Il malato immaginario

Molière

Traduttore: C. Garboli
Editore: Einaudi
Edizione: 2
Anno edizione: 1979
In commercio dal: 01/01/1997
Pagine: XXV-72 p.
  • EAN: 9788806132507
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    Cristiano Cant

    17/11/2017 09:06:41

    La beffa e il genio si diedero appuntamento a teatro quella sera del 17 febbraio 1673. Le persone che gli erano accanto, vedendolo non più in buone condizioni di salute, lo esortarono a non andare in scena. Lui rispose: "Ci sono cinquanta poveri operai che hanno soltanto la paga della loro giornata per vivere. Cosa faranno se non si recita? Mi rimprovererei di non aver dato loro il pane anche un giorno solo". Molière l'Assoluto, Molière che sottoponeva alla sua domestica le trame ancora acerbe delle sue opere, perché il riso di lei era per l'autore un giudizio inappellabile, e quando ciò non accadeva Egli diceva: "La Forest non ha riso per nulla. Cancello la battuta, vuol dire che non è buona". Si trema per commozione e tenerezza a leggere tutto questo. L'uomo che fu una cosa sola col teatro visse quegli ultimi respiri come giocato dal suo opposto (penso che ne stia ancora sorridendo lassù). Perché lasciò le tavole del palcoscenico proprio dopo aver recitato quest'opera. Morì infatti la notte stessa. Sorte malandrina, incredibile! Si abita la più comica ipocondria di un testo mentre la falce della concretezza finale sta giungendo a rapire davvero il suo pupillo. Saggezza e smacco, teatro nel teatro, vita e finzione, una sola mano a tessere tutto questo ricongiungendo i tasselli di un vero capolavoro. E' una leggerezza che incanta nella sua coincidenza pazzesca, e di fronte alla quale è inutile agganciare altri discorsi. La Grazia è rara, molto molto parsimoniosa. E quando la si piega in un'ironia sprezzante (vedi i nomi dei medici: Dottor Purgante, o Dottor Diarroicus) non resta che adagiarsi e goderne la completezza dei fasti. Un male analizzato nei suoi minimi avvisi, gli approfittatori e i cialtroni che tentano di mangiarci, le illusioni di sicure guarigioni, lo scialo di pomposità e, dietro il finto e il vero mescolati ad arte, la conoscenza dei caratteri umani, delle coscienze, della vita. Molière è la gloria della professione teatrale tutta.

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    maria baratto

    21/09/2004 11:58:33

    vorrei sapere se si puo' morire di immaginazione cioè di ossessione

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