Traduttore: N. Cancellieri
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2005
Pagine: 270 p., Brossura
  • EAN: 9788807016820
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La vasta e originale produzione di Enrique Vila-Matas nato a Barcellona nel 1948 lo rende una delle figure più interessanti del panorama letterario spagnolo attuale.Il mal di Montano è un testo di natura composita tra “saggio memoria personale diario libro di viaggio e finzione narrativa”. La finzione narrativa vera e propria si configura all'inizio quando il narratore immagina di andare a trovare un figlio inventato Montano agrafo tragico scrittore affetto da paralisi letteraria: padre e figlio sono entrambi malati con una febbre diversa di letteratura. Per il padre l'ossessione per le lettere si sviluppa e cresce parallelamente a quella della morte finché un amico gli consiglia di fondere le due fissazioni e concentrarsi sulla morte della letteratura. Il protagonista diventa quindi lucido interprete di diari: “Mi propongo di lavorare in modo discreto all'interno di diari altrui e di fare in modo che questi collaborino alla ricostruzione della mia precaria autobiografia”. Questo personaggio narrante la cui timida biografia è un puzzle costituito da frammenti di vita e opere altrui assume allora le vesti di conferenziere inventandosi l'ennesima variante del personaggio disperatamente malato di letteratura. Nell'ultima parte la finzione iniziale procede verso la realtà: ossessionato dalle sorti delle lettere il protagonista decide di incarnare la biblioteca universale al fine di permettere la sopravvivenza della letteratura impegnandosi nella lotta contro tutto ciò che è antiletterario. Il mal di Montano costituisce un viaggio senza fine duttile e ostinato tra città e biblioteche con citazioni più o meno palesi di un rilevante gruppo di autori. Richiamando il libro di sabbia borgesiano Vila-Matas propone con il suo romanzo la possibilità di “leggere il mondo come se fosse la continuazione di un interminabile testo”.


Barbara Minesso