Traduttore: F. Bruno
Collana: Romanzi
Anno edizione: 2004
In commercio dal: 11 marzo 2004
Pagine: 426 p., Brossura
  • EAN: 9788879286848
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Recensioni dei clienti

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    Giulia Falavigna

    08/02/2006 15:57:08

    davvero bello!

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    Ale

    07/09/2005 08:44:28

    Che bel libro: l'Africa raccontata da chi conosce l'Africa, in un modo semplice e poetico. Ci si affeziona così tanto a Madame Ba che la si vorrebbe abbracciare!

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    Enzo

    16/05/2005 17:07:38

    Un libro dolce e divertente, che fà riflettere sulle bellezze, sfaccettature e bruttezze della moderna Africa. La protagonista e' incredibilmente genuina e sanguigna nella sua apparente semplicità. Un libro che mi è piaciuto molto.

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    Newe

    25/09/2004 11:57:34

    Davvero fantastico! Ironico e profondo. Complimenti!

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    Elena

    04/07/2004 19:25:57

    Ottimo.

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    Iaia

    18/05/2004 11:36:47

    Bellissimo !

Vedi tutte le 6 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

L'acqua, con tutta la sua carica simbolica, è un leitmotiv di questo romanzo, un romanzo fiume in ogni senso del termine, poiché è sulle rive del Senegal e poi del Niger che la narrazione si snoda. Limpida come l'acqua è anche la verità, e "Marguerite Ba, nata Dyumasi (...) ha, fin dalla nascita, scelto la strada della verità. Vi si atterrà. E al diavolo le conseguenze". Le conseguenze saranno davvero pesanti per una donna che decide di sfidare poteri locali e racket internazionali al fine di richiedere un visto e accorrere in Francia ad aiutare un nipote in difficoltà. La forza tranquilla della protagonista seduce tutti coloro che la incontrano, incluso l'avvocato francese che, aiutandola a riempire il formulario di richiesta di visto, diviene il testimone e lo scriba di una vita avventurosa e di una supplica al presidente della repubblica francese. Alcune pagine di questo romanzo sono certo trascinanti, in particolare quelle dedicate agli uomini che hanno attraversato la vita di madame Ba e al suo amore per loro. Vero è anche che alla fine resta una certa insoddisfazione, forse dovuta allo stile così poco africano di questa storia, pur così radicalmente maliana. Manca, non nella protagonista, ma nel modo di raccontare, quell'autoironia, quella grazia e quel mistero che i maggiori narratori africani sanno trasmettere. Dopo qualche centinaio di pagine la vicenda diventa in effetti una denuncia del traffico dei visti e una storia di emigrazione clandestina dal futuro incerto, oltre che un elogio della "differenza" del tempo africano e degli usi africani. Ora, se le sinuosità e le confluenze di una storia-fiume possono anche risultare avvincenti, è proprio la ricerca spasmodica di una "verità" che intorbida le acque del romanzo. Troppi intenti, troppi relitti europei navigano su questo fiume, impedendone il libero scorrere.

Paola Ghinelli