là si lascia prendere la mano dalla sua facilità e capacità descrittiva per soffermarsi e ripetere concetti scontati Grazie

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    Mimmo

    20/06/2006 12.09.10

    Secondo me il più bello e completo di Roth.Qui troviamo l'irriverenza e la scorrettezza di Sabbath e di Kepesh,l'America bigotta e puritana dei Levov,passando per il tratteggio storico che abbiamo già visto in "Ho sposato un comunista" e nella Stessa "Pastorale.."Il miglior libro del più grande scrittore vivente.

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    barbara corrà

    08/05/2006 19.29.52

    sono arrivata a "la macchia umana" dopo molti altri romanzi di roth: qui colpisce la lontananza dal mondo ebraico. eppure,proprio questo distacco ci riconferma la grandezza di philip. Ogni suo libro ci trasporta in un universo. L'arte non conosce tempo. Philip nuovo Proust? E' splendido credere che sia così.

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    alessandra

    05/02/2006 21.15.22

    E' il primo libro di Roth che ho letto....ora comprerò tutti gli altri!!!Bellissimo!lo consiglio caldamente a tutti quanti amano come me la lettura che ti fa riflettere, meditare, ti stupisce, ti buca lo stomaco e ti lascia perso quando finisce.Leggetelo!!!!

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    Maria Antonietta Laganà

    05/09/2005 22.09.59

    Il romanzo di Philip Roth si snoda attraverso pagine in cui mai nulla di quanto è detto risulta banale, e lo spessore dell'opera è tale che lascia senza fiato, facendoci riflettere sulle convenzioni e sulle falsità del pensiero di oggi, sulla stupidità che si ammanta di buonismo, sui casi della vita che appaiono accidentali ed invece sono inevitabili. Straordinaria la costruzione dei dialoghi in cui si scontrano due diverse personalità, tragiche le pagine che descrivono la realtà così come appare agli occhi del folle reduce dal Vietnam. Vi aleggia dall'inizio un senso di tragedia greca che anticipa quanto avverrà. A me non sarebbe mai venuto in mente di trarre un film da un libro di questo genere e di questo calibro. Quasi inevitabile il fallimento, troppo diversi i mezzi di cui si serve il cinema, troppo esteriori, poco capaci di rendere gli abissi della mente.

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    giampy

    22/11/2004 12.44.51

    La storia in se' ci sfuggirebbe forse nella cronaca di ogni giorno ma l'autore ce la racconta e viene fuori la vicenda di un uomo in guerra con tutto cio' che gli e' stato imposto dalla natura e dalla societa'. Per me questo libro e' un grido alla liberta' di un uomo, Coleman Silk; la liberta' degli uomini c'entra ben poco. Per me e' stato un libro bellissimo.

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    isetta

    12/09/2004 19.04.35

    trovo che questo libro sia stato troppo volgare, ma la storia è stata molto coinvolgente. Inoltre trovo strano il fatto che una donna di 35 anni si fidanzi con un uomo di 71! Considero i grandi libri di Pirandello in confronto a questo una piuma!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    Andrea Malaguti

    23/10/2003 01.47.02

    E' un romanzo di tenuta eccezionale con un occhio alla tragedia e alla storiografia classica; non a caso Coleman Silk, il protagonista, insegna greco e latino. Una volta tanto, sono d'accordo col mio ex-professore Giordano De Biasio. Andrea Malaguti, New York.

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    Francesco Fonda

    21/08/2003 20.02.01

    Il libro si sgretola nella seconda parte. Il racconto espolde con la rivelazione del segreto di Coleman, poi cede. La relazione con la ragazza non è particolarmente interessante, non cattura. Roth ci racconta troppo poco di loro. Una volta conosciuto il loro destino, beh, il resto sono tutte chiacchiere. Azzeccati i riferimenti alla mitologia e alla poltica americana.

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    Giordano De Biasio

    14/08/2002 19.04.10

    Con "La macchia umana" Roth ha scritto un altro capolavoro. La sua creatività sembra inesauribile: merita il Nobel. Giordano De Biasio Professore di Letteratura Americana Università di Trieste

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    Fabius '69

    19/02/2002 17.32.34

    A mio avviso delle opere della trilogia quella maggiormente sottotono : spledida la prima metà del romanzo, la seconda cede alla tentazione di condurre a buon termine l'intreccio dei personaggi a discapito della narrazione interiore. Risultato : un punto in meno della "Pastorale" e di "Ho sposato un comunista" ... ma quanti in meno del "Lamento" ?

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    ALEXVED

    07/01/2002 13.01.18

    Roth ci regala un altro capolavoro!!! Un libro profondo, denso, mai banale. Su una trama esigua esigua costruisce un romanzo dove l'analisi psicologica la fa da padrone.Non c'è pagina che non ci regali un'osservazione su cui riflettere. LEGGETELO LEGGETELO!!!

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    Alvar

    06/10/2001 21.55.30

    Ho letto anche gli altri della trilogia e questo è il più bello. Il più bel libro uscito quest'anno. Personaggi straordinari, storie costruite benissimo e che fanno ragionare, situazioni molto significative. Un capolavoro. Speriamo ne scriva altri

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    cristina

    23/07/2001 14.24.17

    "La macchia umana" è il primo libro di Roth che ho letto e sono stata davvero colpita dalla forza e dalla profondità con cui è scritto. Lo consiglio a tutti coloro che sono stanchi di libri pieni di "buoni sentimenti".

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