Mai sono stata tranquilla. Vita di Angelica Balabanoff, la donna che ruppe con Mussolini e Lenin

Amedeo La Mattina

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Pagine: 314 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788806200626

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Angelica Balabanoff, chi era costei? La storiografia ha a lungo misconosciuto un personaggio chiave per la comprensione della storia del socialismo novecentesco, delle sue metamorfosi, dei travisamenti ideologici e dei tradimenti politici perpetrati da suoi esponenti rilevanti, come Mussolini e Lenin. Questa biografia di "santa Angelica del socialismo" – la definizione è del duce del fascismo – colma una lacuna e sollecita nuovi studi. Sottrae questa figura alla marginalità in cui spesso viene relegata, ridotta a una delle innumerevoli amanti di Mussolini. Non si nega l'influenza reciproca che la relazione fra i due produsse. Secondo l'autore, proprio il legame con Mussolini la segnerà più di quello con Lenin, anche perché del primo sarà in ampia misura la maestra e la guida, colei che toglierà Benito, nemmeno ventenne, dall'inconcludenza tipica dell'esule ribelle e sbandato per proiettarlo ai vertici del socialismo italiano. Ma il futuro duce non abbandonerà mai il suo radicalismo di stampo soreliano per abbracciare il marxismo vero e proprio. Diverso il rapporto con Lenin; ne condivide il massimalismo, ma non i metodi. Saranno comunque le cocenti delusioni provocatele dalle successive scelte di questi due uomini ambiziosi a segnarne il futuro percorso di donna e di militante. L'ortodossia marxista, anche un po' schematica, di Balabanoff esce con le ossa rotte dalle dure repliche della storia inferte, in forme opposte, sia da Mussolini che da Lenin alla teoria pura della rivoluzione socialista. Angelica si aprirà allora alla socialdemocrazia. Le sue origini russe alimenteranno sempre di fervore religioso la sua fede politica. Di questo spirito "missionario" non smetterà di nutrirsi, a favore degli ultimi e degli oppressi di ogni nazione.
Danilo Breschi