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Artisti: Fennesz
Supporto: Vinile LP
Numero dischi: 2
Etichetta: Import
Data di pubblicazione: 28 gennaio 2016
  • EAN: 5027803905214

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Descrizione

Il disco ripropone brani registrati live nel 2011, e già proposti in parte nel 2014 (altra raccolta, intitolata "Remixed").
Per farla breve, possiamo dire che Mahler era un maestro della sinfonia, un tardo-romantico che adorava Schumann e Schubert, oltre che un apprezzato direttore d'orchestra.Gli austriaci e i tedeschi colpiscono sempre per l'austerità: che si tratti dei Neu!, delle danze meccaniche dei Kraftwerk, o della sinfonia dell' '800, i popoli di lingua tedesca sono sempre seri.Non è un caso se la musica “importante” ha dato i frutti migliori attraverso autori teutonici: la loro naturale predisposizione per l'ordine, l'architettura, la legge naturale delle cose, gli ha consentito di scovare nuove forme di espressione. Nuove forme di sublime rigore.Fennesz sembra guardare all'opera imponente di Mahler attraverso una lente deformante: perché applica la logica straniante della musica glitch, la sua ambientazione disturbata e rumorosa, alle complesse partiture delgenio della Boemia.
Risulta difficile descrivere l'impatto di queste possenti opere elettroniche remixate dal vivo, tutte peraltro di una durata importante: per dire, il primo brano offre una sorta di versione impressionista dei quadri cristallini di Mahler, li tempesta di rumori e di sonorità inclassificabili. In altri termini, li deforma (specialmente nel lungo,oltraggioso finale, in cui spiattella una sorta di battito che ripete all'infinito due note distorte, mentre all'orizzonte la sinfonia si erge maestosa, impassibile).
Fennesz abbatte le barriere: in questo caso, quelle – da tempo fragilissime – che separano la musica dal rumore. In tal senso, la sua è l'ennesima sfida agli ambienti della musica colta: Christian studia afondo le intricate partiture del connazionale, e poi sembra divertirsi a mandarle in frantumi: Fennesz è come Fontana, un artista spazialista che rompe la tela.
La sua musica è tanto astratta quanto – a suo modo – violenta. Esula però dalla pura provocazione, per risultare maestosa, aperta. Non perde nulla in termini di solennità, in sostanza (l'austerità dei popoli di lingua tedesca): isample delle composizioni di Mahler diventano una sorta di mattoncino che consente di costruire edifici del tutto nuovi.
Questo lavoro non concede riposo: questa è musica impegnativa, che richiede tutta la tua attenzione. E che pure sa ripagarla. Anche il secondo mix, una sorta di incrocio fra l'estasi dei My Bloody Valentine e la potenza rigogliosa del sommo Gustav, lascia esterrefatti, ruota intorno al sole senza un vero inizio e senza una vera fine.
Dopo dieci minuti irrompe una chitarra in odore di “Endless Summer” (di cui pare citare qualche refrain melodico), che pare rompere gli equilibri. E che invece trasforma – ancora una volta – il rumore, il caos, inpoesia. I volteggi molto ambient religiosa del terzo "Remix" lasciano ancora una volta a bocca aperta: questa èdavvero musica per chi non ha paura.