Traduttore: L. Ballerini
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18 marzo 2013
  • EAN: 9788807881855
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Descrizione
Il libro è il racconto in prima persona di un americano trasferitosi con la famiglia in Germania dopo la prima guerra mondiale, che vi resta anche dopo la presa del potere di Hitler e diventa la voce della propaganda nazista di Goebbels per gli Stati Uniti. All'inizio e alla fine del libro il protagonista si trova in una prigione israeliana, in attesa di processo per crimini di guerra, lì ripensa alla propria vita e decide di scrivere le sue memorie. Il racconto, presentato come un autentico documento storico, risulta un'attuala riflessione sulla guerra, la violenza e le loro cause. Dal libro, pubblicato nel 1961, è stato tratto anche un film interpretato da Nick Nolte nel 1996.

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Recensioni dei clienti

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    KidChino

    25/11/2015 12:26:54

    Al secondo incontro con questo autore non posso che ritenermi soddisfatto! Viene trattato anche qui il tema della seconda guerra mondiale che Vonnegut sembra conoscere e giostrare a suo piacere in modo davvero egregio. Parla di un uomo la cui esistenza è appesa ad un filo. Come sull'orlo di un burrone. Tutto sta a capire davvero cosa c'è nella testa di quest'uomo. La sua propaganda nazista è vera o sta solo recitando la sua parte? Quanto è sottile la differenza tra il giusto e lo sbagliato? Tra il bene ed il male? Al lettore l'ardua sentenza...

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    Giuseppe Russo

    16/06/2014 15:57:27

    Personalmente, preferisco il Vonnegut che svolge le sue riflessioni entro cornici storiche ben precise al Vonnegut che le elabora in forme sci-fi. In questo caso, direi che siamo di fronte ad un notevole esempio del primo tipo, dove si nota come la riuscita dipenda molto dal fatto che il contesto storico scelto è ben conosciuto dall'autore: la Seconda guerra mondiale e, direi soprattutto, certe nevrosi ossessive tipiche dell'America post-bellica. Essere qualcuno o qualcosa che altri ti hanno imposto, poi cercare di darsi una nuova identità ma senza troppa convinzione, quindi tornare nel "sé" preconfezionato perché si prova nostalgia, infine consegnarsi nelle mani di un'autorità in grado di porre fine a questa affannosa ricerca identitaria. Ecco, direi che questo tipo di ansia biografica (metafora di altri percorsi caratteristici di numerosi personaggi che hanno cercato di riciclarsi dopo la caduta del Nazismo) è davvero convincente, ben più di altre nelle quali la "quest" conduce i protagonisti sulle lune di Saturno.

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    Carla

    29/04/2014 23:16:48

    Mirabile capacità di sintesi in questa storia ben scritta. Ci sono gli eventi della guerra sullo sfondo, parte integrante di questa storia personale la cui morale ce la svela lo stesso scrittore: "noi siamo quel che facciamo finta di essere, sicché dobbiamo stare molto attenti a quel che facciamo finta di essere'.

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